SNCF entra nell’alta velocità italiana: da Milano e Torino la sfida francese a Frecciarossa e Italo

by redazione

Dal 2027 i TGV M a due piani collegheranno il Nord Italia con Venezia e Napoli. Più capacità, tariffe annunciate più basse e un investimento da 800 milioni: cambia la geografia del viaggio veloce in Italia.

L’alta velocità italiana si prepara a uscire dall’equilibrio consolidato tra Frecciarossa e Italo. La francese SNCF accelera sul progetto di ingresso nel mercato nazionale e punta a partire da settembre 2027 con i nuovi TGV M a due piani, destinati a collegare Torino e Milano con due direttrici strategiche: da un lato Venezia, dall’altro Roma e Napoli.

Non è soltanto l’arrivo di un terzo operatore. È l’apertura di una nuova stagione della mobilità europea, nella quale Milano torna a imporsi come piattaforma naturale tra Italia, Francia e grandi capitali continentali. Secondo quanto emerso dall’intervista di Christophe Fanichet, amministratore delegato di SNCF Voyageurs, al Corriere della Sera, il gruppo francese intende proporre tariffe inferiori del 15-20% rispetto agli attuali concorrenti, facendo leva su treni più capienti e su economie di scala.

Il piano: 13 collegamenti andata e ritorno

Il progetto prevede quattro collegamenti andata e ritorno tra Torino, Milano e Venezia e nove collegamenti andata e ritorno tra Torino, Milano e Napoli. L’obiettivo è inserirsi sulle grandi dorsali del Paese, intercettando tanto il traffico business quanto quello leisure di fascia evoluta.

Il debutto operativo è indicato per settembre 2027, con un percorso già avviato sul piano tecnico e regolatorio. L’AGCM ha reso vincolanti gli impegni di RFI per favorire l’ingresso di un nuovo operatore nell’alta velocità, prevedendo un pacchetto minimo di 18 canali orari sulle direttrici Torino/Milano/Roma e Torino/Milano/Venezia, con stabilità decennale.

La leva dei nuovi TGV M

Il cuore industriale dell’operazione è rappresentato dai nuovi TGV M, convogli a due piani prodotti da Alstom e pensati per offrire una capacità superiore rispetto agli standard attuali. La maggiore capienza dovrebbe consentire a SNCF di praticare prezzi più competitivi senza comprimere il livello del servizio.

Secondo Fanichet, i treni potranno trasportare fino al 40% di passeggeri in più per singola corsa, contribuendo anche a ridurre la pressione sulla rete. Altri articoli specializzati indicano una capacità superiore a 660 posti e un obiettivo di prezzi fino al 20% più bassi, in linea con la strategia già sperimentata da SNCF in altri mercati europei.

Un investimento da 800 milioni sull’Italia

Il progetto, denominato Allegro, vale per SNCF un investimento stimato in circa 800 milioni di euro. La partita non riguarda solo i passeggeri: il piano prevede nuove assunzioni, personale di bordo, macchinisti, strutture operative e servizi collegati. La stessa SNCF Voyages Italia ha già una sezione dedicata al recruiting per profili di bordo, condotta e funzioni corporate, con sede operativa a Milano.

Resta centrale il nodo della manutenzione. SNCF è in attesa di spazi adeguati per le attività leggere sui convogli e, secondo quanto riportato, valuta anche la realizzazione di un proprio centro dedicato. È un passaggio decisivo: senza una rete di manutenzione efficiente, l’ingresso commerciale resta fragile, soprattutto su tratte ad alta intensità operativa.

Milano al centro della nuova concorrenza europea

Per Milano, la notizia ha un peso superiore alla dimensione trasportistica. La città rafforza il proprio ruolo di snodo europeo per manager, viaggiatori internazionali, turismo alto spendente e connessioni intermodali. La concorrenza sull’alta velocità può incidere sui prezzi, sulla qualità del servizio e sulla frequenza dei collegamenti, ma anche sulla percezione stessa del viaggio ferroviario come alternativa sempre più credibile all’aereo sulle medie distanze.

L’Italia, che ha già sperimentato gli effetti della liberalizzazione con l’ingresso di Italo, si prepara dunque a una seconda fase. Questa volta il confronto avrà un respiro più europeo: non più soltanto competizione interna, ma dialogo serrato tra grandi operatori continentali.

La sfida francese comincia da Torino e Milano. Ma il vero traguardo sarà misurare quanto l’alta velocità saprà diventare, anche in Italia, una forma di viaggio più accessibile, più elegante, più internazionale.

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