MILANO – E’ stato presentato venerdì 17 novembre da Eataly Smeraldo a Milano, nella location simbolo della gastronomia d’eccellenza, il libro Le stagioni del Tartufo” edito da Slow Food Editore che ripercorre i 170 anni di storia di Urbani Tartufi, azienda leader nella produzione e trasformazione del tartufo.

Urbani Tartufi

Il Cav. Lav. Olga Urbani e Francesco Loreti Urbani hanno raccontato passato, presente e futuro del tubero più prezioso al mondo insieme a due grandi leader del settore agroalimentare italiano, Oscar Farinetti e Carlo Petrini.

Un dibattito speciale per celebrare i 170 anni dell’iconica azienda umbra e che ha offerto una panoramica sulla situazione attuale del mercato e il suo sviluppo internazionale, la filosofia di produzione, la versatilità di utilizzo e la stagionalità del tartufo e di Truffleland, l’innovativo progetto che oltre a incrementare la produzione del tartufo e a rispettarne l’ambiente circostante, andrà a realizzare quella che potrebbe essere definita la prima filiera di rintracciabilità del tartufo.

Si è da poco concluso il periodo delle fiere e delle kermesse che vedono il tartufo come protagonista indiscusso della stagione culinaria autunnale e delle prossime feste natalizie. Il 2022 si è rivelato sicuramente un anno difficile per i circa 200mila cavatori italiani che, a causa della siccità e delle improvvise inondazioni, vedono il lavoro di ricerca del tartufo diventare sempre più complesso.

Questo ha delle conseguenze importanti su un mercato che rappresenta una delle eccellenze nel settore agroalimentare e che vede l’Italia svolgere un ruolo cruciale.Tuttavia, nonostante le difficoltà di questa stagione, la domanda di prodotti al tartufo non intende diminuire. Al contrario gli operatori del settore registrano un interesse sempre più importante dei consumatori, non solo verso il prodotto fresco, ma anche verso i prodotti pronti al tartufo, lo dimostra anche il +4,4% registrato dal mercato delle salse gastronomiche.

Urbani Tartufi

Le dichiarazioni del Cav. Lav. Olga Urbani

“Il tartufo è un bene di lusso che sta cominciando ad essere apprezzato da tutti, anche se è necessaria ancora molta educazione – racconta Cav. Lav. Olga Urbani, Presidente di Urbani Tartufi – la nostra famiglia lavora con il tartufo da sei generazioni e quando qualcuno si immedesima così tanto e con così tanta passione in un lavoro è normale provare a trasmettere questi valori anche ai consumatori, che iniziano ad apprezzare e comprendere sempre di più questo prezioso regalo della terra. Oggi abbiamo voluto ancora una volta parlare di tartufo e lo abbiamo fatto con due grandi del settore agroalimentare italiano: Oscar Farinetti e Carlo Petrini, due uomini che più di tutti hanno tenuto alta la bandiera italiana nel mondo.”

La crisi climatica, l’utilizzo di prodotti chimici per l’agricoltura intensiva e il fenomeno della cementificazione del territorio stanno tuttavia mettendo a dura prova gli operatori del settore, che devono provare a preservare e rafforzare la produzione di una delle massime eccellenze italiane, sinonimo del Made in Italy all’estero.

“Non si tratta in modo semplicistico di essere sostenibili, ma di avere cura di un dono incredibile che abbiamo ricevuto. Se vogliamo che i tartufi continuino ad esistere e se vogliamo anche mantenere l’eccellenza di questo prodotto, dobbiamo agire per preservare i territori e la loro biodiversità” ha commentato Carlo Petrini, Fondatore di Slow Food.

Urbani Tartufi e l’attenzione alla biodiversità con Truffleland

Urbani Tartufi sta lavorando da tempo proprio in questo senso, grazie ad un ambizioso progetto volto non solo a produrre nuovi tartufi, ma anche a compensare CO2 e riqualificare il territorio, portando nuova biodiversità.

Truffleland riesce infatti a riprodurre il processo naturale di somministrazione di acqua, calore e umidità necessarie per la produzione di tartufi, grazie alla micorrizazione di piantine tartufigene che messe a dimora in serra per diversi mesi possono poi, piantate in altri terreni, raggiungere questo triplice obiettivo in un solo gesto.

Truffleland è un’idea nata 12 anni fa e che oggi è diventata un’azienda” – spiega Francesco Loreti Urbani, Founder  di Truffleland – è sicuramente un sogno impegnativo quello della tartuficultura; da quando ho 13 anni ho pianato oltre 250 mila alberi in tutta l’Italia, di cui 100 mila nella nostra regione, l’Umbria. Stiamo, realizzando un’opera di rimboschimento che ci consentirà oltre che di ridare vita al mondo del tartufo anche di creare finalmente una filiera di tracciabilità”.

Un progetto ambizioso su cui Urbani Tartufi ha scelto di investire e che lo rende, senza dubbio, leader assoluto nel settore dei tartufi non solo a livello qualitativo ma anche di innovazione. Queste caratteristiche rendono l’azienda umbra il partner ideale per Eataly, leader nella distribuzione di cibi italiani di alta qualità a livello mondiale.

“Urbani è il principale fornitore di Eataly in Italia e nel mondo. Lo stile, i valori e i principi di questa famiglia mi hanno colpito sin dal primo momento in cui ho avuto modo di conoscerne i membri e la nostra collaborazione è arrivata in modo naturale- conclude Oscar Farinetti, Founder Eataly – la linea suggerita da Francesco è geniale: l’agricoltura non è altro che un’invenzione per replicare quello che la natura ci regala. Se riusciamo a replicare il tartufo vuol dire che stiamo facendo dei passi da gigante ed è giusto che a muovere il primo sia proprio la più grande azienda di tartufi al mondo”

Il volume, il cui lancio cade in occasione dell’anniversario dei 170 anni di Urbani Tartufi, racconta proprio l’incredibile viaggio della famiglia Urbani attraverso i momenti cruciali di sei generazioni della famiglia umbra, che quasi in due secoli con passione e audacia ha rivoluzionato il mercato del tartufo e non ha ancora smesso di farlo.

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