Milano ha accolto Stéphane Humbert Lucas come si accoglie un artista capace di trasformare il profumo in racconto. Un’immersione nel suo immaginario: luci, fumo, sound design, materia olfattiva, simbologie antiche e quella teatralità controllata che appartiene alla profumeria quando smette di essere prodotto e diventa esperienza.
Lo scorso 21 maggio, negli spazi di Philing Milano, la maison artistica Stéphane Humbert Lucas Paris ha portato in città una serata dedicata alle sue collezioni più magnetiche, con una masterclass guidata dallo stesso profumiere sinesteta. Al centro, il fascino ipnotico della Snake Collection e le atmosfere preziose della 777 Collection, due mondi che raccontano in modo diverso la stessa idea di alta profumeria: creare fragranze come oggetti narrativi, capaci di attraversare mito, materia, spiritualità e desiderio.
La serata ha avuto il passo di un reveal teatrale. Una Cleopatra in chiave contemporanea, regale e rock, ha accompagnato gli ospiti dentro il mistero della nuova protagonista olfattiva: The Queen and the Viper, fragranza costruita attorno all’immaginario dell’Egitto, alla figura della sovrana e alla storia d’amore con Marco Antonio.

The Queen and the Viper, Cleopatra in un flacone smeraldo
The Queen and the Viper è una fragranza dalla presenza fiera, sensuale, quasi cinematografica. Stéphane Humbert Lucas la concepisce come omaggio alla regalità di Cleopatra e al destino simbolico della vipera, figura di seduzione, pericolo, metamorfosi e potere.
Il flacone color smeraldo ha la forza di un gioiello rituale. Le sue linee evocano geometrie antiche, sensualità regale e una femminilità che non chiede di essere addolcita. L’Egitto che emerge da questa creazione non è cartolina, ma teatro interiore: incenso, erbe aromatiche, resine, tabacco, frutti scuri, pelle calda di sole, ombra sacra.
La piramide olfattiva si apre con una folgorazione brillante e misteriosa: bergamotto, agrumi, boccioli di ribes nero, menta crespa, davana, incenso e styrax. Nel cuore, la metamorfosi passa attraverso menta africana, salvia sclarea, vetiver, osmanto e gelsomino sambac. Il fondo scende in una materia più scura e avvolgente, con tabacco biondo, datteri, labdano bruciato, zafferano e betulla.
È una fragranza che cerca presenza. Lascia una scia costruita su contrasti: freschezza e calore, luce e resina, fierezza e sensualità.


La Snake Collection, profumi come talismani
The Queen and the Viper appartiene alla Snake Collection, una linea che trasforma il serpente in simbolo olfattivo. Nelle culture antiche, il serpente è conoscenza, rinascita, tentazione, guarigione, immortalità. Stéphane Humbert Lucas ne coglie il potere archetipico e lo traduce in fragranze pensate come talismani.
Ogni flacone diventa un oggetto da custodire, quasi una reliquia contemporanea. Il profumo non resta soltanto sulla pelle: costruisce un’identità, una postura, un modo di entrare nello spazio.
Con l’avvicinarsi dell’estate, la Snake Collection svela anche la sua dimensione più luminosa, marina ed esotica. Sea My Love evoca il respiro salato degli abissi, ispirandosi alla leggenda del Serpente di Mare. L’apertura di mandarino salato incontra un cuore di cuoio, gelsomino e note marine, prima di distendersi su ambra, muschio, patchouli e benzoino. È una fragranza che porta sulla pelle l’idea di un oceano profondo, libero, notturno.
God of Fire cambia completamente temperatura. Ispirato a Xiuhtecuhtli, dio azteco del fuoco, del giorno e della luce, lavora su una tensione esotica e ardente. Mango, limone, pepe rosa e zenzero aprono una costruzione vivace, mentre cumarina blu, gelsomino, legni secchi, oud, nagarmotha, muschio e ambra portano il profumo verso una scia calda, intensa, quasi sciamanica.
La 777 Collection e il richiamo del Medio Oriente
Accanto alla Snake Collection, la maison ha raccontato anche la 777 Collection, nata dall’amore di Stéphane Humbert Lucas per il Medio Oriente e per una profumeria capace di unire opulenza, spiritualità ed eleganza francese.
Qui il lusso assume un tono più dorato, contemplativo, solare. Soleil de Jeddah nasce dalla luce della città saudita e richiede tre anni di formulazione. Agrumi italiani, osmanto, cuoio russo e ambra costruiscono una fragranza radiosa, sofisticata, dal carattere quasi metallico nella sua luminosità. È un profumo pensato per lasciare un’aura, più che una semplice scia.
Panthea porta invece il racconto verso il bianco. Ispirata alla divinità persiana di tutte le cose, lavora su materie prime candide e su una cremosità delicata: sandalo, muschio bianco, iris, gelsomino e tè bianco. Il riferimento al bagno di latte di Cleopatra restituisce una sensualità più soffice, pulita, quasi celeste. È la fragranza della pelle chiara di luce, dell’eleganza silenziosa, del candore che resta.
Milano e la profumeria artistica
La serata milanese conferma un momento molto fertile per la profumeria artistica. Il pubblico cerca fragranze con una storia, una firma, una temperatura culturale. Cerca profumi capaci di distinguersi dalle formule più prevedibili, oggetti olfattivi che sappiano parlare di memoria, viaggio, identità, sensualità e rituale personale.
Stéphane Humbert Lucas si muove esattamente in questo territorio. Fondatore nel 2012 dell’omonima maison, ha costruito un linguaggio in cui arte, misticismo, simbologia e materie prime preziose si intrecciano. Le sue creazioni guardano al Medio Oriente, alla spiritualità, alla mitologia, ai contrasti tra luce e ombra, con una sensibilità francese nella costruzione e un gusto molto scenografico nel racconto.
In Italia, la maison è distribuita da Essenses, realtà fondata nel 2008 da Luca Falchetti e oggi punto di riferimento per la profumeria artistica internazionale, con una presenza capillare tra profumerie indipendenti e brand di ricerca.



L’estate come scia
L’evento al Philing Milano ha raccontato una cosa precisa: l’alta profumeria vive nella costruzione di mondi. Ogni fragranza diventa ingresso in una scena. The Queen and the Viper porta con sé Cleopatra, il serpente, l’Egitto, l’incenso, la seduzione regale. Sea My Love apre l’orizzonte marino. God of Fire accende il fuoco. Soleil de Jeddah trasforma la luce in scia. Panthea restituisce la purezza del bianco.
Sono profumi pensati per la pelle, ma anche per l’immaginazione. E in un’estate che chiede identità, presenza e libertà, Stéphane Humbert Lucas propone una profumeria di carattere: intensa, teatrale, sofisticata, capace di lasciare dietro di sé la traccia più rara. Quella che non si limita a farsi sentire. Si fa ricordare.

