Il Met Gala 2026 ha portato l’alta orologeria al centro del red carpet. Sui gradini del Metropolitan Museum of Art di New York, durante la serata dedicata alla mostra “Costume Art”, il dress code “Fashion Is Art” ha spinto celebrity e maison a interpretare l’orologio non come semplice accessorio, ma come parte integrante della costruzione scenica del look. La mostra del Costume Institute esplora il rapporto tra abito, corpo e opere d’arte nella collezione del Met.
Il polso diventa spazio artistico
Secondo JCK, tra i brand protagonisti del red carpet figuravano Piaget, Breitling, Audemars Piguet e Jaeger-LeCoultre, accanto a presenze di forte impatto come Bulgari, Cartier, Jacob & Co. e Chopard. La scelta degli orologi ha dialogato con il tema della serata: materiali preziosi, quadranti d’archivio, casse gioiello e segnatempo high jewelry hanno trasformato il tempo in superficie estetica. Tra i momenti più rilevanti, Rami Malek ha indossato un Cartier Crash in platino del 1992, mentre Bad Bunny ha scelto un Cartier Cloche del 1996. Due pezzi vintage che hanno riportato sul red carpet la forza scultorea della maison francese, capace di unire irregolarità formale, rarità e potere iconico.
Da Bulgari Serpenti a Piaget, la gioielleria misura il tempo
Sul fronte Bulgari, Lisa ha scelto un Serpenti Spiga High Jewelry Watch in oro bianco interamente incastonato di diamanti: un segnatempo che si avvolge al polso come un gioiello scultoreo, fondendo la tradizione romana della maison con il linguaggio contemporaneo del red carpet. Anche Piaget ha confermato la propria centralità tra orologeria e gioielleria d’autore. Connor Ives ha indossato gemelli vintage in oro e un orologio d’archivio del 1974 con quadrante in occhio di tigre, mentre Hugh Jackman ha scelto Piaget per un’eleganza più sobria, fedele alla tradizione della maison. Il Met Gala 2026 conferma così un passaggio decisivo: l’orologio luxury non accompagna più il look, lo firma. In una notte costruita sull’idea che la moda sia arte, l’alta orologeria ha imposto la propria grammatica: tecnica, rarità, memoria, brillantezza. Il tempo, al Met, non è stato misurato. È stato messo in scena.
