Gattullo compie 65 anni: il salotto dolce di Milano tra memoria, eleganza e grandi habitué

by Francesco Russo

Dal 1961, la storica pasticceria di Porta Lodovica attraversa generazioni, riti cittadini e volti celebri. Da Jannacci a Pozzetto, da Massimo Boldi a Gianna Nannini, Gattullo resta uno degli indirizzi simbolo della Milano più autentica.

Milano possiede luoghi che non hanno bisogno di alzare la voce per imporsi nella memoria della città. Restano, attraversano le stagioni, cambiano pelle senza perdere carattere. Pasticceria Gattullo, in Piazzale di Porta Lodovica, appartiene a questa ristretta geografia sentimentale: un rito urbano, una consuetudine elegante, un pezzo di Milano che ha saputo resistere alle mode e alle trasformazioni.

Fondata il 1° maggio 1961, Gattullo celebra nel 2026 i suoi 65 anni di attività. Un traguardo che va oltre la cronaca dell’anniversario e racconta la forza di un’insegna capace di rimanere riconoscibile in una città dove tutto corre, cambia, si reinventa. Qui la pasticceria è sempre stata molto più di una produzione dolciaria: è colazione, pausa pranzo, aperitivo, salotto, incontro, memoria familiare e scena discreta della mondanità milanese.

Una storia nata nel cuore di Porta Lodovica

La storia di Gattullo nasce da una famiglia di origine pugliese arrivata a Milano nel Novecento e cresciuta dentro l’arte paziente della pasticceria. Il fondatore, Giuseppe “Peppino” Gattullo, aveva lavorato in alcune grandi insegne cittadine prima di aprire il laboratorio di Piazzale di Porta Lodovica. Da quel momento, il nome Gattullo è entrato nel lessico quotidiano della città.

L’insegna ha attraversato più di sei decenni custodendo una formula apparentemente semplice, in realtà rarissima: qualità costante, materia prima selezionata, attenzione al cliente, identità precisa. Il risultato è un luogo che i milanesi riconoscono non solo per i suoi prodotti, ma per l’atmosfera. Da Gattullo si entra per un caffè, per una brioche, per un panino, per una torta, per un aperitivo; spesso si torna perché quel gesto è diventato parte di una routine affettiva.

Il bancone dove Milano incontrava i suoi protagonisti

Raccontare Gattullo significa attraversare anche una parte luminosa della cultura popolare milanese. Nel tempo, al suo bancone sono passati artisti, attori, musicisti, giornalisti, sportivi, professionisti, studenti, famiglie. Una Milano plurale, viva, riconoscibile.

I nomi compongono una galleria preziosa: Enzo Jannacci, Giorgio Gaber, Beppe Viola, Renato Pozzetto, Cochi Ponzoni, Massimo Boldi, Teo Teocoli, Diego Abatantuono. Figure diverse, legate da un tratto comune: il rapporto con una città che sapeva essere colta e popolare, elegante e ironica, sofisticata e profondamente umana.

Nella memoria del locale resta celebre il passaggio serale di Jannacci, Pozzetto e Beppe Viola, frequentatori prima delle serate al Derby. Cannoncini, bignè, panini, battute fulminanti: una ritualità milanese irripetibile. La frase “al confine del palato”, attribuita a Beppe Viola, sembra ancora racchiudere l’anima di un luogo dove il gusto non era mai soltanto gusto, ma linguaggio, relazione, appartenenza.

Gattullo Milano

Gli auguri dei vip: da Gianna Nannini a Massimo Boldi

Per i 65 anni, diversi habitué hanno voluto rendere omaggio alla pasticceria. Gianna Nannini ha riconosciuto in Gattullo un riferimento dell’alta pasticceria milanese, legato alle colazioni, alle torte di compleanno e alle ricorrenze speciali. Il paragone con la Pasticceria Nannini di Siena, luogo della sua storia familiare, dà alla testimonianza un valore particolarmente intenso.

Massimo Boldi ha ricordato Gattullo come un punto di riferimento fatto di relazioni, incontri e ricordi. Un indirizzo che ha accompagnato la vita di molte persone e che, grazie alla continuità familiare, ha mantenuto intatta la propria personalità.

Renato Pozzetto, con il suo tono inconfondibile, ha celebrato aperitivi, panettoni e panini, definendo quei prodotti una forza capace di parlare direttamente al “gozzo” dei clienti. Una battuta che vale più di una recensione: restituisce la familiarità, l’affetto e la complicità che circondano ancora oggi il nome Gattullo.

La dolcezza come rito milanese

Il successo di Gattullo non si spiega soltanto con la qualità della pasticceria, ma con la sua capacità di presidiare tutti i momenti della giornata. La colazione, con brioches e lievitati. La pausa pranzo, con panini e ricette leggere. La merenda, con biscotti, tè, caffè e dolci. L’aperitivo, ormai parte integrante dell’identità milanese contemporanea.

Accanto alle torte classiche, ai mignon, alle crostate e alle creazioni al cioccolato, restano centrali i grandi dolci della tradizione: dalla colomba al panettone, simbolo assoluto della pasticceria milanese. È in questa continuità tra dolce e salato, tra bottega e salotto, tra artigianato e abitudine cittadina che Gattullo ha costruito la propria autorevolezza.

In una Milano sempre più internazionale, l’insegna conserva una qualità rara: essere riconoscibile senza apparire immobile. La tradizione non viene esibita come nostalgia, ma praticata ogni giorno attraverso gesti, prodotti, accoglienza.

La nuova fase con Vincenzo Dascanio

Il 2026 segna anche un passaggio significativo: l’ingresso del gruppo di Vincenzo Dascanio, imprenditore e designer noto per il suo lavoro nel mondo degli eventi, del floral design e dell’ospitalità. Un cambio di assetto che arriva dopo 65 anni e che apre una nuova fase nel segno della continuità e della valorizzazione del marchio.

Giuseppe Gattullo e Vincenzo Dascanio
Giuseppe Gattullo e Vincenzo Dascanio

La presenza di Giuseppe Gattullo come figura di riferimento e ambassador rappresenta un elemento essenziale per mantenere saldo il legame con la clientela storica. Per un locale come Gattullo, infatti, il futuro deve misurarsi con una materia più delicata: la fiducia dei milanesi.

Ed è proprio qui che si gioca la partita più interessante. Portare Gattullo nel tempo nuovo senza disperderne il tono, la memoria, il calore. Conservare la grazia dell’insegna, aggiornandone l’esperienza con intelligenza. Far dialogare la storia con una Milano che chiede luoghi autentici, curati, riconoscibili.

Un indirizzo che racconta Milano

A 65 anni dalla fondazione, Gattullo resta uno degli indirizzi che meglio raccontano la Milano del gusto e delle relazioni. Non la Milano gridata delle aperture lampo, ma quella più profonda, fatta di fedeltà, di abitudini, di volti che tornano, di tavolini occupati sempre alla stessa ora, di pasticcini scelti per una ricorrenza, di panettoni regalati a Natale, di aperitivi diventati appuntamenti.

Ogni città ha bisogno di luoghi così. Luoghi che tengono insieme generazioni diverse, che custodiscono un lessico comune, che trasformano il tempo in stile. Gattullo è uno di questi: una pasticceria, certo, ma anche una piccola istituzione civile del gusto milanese.

Per questo i suoi 65 anni sono la conferma che Milano, anche quando corre verso il futuro, continua ad avere bisogno dei suoi indirizzi più fedeli. Quelli dove entrare significa riconoscere una parte della città. E, per un istante, sentirla ancora propria.

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