MILANO – Dal 26 marzo al 4 ottobre 2025, l’hotel nhow Milano si trasforma in un sorprendente bestiario contemporaneo grazie alla mostra collettiva “WE, HUMANIMALS – Strabiliante Bestiario Contemporaneo”, un progetto espositivo curato da Laura Tartarelli Contemporary Art e dal critico d’arte Matteo Pacini. In un connubio perfetto tra design, estetica e identità, l’iniziativa si propone di esplorare le affinità simboliche tra il mondo animale e quello umano, celebrando la metamorfosi come motore di cambiamento e autenticità.

nhow Milano: un hub creativo tra arte, design e trasformazione
Situato nel cuore pulsante del Tortona Design District, il nhow Milano non è solo un hotel, ma un vero e proprio catalizzatore di innovazione culturale. Nato dalla riconversione di una ex fabbrica della General Electric, l’hotel progettato da Daniele Beretta e arredato da Matteo Thun è oggi uno spazio interattivo dove arte e ospitalità si fondono in un’esperienza sensoriale unica.

Con le sue 244 camere dallo stile eclettico e disruptive, nhow Milano si conferma un punto di riferimento per eventi artistici e installazioni contemporanee. Ed è proprio in questo contesto che prende vita la mostra “WE, HUMANIMALS”, un viaggio immersivo attraverso i quattro piani dell’hotel, tra lobby e spazi comuni, dove ogni opera racconta una metamorfosi, un’identità che si evolve e si libera dai vincoli della forma.
Un bestiario contemporaneo: gli artisti e le opere
Il percorso espositivo è un’esplosione di creatività che mette in dialogo arte, simbologia e sostenibilità ambientale. Si apre con la giraffa monumentale di Sandro Gorra, simbolo ironico e tagliente delle contraddizioni umane, per poi snodarsi attraverso le string art di Martin Lucchini, gli animali pop di Valerio De Cristofaro, le creature visionarie di Tiziano Colombo, e le potenti sculture bronzee di Sabrina Ferrari e Alberto Tornago.

Ogni opera rappresenta un ponte tra mondo umano e animale: dalla malinconica giraffa di Gianluca Migliorino, che denuncia le conseguenze della deforestazione, alle nostalgiche figure ibride di Federico Tolardo, che danno nuova vita agli “scarti” della società con poesia e leggerezza.
Alex Belli: l’arte come specchio dell’anima tribale
Uno dei momenti più suggestivi del percorso espositivo è l’installazione firmata da Alex Belli, attore, artista visivo e volto noto del panorama televisivo italiano. La sua serie Africa, allestita al terzo piano dell’hotel, rappresenta un’immersione sensoriale in una dimensione tribale ed ancestrale.
L’opera nasce dall’unione tra fotografia e pittura: Belli interviene con pennellate acriliche su scatti realizzati durante i suoi viaggi in Africa Orientale, ritratti autentici di uomini e donne Masai in abiti tradizionali. Le sue opere non sono semplici immagini etnografiche, ma veri e propri ritratti spirituali, contaminati da segni pittorici che sembrano evocare l’energia primordiale della natura.
Le sovrapposizioni cromatiche e le distorsioni visive introdotte dall’artista parlano di identità fluide e in trasformazione, in linea con il concept della mostra. La figura umana, in simbiosi con il paesaggio e l’animale totemico, si fa archetipo dell’umanimalità, rievocando un legame ancestrale con il pianeta e i suoi ritmi primordiali.

Alex Belli dimostra così una profonda sensibilità artistica e una capacità di narrazione visiva che va oltre la forma, per abbracciare il simbolico, l’emotivo e l’intuitivo. Le sue opere amplificano il dialogo tra arte e natura, tra cultura occidentale e tradizione tribale, in una poetica che unisce estetica e consapevolezza.
L’arte animalier: tra storia, simbolo e attualità
L’uso dell’iconografia animale nell’arte ha origini antichissime. Dalle pitture rupestri alle favole di Esopo, dai bestiari medievali al realismo rinascimentale, fino alle avanguardie contemporanee, l’animale è sempre stato uno specchio attraverso cui l’essere umano interroga se stesso e la propria società.
“WE, HUMANIMALS” raccoglie e rinnova questa tradizione, proponendo un racconto visivo che non è solo estetico, ma profondamente etico e simbolico. Le opere esposte parlano di libertà, resilienza, adattamento, ma anche di dolore, sfruttamento e distruzione ambientale. L’animale, così come rappresentato, diventa portavoce delle sfide del nostro tempo: la crisi climatica, la perdita della biodiversità, la necessità di ristabilire un equilibrio tra l’uomo e il suo ecosistema.

Come scrive il curatore Matteo Pacini, l’arte contemporanea non si limita a rappresentare il mondo animale, ma ne fa un dispositivo critico per comprendere la società. Un modo per raccontare la fragilità e la bellezza dell’esistenza, per riscoprire la nostra parte istintiva e selvaggia, troppo spesso soffocata dalla razionalità moderna.
Un invito alla metamorfosi
“WE, HUMANIMALS – Strabiliante Bestiario Contemporaneo” è molto più di una mostra: è un invito alla metamorfosi, alla riscoperta del sé autentico, in un tempo che tende a uniformare e semplificare l’identità. Le creature ibride che abitano il nhow Milano ci ricordano che l’essere umano è, da sempre, un animale in trasformazione, capace di adattarsi, resistere, reinventarsi.
La mostra sarà visitabile gratuitamente fino al 4 ottobre 2025 negli spazi comuni del nhow Milano. Un’esperienza da vivere e da contemplare, dove arte, design e coscienza ecologica si incontrano per dissolvere ogni confine.

