Venini sceglie il cuore di Milano per riaffermare il proprio ruolo nel design internazionale. In via Durini 27, a pochi passi da Piazza San Babila, la storica maison del vetro veneziano ha inaugurato il nuovo flagship store: oltre 500 metri quadrati distribuiti su tre livelli, pensati come luogo espositivo, spazio culturale e atelier progettuale per architetti, interior designer e collezionisti.
L’opening, celebrato durante la Milano Design Week, ha visto la presenza di Silvia Grassi Damiani, presidente di Venini, in uno degli indirizzi più strategici del design district milanese. Una nuova piattaforma del lusso artigianale italiano, dove la memoria muranese incontra il linguaggio dell’architettura contemporanea.

Carlo Scarpa, Rubelli e il Rosso Venezia
Il nuovo store traduce l’identità Venini in materia, luce e ritmo spaziale. Le superfici morbide, prive di rigidità, richiamano la fluidità del vetro soffiato; i pavimenti in seminato veneziano dialogano con i wallcovering firmati Rubelli, personalizzati con texture ispirate al celebre motivo a balloton. Ebano, travertino champagne, moquette e accenti in Rosso Venezia costruiscono un ambiente caldo, preciso, intensamente riconoscibile.
Elemento scenografico centrale è l’installazione verticale dei Poliedri di Carlo Scarpa, reinterpretata in scala monumentale. Alta oltre tre metri, attraversa idealmente i livelli dello store e trasforma il vetro in architettura sospesa, capace di connettere spazio commerciale, memoria storica e gesto artistico.

Le nuove collezioni firmate Peter Marino
Durante la Milano Design Week, Venini presenta anche una delle novità più rilevanti della stagione: le nuove collezioni firmate da Peter Marino. Il progetto comprende tre collezioni Art Light e una Art Glass, nate dalla rilettura di tecniche storiche del vetro veneziano e pensate per un pubblico internazionale legato al collectible design, all’hospitality di alto profilo e al progetto residenziale su misura.
Il piano rialzato si configura come un vero atelier professionale, dedicato al confronto con architetti e designer. Una materioteca raccoglie campioni di vetro, cromie e finiture metalliche, offrendo strumenti concreti per sviluppare soluzioni custom e progetti contract. È qui che Venini consolida la propria vocazione progettuale: non solo oggetto decorativo, ma materia viva al servizio dello spazio.
L’omaggio a Mina firmato Ron Arad
Tra gli elementi più preziosi esposti nel nuovo flagship store spicca l’opera creata da Ron Arad in omaggio a Mina. Realizzata in vetro soffiato, racchiude il profilo dell’artista all’interno di una materia vitrea dai toni rosa chiaro, sinuosa e dalle forme morbide. L’edizione è limitata a 49 pezzi e 3 prove d’artista, dettaglio che ne accentua il valore collezionistico.
Nel percorso al piano interrato, l’esperienza diventa più immersiva. Una scala in travertino, omaggio a Carlo Scarpa, conduce a un ambiente dove microcemento Rosso Venini, soffitti ondulati, ledwall e pareti retroilluminate raccontano l’archivio creativo della maison. Una sezione speciale è dedicata a Gio Ponti e alle sue Vetrate Grosse degli anni Sessanta, reinterpretate attraverso il recupero dei cotissi, blocchi irregolari di vetro arricchiti da murrine e fili metallici.
Con il nuovo flagship store milanese, Venini firma un presidio culturale dove Murano, Milano e il grande progetto internazionale tornano a parlare la stessa lingua: quella rara dell’eccellenza che non ha bisogno di clamore per imporsi.
