Firenze torna capitale del menswear internazionale. Dal 16 al 19 giugno 2026, la Fortezza da Basso ospita Pitti Uomo 110, l’edizione estiva del salone che più di ogni altro sa leggere, anticipare e mettere in scena l’evoluzione della moda maschile. Un appuntamento che arriva in un momento complesso per il settore, ma che conferma la forza di Pitti come piattaforma globale: oltre 720 brand, più di 30 Paesi rappresentati, il 44% di espositori internazionali, buyer da tutto il mondo e un programma che intreccia sartorialità, ricerca, heritage, outdoor, profumeria artistica e nuove culture del vestire.
Pitti Uomo 110 si presenta come una mappa del menswear contemporaneo: dal classico italiano ai marchi di ricerca, dall’Asia creativa al nord Europa, dallo sportswear evoluto all’outdoor più sofisticato. Al centro, una domanda cruciale: che cosa significa oggi vestire l’uomo, in un’epoca in cui il confine tra formale e informale, lusso e performance, tradizione e sperimentazione è sempre più mobile?

Pitti Uomo 110, Firenze torna al centro della moda maschile
La nuova edizione di Pitti Uomo conferma Firenze come una delle grandi capitali della moda internazionale. La Fortezza da Basso diventa ancora una volta il luogo in cui buyer, stampa, designer, maison, brand indipendenti e retailer osservano da vicino la direzione del menswear.
Il calendario di giugno si apre con numeri importanti: oltre 720 marchi, una forte componente estera e una suddivisione in cinque sezioni – Fantastic Classic, Futuro Maschile, Superstyling, Dynamic Attitude e I Go Out – che restituiscono la complessità del guardaroba maschile contemporaneo.
Il valore di Pitti Uomo sta proprio nella sua capacità di tenere insieme mondi apparentemente distanti: la sartoria e lo streetwear, il cashmere e la sneaker, il cappello inglese e il technical outdoor, il capospalla heritage e la fragranza di ricerca. In questo equilibrio si misura la forza della manifestazione: non inseguire una sola tendenza, ma far dialogare tutte le traiettorie più rilevanti del mercato.
The Pitti Pool, il tema dell’edizione estiva
Il tema di Pitti Uomo 110 è The Pitti Pool, un racconto estetico costruito intorno all’immaginario della piscina, del riflesso, dell’attesa e della trasformazione. L’immagine guida dell’edizione mette in scena un giovane uomo a bordo vasca, sospeso davanti alla propria immagine riflessa sull’acqua. Una figura elegante, disincantata, contemporanea, vestita Simone Rocha.
La campagna è curata da Chris Vidal Tenomaa e Tuomas Laitinen, rispettivamente editor in chief e fashion director di SSAW Magazine. In Fortezza, il tema prende corpo anche attraverso l’installazione centrale firmata dal designer Philéo Landowski con l’artista libanese Pascal Hachem, pensata non come rappresentazione letterale della piscina, ma come esplorazione delle sue strutture invisibili: tubi, infrastrutture, elementi tecnici, ciò che sostiene la superficie senza apparire.
È un’immagine potente per raccontare il menswear di oggi: dietro l’apparenza dell’abito c’è un sistema di codici, materiali, produzione, distribuzione, cultura e desiderio. Pitti sceglie di mostrarne non solo il risultato, ma anche la struttura profonda.
Simone Rocha, la guest designer che porta poesia e tensione nel menswear
Il nome più atteso di Pitti Uomo 110 è Simone Rocha. La designer irlandese, basata a Londra, sarà Guest Designer e presenterà a Firenze la sua prima sfilata indipendente dedicata interamente alla moda maschile, in programma giovedì 18 giugno alle ore 17.00 al Teatro della Pergola.
La sua presenza è una dichiarazione forte. In un momento in cui parte del menswear sembra cercare rifugio nella prudenza, Simone Rocha porta a Pitti un linguaggio fatto di contrasti: romanticismo e rigore, decorazione e struttura, memoria familiare e tensione contemporanea, Irlanda e Hong Kong, gotico e sportswear.
Il suo uomo non si limita a indossare un abito. Lo attraversa. Porta con sé fragilità, forza, ornamento, stratificazione, un’idea di maschile libera dai codici più prevedibili. Per Pitti Uomo, la scelta di Simone Rocha significa aprire la scena fiorentina a un menswear emotivo, colto, profondamente riconoscibile.
DSM Kei Ninomiya, il progetto di Dover Street Market arriva a Firenze
Accanto a Simone Rocha, Pitti Uomo 110 accoglie come Guest Designer anche DSM Kei Ninomiya, prima etichetta a firma Dover Street Market sviluppata secondo l’universo creativo di Kei Ninomiya.
Il designer giapponese, già alla guida di noir kei ninomiya sotto l’egida di Comme des Garçons, porterà a Firenze la collezione menswear Primavera-Estate 2027 con una sfilata evento. DSM Kei Ninomiya si distingue dal lavoro più scultoreo e complesso della sua label personale per un approccio più aperto, accessibile, inclusivo, ageless e agender.
La sua presenza rafforza il profilo internazionale di questa edizione. Firenze diventa così teatro di un confronto tra due modi diversi di intendere l’avanguardia: da un lato la teatralità intima di Simone Rocha, dall’altro la libertà progettuale di Kei Ninomiya, capace di muoversi tra costruzione, modularità e comunità estetica.
JiyongKim, il tempo come materia della moda
Tra i nomi più interessanti del programma figura JiyongKim, Special Guest di Pitti Uomo 110. Il brand del designer sudcoreano Jiyong Kim, già emerso tra i talenti più osservati del LVMH Prize 2024, presenterà un progetto-evento negli spazi del Magazzino 07 della Fortezza da Basso, con una speciale presentazione mercoledì 17 giugno alle ore 12.00.
Il cuore della sua ricerca è il processo Sun-Bleach, una tecnica che affida al sole, al tempo e agli agenti atmosferici la trasformazione dei tessuti. I capi non vengono semplicemente trattati: evolvono. Assorbono luce, intemperie, durata. Ogni pezzo diventa irripetibile.
In un salone dedicato alla moda maschile, JiyongKim introduce un tema decisivo: la bellezza come conseguenza del tempo, non come sua negazione. È una direzione che parla di sostenibilità, ma anche di poetica della materia, di imperfezione, di autenticità.
Sunflower e la forza del nuovo design nordico
Il programma speciale di Pitti Uomo 110 include anche Sunflower, brand con base a Copenhagen, protagonista del CPHFW Special Project. Il marchio presenterà una sfilata evento mercoledì 17 giugno alle ore 19.00 sulla terrazza del Teatro del Maggio Musicale, in occasione del ventesimo anniversario della Copenhagen Fashion Week.
Sunflower porta a Firenze l’essenzialità del design nordico, ma senza freddezza. Linee pulite, guardaroba contemporaneo, attenzione alla costruzione, naturalezza urbana. La sua presenza conferma il legame tra Pitti Immagine e la moda scandinava, sempre più rilevante per la definizione di un lusso sobrio, funzionale, internazionale.
I brand di Pitti Uomo 110: dal classico italiano al contemporary menswear
Uno dei punti di forza dell’edizione 110 è la ricchezza del brand mix. Pitti Uomo resta una piattaforma in cui convivono maison consolidate, aziende familiari, marchi di ricerca, realtà emergenti e player internazionali.
Nella sezione Fantastic Classic, dedicata al menswear formale e al guardaroba elegante, spiccano nomi come Brunello Cucinelli, Caruso, Herno, Paul & Shark, Stefano Ricci, Luigi Bianchi, Sartorio, Tombolini, Gran Sasso, Doriani Cashmere, Xacus, Sonrisa Camiceria Uomo, Emanuele Maffeis dal 1958, Marco Pescarolo Napoli, Manuel Ritz, Roy Roger’s, Tramarossa, Doucal’s, Crockett & Jones, Edward Green, Lock & Co. Hatters, Mackintosh, Orlebar Brown, Piquadro, Tatras, Tiger of Sweden, Walker Slater, Gabriele Pasini, Fray Camiceria, L’Impermeabile, Svevo e Settefili Cashmere.
È il territorio del classico evoluto: sartorialità, camiceria, maglieria, calzature, capispalla, accessori. Un mondo che non rinuncia alla tradizione, ma la sottopone a un aggiornamento continuo.
Futuro Maschile, il laboratorio del menswear contemporaneo
La sezione Futuro Maschile è il laboratorio più interessante per leggere i codici del contemporary luxury. Qui convivono sartorialità destrutturata, tessuti innovativi, materiali pregiati, artigianato internazionale e silhouette rilassate.
Tra i brand presenti emergono Alden New England, Avant Toi, BePositive, Bonastre, Born Outside, Castañer, Clabry, Colony Clothing, Croots England, Danward, Faliero Sarti, Felisi, Frescobol Carioca x La Marzocco, G.R.P., Giabsarchivio, Hannes Roether, Ibeliv, Jacques Solovière Paris, John Smedley, Kiefermann, Ma’ Ry’ Ya, Max’n Chester, Mismo, Museum Garments, Nine: In The: Morning, Paraboot, Premiata, Private White V.C., Ring Jacket, Roberto Collina, Sanders, Scaglione, Tela Genova, The White Briefs, Transit, Unimatic e Wahts.
È qui che si coglie la trasformazione del guardaroba maschile: meno rigido, più colto, meno ostentato, più attento a materia, proporzione e uso quotidiano.
Dynamic Attitude, sport, streetwear e heritage globale
La sezione Dynamic Attitude racconta la forza dello sportswear e dello streetwear, ma con una sensibilità sempre più raffinata. Non si tratta più soltanto di abbigliamento tecnico o casual: il linguaggio sportivo è ormai parte integrante del lusso contemporaneo.
Tra i protagonisti figurano Baracuta, Barbour, Blundstone, Dickies, Ellesse, Fila, Filson, Guess Jeans, Helly Hansen, Invicta, Kangol, La Martina, Lyle & Scott, MC2 Saint Barth, Murphy & Nye, Original Penguin, Pro-Keds International, Rag & Bone, Refrigiwear, Sun68, Sundek, Superdry, Universal Overall, Voile Blanche, Woolrich, Aeronautica Militare, Aquascutum Active, B.D. Baggies, Cotopaxi, Drykorn, Duno, Flower Mountain, Got Bag, Kapten & Son e Psycho Bunny.
Molti di questi marchi portano con sé archivi importanti: il workwear americano, il sailing, il tennis, il surf californiano, l’outdoor, il military, lo sport europeo. A Pitti Uomo, questi codici vengono rimessi in circolo e tradotti per un pubblico internazionale.
Superstyling, dove il menswear guarda oltre
Superstyling è la sezione dedicata ai marchi che spingono il menswear verso linguaggi più liberi: silhouette nuove, tagli genderless, contaminazioni tra vintage, street, ricerca e design.
Tra i brand presenti: American Vintage, Armor Lux, D.A.T.E., Goldwin, Harris Wharf London, Id.eight, Iron And Resin, Kappy Design, Les Deux, Manifattura Ceccarelli, Mos Mosh Gallery, Nanamica, Regal, Resolute, Santha, Scarti-Lab, Shoto, Caleb Paris, Gallia Knit Project, Lidfort e Woc.
È una sezione preziosa perché intercetta il gusto di una generazione che non costruisce più il guardaroba per categorie chiuse. Giacca, sneaker, pantalone tecnico, maglia, cappello, overshirt e accessorio convivono senza gerarchie, dentro un’idea di stile più personale e meno normativa.
I Go Out diventa Outopia: outdoor, natura e performance
La sezione I Go Out si rinnova con Outopia, progetto realizzato in collaborazione con il magazine Vanish. Il tema è la fusione tra performance, moda e natura: un outdoor che non è più soltanto funzione, ma estetica, cultura, lifestyle.
Tra i brand presenti: Amundsen, Crispi, Demon, Equipment De Vie, Halo, Keen, Monofoo, Nat’s, Nomaka, Norda, One Node, Outrails, Scandinavian Edition e Snow Peak.
Il dato più interessante è la nuova nobiltà dell’outdoor. Le aziende tecniche non parlano più solo a escursionisti o sportivi, ma a una comunità urbana che cerca capi performanti, durevoli, belli, adatti al viaggio e alla vita quotidiana.
Hi Beauty, la profumeria di ricerca entra nel guardaroba maschile
Dopo il successo dell’edizione invernale, torna anche Hi Beauty, spazio dedicato alla profumeria di ricerca al Piano Attico del Padiglione Centrale. La presenza di fragranze indipendenti dentro Pitti Uomo conferma un cambiamento profondo: il menswear contemporaneo non si esaurisce nell’abito.
Il profumo diventa parte del racconto personale, un’estensione del guardaroba, un codice di riconoscibilità. Per concept store, boutique e department store, l’incontro tra moda e fragranza artistica rappresenta una delle aree più sofisticate e promettenti del nuovo lifestyle maschile.
Debutti, ritorni e anniversari: da Sundek a Dickies, da Castañer a Sebago
Pitti Uomo 110 sarà anche l’edizione dei debutti e dei ritorni strategici.
Sundek arriva per la prima volta a Pitti Uomo dopo l’acquisizione da parte del gruppo BasicNet, presentando la collezione Spring Summer 2027, la label Goldenwave, la linea Original e una collaborazione con l’illustratore giapponese Kentaro Yoshida.
Dickies debutta a Pitti Uomo con la collezione SS27 e vestirà lo staff della manifestazione, ribadendo la forza del proprio heritage workwear. RefrigiWear torna con una proposta evoluta legata alla storia del brand newyorkese, mentre Murphy & Nye riporta in Fortezza il linguaggio nautico del Sailor Core.
Original Penguin presenta il nuovo corso del marchio, Pro-Keds reintroduce silhouette iconiche come Royal, Racer 77 e Sky, Philippe Model Paris racconta una nuova fase dopo l’acquisizione da parte di Swinger International, Castañer apre le celebrazioni per i cento anni del brand e Sebago festeggia gli 80 anni con un evento in città dedicato all’iconica Docksides.
Nel mosaico degli highlights trovano spazio anche WP Lavori in Corso con la sua scuderia – Baracuta, Blundstone, Barbour, Filson, Universal Overall e B.D. Baggies – insieme a Ellesse, Frescobol Carioca x La Marzocco, Born Outside, Snow Peak, Wax London e Ibeliv.
La dimensione internazionale: Corea, Giappone, Cina, Francia e Spagna
Pitti Uomo 110 guarda con forza ai mercati internazionali. La terza edizione di CODE Korea, realizzata con Korea Creative Content Agency, porta in Fortezza una selezione di brand coreani: Ajobyajo, Egnarts, Finoacinque, Sung Ju, Theballon e Vegan Tiger.
Il progetto J∞QUALITY Factory Brands Project valorizza la manifattura giapponese con nomi come Good People Good Stitching Good Product di Marucho, InakaDate e W.T. di Sunline, Sanyocoat e S.Essentials di Sanyo Shokai, Skewed di Edwin e J.Press di Onward Kashiyama.
La creatività cinese torna protagonista con China Wave, che presenta brand come Kimusso, Septwolves, Shoot Brand, Signigt, Soarin, Swof Care e Zifei Wang. Accanto a questi focus, Pitti ospita anche le proposte francesi sostenute da Promas French Menswear Fédération e DEFI, oltre alla selezione spagnola promossa da ICEX.
Il risultato è una geografia ampia del menswear: Firenze non come vetrina chiusa del Made in Italy, ma come piattaforma internazionale in cui il Made in Italy dialoga con Asia, Europa, America e nuovi mercati emergenti.
Buyer internazionali e business: Pitti resta una piattaforma decisiva
La forza di Pitti Uomo non risiede solo nella qualità estetica della proposta, ma anche nella sua capacità di generare relazioni commerciali. Il programma buyer coinvolge department store, boutique indipendenti, concept store e retailer di riferimento.
Tra le insegne confermate figurano nomi di peso come Bergdorf Goodman, Galeries Lafayette, Harrods, Harvey Nichols, Lane Crawford, Le Bon Marché, Liberty, LuisaViaRoma, Mr Porter, Mytheresa, Neiman Marcus, Nordstrom, Printemps, Rinascente, Saks Global, Ssense, Takashimaya, The Webster, Dover Street Market Paris, Dover Street Market New York e Dover Street Market Singapore.
Questo è uno dei motivi per cui Pitti Uomo mantiene una posizione peculiare: non è solo un luogo di presentazione, ma un acceleratore di mercato, capace di mettere in relazione brand e compratori con un grado di precisione sempre più alto.
Hyperscout, l’intelligenza artificiale entra nel fashion matchmaking
Tra le novità più significative di Pitti Uomo 110 c’è Hyperscout, il nuovo motore di matchmaking basato sull’intelligenza artificiale. Il progetto, sviluppato con l’azienda olandese Hyperscout, analizza dati e interazioni delle ultime edizioni per costruire profili accurati di brand e retailer.
Il servizio sarà disponibile in anteprima per una selezione di 200 espositori, con funzioni come AI Matchmaking, Competitor Discovery ed esplorazione di nuovi mercati. È un passaggio importante: la fiera fisica resta centrale, ma viene potenziata da strumenti digitali capaci di rendere più mirate le connessioni tra domanda e offerta.
Il futuro del fashion wholesale non sarà soltanto fatto di stand, appuntamenti e presentazioni. Sarà sempre più fondato su dati, affinità commerciali e lettura intelligente dei mercati.
UniCredit, Made in Italy e nuova cultura d’impresa
Dal 2020 UniCredit è Main Partner di Pitti Immagine e anche per Pitti Uomo 110 conferma il proprio sostegno ai saloni. La partnership si inserisce in un impegno più ampio per il comparto moda, con iniziative dedicate a digitalizzazione, transizione sostenibile, formazione e internazionalizzazione.
In Fortezza, l’UniCredit Theatre ospiterà incontri su moda, innovazione, economia, sostenibilità e lifestyle. Il legame tra finanza, impresa e creatività diventa sempre più rilevante: oggi un brand non deve soltanto disegnare una collezione, ma costruire una filiera solida, sostenibile, digitale e capace di affrontare mercati complessi.
Gli eventi in città: Pucci, Polimoda, IED, Sebago e il dialogo con Firenze
Come ogni edizione, Pitti Uomo non vive soltanto dentro la Fortezza. Firenze diventa parte integrante del racconto. Tra gli appuntamenti in città spiccano la presentazione del volume “Emilio Pucci: la sorprendente vicenda di un grande artista della moda”, con Idanna Pucci, Terence Ward e la partecipazione di Suzy Menkes; il Graduate Show 2026 di Polimoda; il progetto IED Pathos Formulas all’ex Teatro dell’Oriuolo; l’evento di Istituto Marangoni Firenze e FARMA 282 per il lancio del terzo numero di FarmaZine; il progetto BUNHOVA by BUNGARO e la mostra Italia di Moda a Villa Vittoria.
Firenze è parte della grammatica di Pitti: storia, architettura, artigianato, accademie, gallerie, palazzi, giardini, luoghi della cultura. È questo intreccio a rendere il salone diverso da qualunque altra manifestazione del settore.
Perché Pitti Uomo 110 sarà un’edizione da osservare
Pitti Uomo 110 arriva in una stagione in cui la moda maschile deve ridefinire le proprie priorità. Il consumatore cerca qualità, riconoscibilità, autenticità, ma anche funzionalità, leggerezza, individualità. Il mercato chiede internazionalizzazione, nuovi buyer, nuove geografie commerciali. I brand devono essere creativi, ma anche solidi. Desiderabili, ma credibili. Globali, ma radicati.
In questo scenario, Firenze diventa il luogo in cui il menswear misura la propria temperatura reale. Non solo passerelle, non solo prodotto, non solo business. Pitti Uomo 110 tiene insieme tutte queste dimensioni e le trasforma in un racconto corale: Simone Rocha e DSM Kei Ninomiya, JiyongKim e Sunflower, Brunello Cucinelli e Herno, Barbour e Dickies, Sundek e Snow Peak, Castañer e Sebago, Consinee e Pucci, Corea, Giappone, Cina, Francia, Spagna, Italia.
La moda maschile non ha più un solo centro, ma ha molte direzioni. Pitti Uomo 110 le porta a Firenze, le mette una accanto all’altra, le lascia parlare. Ed è proprio lì, nel dialogo tra tradizione e futuro, che il menswear trova ancora la sua energia più necessaria.

