A Maison Senato si entra quasi in sottrazione. Fuori, via Senato conserva il passo nervoso del Quadrilatero, le vetrine, i marchi, il rumore elegante di Milano quando vuole mostrarsi. Dentro, invece, tutto cambia registro: il silenzio, le proporzioni, la scelta di non esibire. È qui, in un luogo che ha fatto della riservatezza una forma di ospitalità, che TRAVEL & SPA, A.D.A. Lombardia – Associazione Direttori d’Albergo Lombardia e Fondazione Umberto Veronesi ETS hanno presentato una partnership costruita su un’idea semplice e oggi non scontata: il turismo, quando sa fare sistema, può diventare anche infrastruttura civile.
Non una semplice collaborazione tra operatori del settore, ma un patto tra relazioni, impresa e ricerca scientifica. Al centro, il sostegno ai progetti di Fondazione Umberto Veronesi dedicati all’oncologia pediatrica, con particolare attenzione al neuroblastoma, uno dei tumori infantili più complessi da trattare.
L’incontro, riservato alla stampa e a una platea selezionata di interlocutori del mondo hospitality, istituzionale e imprenditoriale, si è svolto negli spazi della Penthouse Suite e del rooftop di Maison Senato. Una scelta non casuale: nel cuore di una Milano abituata alla rappresentazione, l’evento ha preferito il tono più raro della misura.

Una partnership tra turismo, ospitalità e responsabilità
L’accordo tra TRAVEL & SPA, media platform indipendente dedicata a turismo, hospitality, benessere e lifestyle di alta gamma, e A.D.A. Lombardia, associazione che riunisce i direttori d’albergo lombardi, nasce con l’obiettivo di promuovere una cultura dell’ospitalità fondata su qualità, innovazione, relazioni e responsabilità sociale. Il progetto prevede iniziative editoriali, eventi tematici, attività culturali, momenti di networking professionale e percorsi di valorizzazione dell’ospitalità italiana, con un primo impegno concreto a favore della ricerca scientifica sui tumori pediatrici sostenuta da Fondazione Umberto Veronesi ETS.
A presentare il percorso sono stati Paolo Sisti, direttore di TRAVEL & SPA e co-fondatore dei TRAVEL & SPA Awards, Patrizia Risati, direttore editoriale della testata e co-fondatrice del riconoscimento, e Michele Surgo, presidente di A.D.A. Lombardia – Associazione Direttori d’Albergo Lombardia.
Per Fondazione Umberto Veronesi ETS sono intervenute Daniela Genovesi, responsabile Progetti Corporate e Partnership Aziendali, e Chiara Segré, biologa, dottore di ricerca e responsabile della Supervisione Scientifica della Fondazione, chiamata a restituire alla serata il suo significato più concreto: la ricerca, i bambini, le terapie ancora da conquistare.
A testimoniare l’attenzione istituzionale verso l’iniziativa è arrivato anche il messaggio di Debora Massari, Assessore al Turismo, Marketing Territoriale e Moda di Regione Lombardia, che ha sottolineato il valore di un modello capace di mettere in dialogo turismo, ricerca e comunità. Tra i presenti anche Alan Patarga di Mediaset e Sabrina Talarico del GIST – Gruppo Italiano Stampa Turistica, insieme a giornalisti, direttori editoriali, professionisti delle relazioni pubbliche, operatori dell’hospitality e stakeholder del settore.
I TRAVEL & SPA Awards 2026 e la Cena di Gala di A.D.A. Lombardia
Il progetto entrerà nella sua fase più visibile con due appuntamenti.
Il primo sarà rappresentato dai TRAVEL & SPA Awards 2026, in programma il 24 novembre 2026 all’Excelsior Hotel Gallia di Milano. Una parte delle sponsorship dell’evento sarà destinata al sostegno del progetto di Fondazione Umberto Veronesi dedicato alla ricerca sui tumori pediatrici, con il coinvolgimento di aziende e Charity Sponsor interessati a contribuire all’iniziativa.
Il secondo momento sarà la tradizionale Cena di Gala di A.D.A. Lombardia, prevista nel mese di dicembre, che affiancherà il percorso di raccolta fondi e sensibilizzazione. Due appuntamenti diversi, uno legato al mondo dei riconoscimenti e dell’ospitalità internazionale, l’altro alla comunità professionale dei direttori d’albergo, ma uniti dalla stessa direzione: trasformare il capitale relazionale dell’hotellerie in sostegno concreto alla ricerca.
È qui che il progetto trova la sua forza. Non nella dichiarazione d’intenti, ma nella capacità di agganciare un sistema di professionisti, imprese, istituzioni e media attorno a un obiettivo misurabile: finanziare ricerca, generare attenzione, portare risorse dove possono incidere.
Chiara Segré e la frontiera del neuroblastoma
Il passaggio più intenso della serata è arrivato con l’intervento di Chiara Segré. La sua è stata una testimonianza scientifica, ma anche umana: asciutta, precisa, priva di retorica.
Segré ha ricordato come, negli ultimi decenni, la ricerca abbia cambiato radicalmente la prognosi di alcune patologie pediatriche. Oggi, nel caso della leucemia linfoblastica acuta, le probabilità di guarigione possono raggiungere livelli vicini al 95-96%. Nel complesso, la sopravvivenza dei tumori pediatrici si colloca mediamente tra il 70 e l’80%, con differenze legate alla tipologia della malattia.
Il traguardo, però, resta più ambizioso: arrivare a curare tutti i bambini e gli adolescenti che ricevono una diagnosi oncologica.
Il progetto sostenuto attraverso questa iniziativa riguarda il neuroblastoma, un tumore solido extracranico che colpisce il sistema nervoso periferico e interessa prevalentemente bambini molto piccoli. In circa la metà dei casi viene classificato ad alto rischio: una forma aggressiva, capace di non rispondere alle terapie di prima linea o di ripresentarsi dopo una fase iniziale di trattamento.
La ricerca sostenuta da Fondazione Umberto Veronesi ETS è coordinata dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma sotto la guida del professor Franco Locatelli, figura di riferimento internazionale nell’oncoematologia pediatrica. L’obiettivo è sviluppare una strategia immunoterapica capace di riaddestrare il sistema immunitario del paziente affinché riconosca e colpisca le cellule del neuroblastoma quando la malattia non risponde più alle cure convenzionali.
Un approccio analogo, ha spiegato Segré, ha già dato risultati incoraggianti nella leucemia mieloide acuta, con bambini oggi in remissione. La prospettiva è riuscire a trasferire questa possibilità anche ai piccoli pazienti colpiti da neuroblastoma.
In quel momento la partnership ha smesso di essere un accordo tra sigle. È diventata una traiettoria: dal gala alla ricerca, dalla sponsorship al laboratorio, dalla relazione professionale alla possibilità di una terapia.
Maison Senato e il lusso della cura
A dare una chiave ulteriore alla serata è stata la direttrice di Maison Senato, che ha raccontato il senso di ospitare un incontro di questo tipo in una struttura costruita attorno a discrezione, selezione e attenzione personale.
Maison Senato, ha spiegato, non apre abitualmente le proprie porte a eventi numerosi. Lo ha fatto per questa occasione perché ha riconosciuto la qualità del progetto e della platea. Nel suo intervento ha descritto un’ospitalità lontana dall’esposizione continua, fondata sulla capacità di preservare l’ospite e di costruire relazioni autentiche con pochi interlocutori, ma scelti.
Poi una frase, più efficace di molte definizioni:
«Molto spesso ci si domanda dove sia finito il vero lusso. La nostra risposta è semplice: il lusso è prendersi cura delle persone.»
Detta in quel contesto, non suonava come uno slogan. Era il punto di contatto tra la casa che ospitava la serata e il progetto che veniva presentato. Da una parte la cura dell’ospite, dall’altra quella del paziente. Due mondi lontani solo in apparenza, uniti da una stessa grammatica: attenzione, precisione, responsabilità.
Il valore civile dell’ospitalità
Nel lessico contemporaneo dell’hospitality ricorrono spesso parole come sostenibilità, territorio, innovazione, benessere. Sono temi necessari, ma talvolta consumati dall’abitudine. Più raro è vedere il settore interrogarsi sul proprio ruolo come piattaforma di impatto sociale.
La partnership tra TRAVEL & SPA, A.D.A. Lombardia e Fondazione Umberto Veronesi ETS introduce proprio questo elemento. Non chiede al turismo di diventare altro da sé, ma di usare ciò che possiede meglio: relazioni, reputazione, capacità di convocare persone e imprese attorno a un progetto.
In una città che conosce bene il peso simbolico degli eventi, la serata di Maison Senato ha scelto una direzione più sottile. Non celebrare soltanto l’ospitalità, ma chiederle di generare conseguenze. Non limitarsi a raccontare il lusso, ma riportarlo alla sua radice più esigente: la cura.
Ed è forse qui che l’iniziativa trova il suo significato più nitido. Quando il turismo smette di essere soltanto movimento, destinazione, accoglienza, e diventa una comunità capace di sostenere la scienza, il viaggio non riguarda più solo chi parte. Riguarda anche chi, grazie alla ricerca, può tornare a immaginare il futuro.

