Alla Prefettura di Milano, nella giornata del 2 giugno, la consegna delle Onorificenze dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana ha riunito alcune figure simboliche del territorio: da Francesco Cerea di Da Vittorio a Ezio Indiani, da Giancarlo Morelli a Michelangelo Cambiaso Erizzo, fino a imprenditori, medici, volontari, accademici e testimoni della memoria civile.
Milano riconosce il merito quando sa leggere, dietro i nomi, la trama profonda di una città che lavora, accoglie, cura, educa, innova, cucina, serve, costruisce e restituisce valore alla comunità. La Festa della Repubblica 2026, celebrata nell’ottantesimo anniversario della nascita della Repubblica Italiana, ha assunto alla Prefettura di Milano il tono solenne delle grandi occasioni civili: una giornata istituzionale, ma anche un racconto corale delle eccellenze che rendono il territorio milanese uno dei motori più autorevoli del Paese.
La cerimonia di consegna delle Onorificenze dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana ha riunito figure provenienti da mondi diversi: impresa, alta ristorazione, ospitalità, Terzo Settore, medicina, accademia, informazione, volontariato, forze dell’ordine, cultura della memoria. Sessantadue storie, sessantadue percorsi, un unico filo: la capacità di trasformare talento, responsabilità e competenza in servizio pubblico.
Milano Luxury Life era presente nella Prefettura di Milano per raccontare una giornata che ha celebrato il volto migliore dell’Italia operosa e generosa. Un’Italia fatta di risultati, certo, ma soprattutto di esempi. Perché il merito, quando viene riconosciuto dalla Repubblica, diventa patrimonio condiviso.

Il valore civile del 2 giugno
Il 2 giugno celebra la scelta repubblicana e il principio di una comunità fondata su partecipazione, istituzioni, diritti, doveri e responsabilità. Dentro questa cornice, le onorificenze assumono un significato particolare: premiano persone che, nei rispettivi campi, hanno dato lustro al Paese e contribuito alla crescita morale, sociale, economica e culturale della collettività.

La presenza della Senatrice a vita Liliana Segre, figura altissima della memoria civile italiana, ha conferito alla giornata una profondità ulteriore. Il suo percorso personale e pubblico ricorda quanto la Repubblica viva anche nella custodia della memoria, nel rifiuto dell’indifferenza, nella difesa quotidiana della dignità umana.
In una città come Milano, la Festa della Repubblica parla con un accento particolare. Qui il merito attraversa industrie creative, finanza, ricerca, volontariato, ospitalità, ristorazione, università, cultura e cura. Milano è una città che corre, ma nelle giornate come questa mostra anche la propria struttura etica: la capacità di riconoscere chi costruisce valore oltre il proprio interesse individuale.
L’alta ristorazione come ambasciatrice del Made in Italy
Tra i profili più significativi della cerimonia spicca Francesco Cerea, del ristorante tristellato Da Vittorio di Brusaporto. Il riconoscimento valorizza una delle grandi famiglie della cucina italiana, capace di trasformare l’alta gastronomia lombarda in un linguaggio internazionale.
Da Vittorio rappresenta da decenni una delle massime espressioni dell’ospitalità gastronomica italiana. La famiglia Cerea ha saputo unire tradizione lombarda, materie prime d’eccellenza, precisione di servizio e una cultura dell’accoglienza che ha reso il ristorante un indirizzo di riferimento per il pubblico internazionale. Premiare Francesco Cerea significa riconoscere il ruolo della cucina come diplomazia del gusto, come racconto del Paese, come forma altissima di artigianato culturale.
Accanto a lui, Davide Maria Oldani, ideatore della Cucina Pop, porta dentro le onorificenze un’altra idea di gastronomia italiana: accessibile nel pensiero, rigorosa nella costruzione, fondata sull’equilibrio tra alta qualità e misura. Con il suo D’O a Cornaredo, Oldani ha costruito un percorso capace di parlare alla contemporaneità, rendendo la cucina d’autore un esercizio di intelligenza, design e relazione con il territorio.

A completare questo ritratto della grande cucina lombarda, Giancarlo Morelli, chef e imprenditore, patron del Pomiroeu di Seregno e del Bulk a Milano. La sua carriera racconta energia, libertà, radici bergamasche, passione per la materia prima e una capacità rara di trasformare la convivialità in progetto imprenditoriale. Morelli appartiene a quella generazione di chef che ha portato la ristorazione italiana oltre la tavola, facendone cultura, impresa, racconto, identità.

Tre nomi, tre percorsi diversi, una stessa evidenza: la cucina italiana resta uno dei grandi strumenti attraverso cui il Paese parla al mondo.
Ezio Indiani e l’arte milanese dell’accoglienza
Nel mondo dell’ospitalità di lusso, il nome di Ezio Attilio Indiani ha un valore speciale. Storico direttore generale dell’Hotel Principe di Savoia, Dorchester Collection, Indiani rappresenta una delle figure più autorevoli dell’hôtellerie italiana. La sua carriera ha contribuito a consolidare Milano come capitale internazionale dell’accoglienza alto di gamma.
Il Principe di Savoia è un luogo simbolico della città: crocevia di diplomazia, moda, finanza, cultura, grandi eventi e ospiti internazionali. Guidare una struttura di questo livello richiede competenze manageriali, sensibilità umana, conoscenza del lusso, disciplina quotidiana e una capacità quasi teatrale di rendere impeccabile ciò che deve apparire naturale.

Il riconoscimento a Indiani celebra l’ospitalità come mestiere nobile. Un mestiere fatto di dettagli, memoria, cura, discrezione, velocità di risposta, eleganza del gesto. In un tempo in cui Milano continua ad attrarre viaggiatori di fascia alta, brand globali, eventi internazionali e investimenti nel luxury hospitality, figure come Indiani testimoniano quanto l’accoglienza sia una parte fondamentale della reputazione di una città.
Accanto a lui, anche Simone Giorgi, protagonista dell’hôtellerie italiana di alta gamma, già alla guida del Park Hyatt Milano e poi General Manager di Orient Express La Minerva a Roma. Premiato nel 2024 come Hotelier of the Year da Virtuoso, Giorgi rappresenta una generazione di manager capaci di portare l’accoglienza italiana ai vertici internazionali.
Solidarietà, infanzia e impegno civile
Tra gli insigniti, Michelangelo Ettore Battista Cambiaso Erizzo, vicepresidente della Fondazione Francesca Rava – NPH Italia ETS, rappresenta una delle storie più significative sul piano sociale. Il suo impegno a favore dei bambini in condizioni di disagio, in Italia e nei Paesi dove la Fondazione opera, restituisce il senso più profondo dell’onorificenza repubblicana: mettere competenze, relazioni e tempo al servizio di chi ha maggiore bisogno.

La Fondazione Francesca Rava è da anni un punto di riferimento per il sostegno all’infanzia, per gli interventi umanitari e per la costruzione di reti solidali capaci di agire con concretezza. Il riconoscimento a Cambiaso Erizzo valorizza un percorso in cui la solidarietà diventa organizzazione, continuità, presenza sul campo, responsabilità verso i più fragili.
Nella stessa area di impegno civile si colloca Elsa Antonioli Monti, storica volontaria della Croce Rossa Italiana e moglie dell’ex presidente del Consiglio Mario Monti, premiata per un percorso di servizio alla collettività. Il volontariato, nelle sue forme più silenziose e costanti, è uno dei pilastri della Repubblica: sostiene persone, famiglie, emergenze, fragilità, comunità.
Memoria, informazione e responsabilità pubblica
La cerimonia ha riconosciuto anche figure legate alla memoria storica e all’informazione. Anna Maria Crasti, esule istriana e testimone delle Foibe, porta con sé una storia che appartiene alla coscienza nazionale. Premiarla significa riaffermare il valore della testimonianza, della memoria custodita, della parola che attraversa il tempo e aiuta le nuove generazioni a comprendere pagine dolorose della storia italiana.
Gabriele Tacchini, giornalista e a lungo caporedattore dell’agenzia ANSA di Milano, rappresenta invece il valore dell’informazione come servizio civile. Milano è una città in cui le notizie corrono veloci: economia, cronaca, cultura, politica, eventi, società. Raccontarla con rigore, continuità e responsabilità significa contribuire alla qualità democratica del Paese.
In una stagione dominata dalla velocità digitale, riconoscere il lavoro dell’informazione professionale assume un peso ancora maggiore. Il giornalismo resta una delle infrastrutture della cittadinanza.
Finanza, gioielleria e impresa
Tra i nomi di rilievo del mondo economico figurano Massimo Doris e Sara Doris, espressioni di una delle famiglie più rappresentative della finanza italiana, legata al gruppo Mediolanum. La loro presenza tra gli insigniti racconta il ruolo dell’impresa finanziaria quando diventa continuità, governance, relazione con i risparmiatori e contributo alla crescita del Paese.
Particolarmente significativo anche il riconoscimento a Gaetano Cavalieri, presidente della CIBJO, la Confederazione Internazionale della Gioielleria. Il suo profilo porta dentro la cerimonia il mondo della gioielleria, settore strategico per il Made in Italy e per l’alto di gamma internazionale. La gioielleria italiana unisce artigianato, gemme, etica, certificazione, commercio globale e cultura del bello. Cavalieri rappresenta una dimensione istituzionale e internazionale di questo comparto.
Tra i nomi più curiosi e mediatici compare anche Silvio Sabba, l’uomo dei record, con 175 primati certificati dal Guinness dei Primati. La sua storia aggiunge un registro diverso alla giornata: disciplina, metodo, costanza, performance. Anche il record, quando nasce da impegno e tenacia, può diventare una forma di merito.

Medicina, scienza e università
La Repubblica ha reso omaggio anche alla competenza scientifica e accademica. Emad Al Jaber, direttore dell’Unità di cardiochirurgia mini invasiva ed endoscopica del Centro Cardiologico Monzino, rappresenta una medicina avanzata, capace di unire tecnica, innovazione e impatto concreto sulla vita dei pazienti.
Milano è una delle capitali italiane della ricerca medica. Ospedali, università, centri specialistici e istituti scientifici fanno della città un laboratorio permanente di cura e innovazione. Figure come Al Jaber testimoniano il valore di una medicina che non resta confinata nella competenza tecnica, ma entra nel destino delle persone.
Nel mondo accademico, Maurizio Dallocchio, ordinario di Finanza Aziendale presso l’Università Bocconi, porta tra gli insigniti l’eccellenza della formazione economica milanese. La Bocconi è uno dei simboli più riconoscibili della città nel mondo: luogo di studio, ricerca, classe dirigente, management, finanza, impresa. Premiare un accademico significa riconoscere il peso della conoscenza nella costruzione del futuro.
Milano, città del merito plurale
La forza di questa cerimonia sta nella pluralità. Non c’è un solo modo di servire la Repubblica. Si può farlo in cucina, in un hotel, in ospedale, in università, in una fondazione, in una redazione, in un’impresa, in un’associazione di volontariato, in un corpo dello Stato, in un laboratorio, in una sala operatoria, in una memoria custodita con dignità.
Milano raccoglie tutte queste dimensioni. È capitale economica, ma anche città di cura. È città della moda e del design, ma anche del volontariato. È città dell’alta ristorazione e dell’ospitalità, ma anche dell’università e della ricerca. È città dei brand globali, ma anche delle persone che lavorano lontano dai riflettori.
Le onorificenze del 2 giugno restituiscono proprio questo mosaico. Raccontano una Milano che cresce perché sa tenere insieme eccellenza e responsabilità. Una città che produce valore e, nei suoi momenti migliori, sa restituirlo.
Il lusso dell’esempio
Per Milano Luxury Life, raccontare questa giornata significa allargare il significato stesso di eccellenza. Il lusso autentico non vive solo negli oggetti, negli indirizzi, nelle suite, nei ristoranti, negli yacht o nelle boutique. Vive nella qualità delle persone. Nella loro capacità di lasciare un segno. Nel modo in cui trasformano mestiere, talento e reputazione in beneficio per la comunità.
Da Vittorio, il Principe di Savoia, il Pomiroeu, il D’O, la Fondazione Francesca Rava, la Croce Rossa, la Bocconi, il Monzino, l’ANSA, Mediolanum, CIBJO: dietro questi nomi ci sono mondi diversi, ma tutti concorrono a definire un’Italia riconoscibile per competenza, cura, cultura e generosità.

