Nel mare dell’alto di gamma, l’Italia continua a imporre una grammatica precisa: velocità, design, costruzione sartoriale e una cultura industriale capace di trasformare la nautica in desiderio globale. Il varo della quinta unità di Pershing 140, scesa in mare il 9 maggio presso la Superyacht Yard di Ancona, conferma il ruolo di Ferretti Group e del brand Pershing nella fascia più ambiziosa dello yachting internazionale.
Il nuovo scafo del Pershing 140, superyacht in alluminio dalle linee filanti e dallo spirito sportivo, arriva in un momento particolarmente significativo per la cantieristica italiana. Mentre il mercato globale della nautica vive una fase di stabilizzazione, i grandi yacht e i superyacht continuano a rappresentare il segmento più resiliente, quello in cui il Made in Italy non solo compete, ma guida.
Come raccontato nell’approfondimento di Milano Luxury Life sul mercato globale dello yachting 2025, l’Italia si conferma leader mondiale nei superyacht, con una quota dominante negli ordini e una specializzazione ormai strutturale nella fascia alta del mercato. In questo scenario, Pershing 140 diventa più di un modello: è una dichiarazione di potenza manifatturiera.
Il bianco brillante di un Pershing fuori schema
La quinta unità introduce una personalizzazione cromatica che ne modifica immediatamente la presenza scenica. A differenza delle precedenti unità in grigio alluminio, questo Pershing 140 si presenta con uno scafo bianco brillante, scelto dall’armatore e ripreso negli interni attraverso tonalità chiare, luminose e raffinate.
Il risultato è un superyacht che conserva il DNA aggressivo del marchio, ma lo interpreta con una sobrietà più mediterranea, più rarefatta, quasi architettonica. Le due ali laterali integrate nella sovrastruttura, tratto riconoscibile del modello, restano il segno distintivo di una silhouette slanciata, costruita per comunicare velocità anche da ferma.
La beach area diventa lounge
La personalizzazione non si ferma alla livrea. Il layout è stato rivisitato per rispondere alle esigenze dell’armatore, a partire dalla zona poppiera. Qui lo spazio tradizionalmente destinato a garage per tender e water toys è stato trasformato in una beach area conviviale, con un mobile bar centrale completamente attrezzato.
È una scelta rivelatrice: il superyacht contemporaneo non è più soltanto mezzo di navigazione o oggetto di rappresentanza, ma piattaforma di vita, ospitalità e relazione. La poppa diventa salotto sul mare, luogo di incontro, estensione fluida tra acqua, design e socialità.
Salendo verso il pozzetto si incontra una prima area lounge, con divani e poltrone free standing davanti al grande prendisole. Pochi gradini conducono a una seconda zona più riservata, pensata come fresco dining, ariosa grazie alle aperture laterali con superfici vetrate e impreziosita da un tavolo con decorazioni astratte realizzate a mano, capace di accogliere fino a dieci ospiti.
Interni chiari, dining circolare e suite armatoriale full beam
Dal pozzetto si accede all’open space del ponte principale. L’ingresso conduce direttamente alla zona dining, dominata da un tavolo circolare per otto persone, affiancato sul lato di dritta da un mobile bar a servizio degli ospiti.
Segue un salone luminoso, arredato con divano e quattro poltrone freestanding fronte TV. Procedendo verso prua, oltre il disimpegno che conduce alle cabine ospiti, si apre la suite armatoriale full beam, personalizzata con un divano a L e con una diversa organizzazione degli spazi di stivaggio, ottenuta sostituendo il vanity desk.
Anche la plancia di comando, rialzata e collegata al sundeck, è stata interpretata nei toni del beige e del bianco, in coerenza con il carattere complessivo dell’imbarcazione. L’intero progetto interno sembra muoversi lungo una linea precisa: alleggerire la percezione degli spazi senza perdere intensità, sostituire l’enfasi con una raffinatezza più controllata.
Cinque cabine e un’ospitalità più flessibile
Il lower deck accoglie quattro cabine ospiti, tutte con bagno en suite e doccia, dominate da palette cromatiche chiare. Su richiesta dell’armatore sono stati installati pullman bed per aumentare la capacità ricettiva: due cabine possono ospitare fino a tre persone ciascuna, mentre le due cabine VIP dispongono di letti matrimoniali, uno dei quali trasformabile in due singoli.
Questa flessibilità racconta un modo più evoluto di vivere il superyacht. Non solo coppie, non solo ospitalità formale, ma famiglie, gruppi, permanenze più lunghe, comfort calibrato su esigenze diverse. La grande nautica contemporanea lavora sempre più sulla qualità dell’esperienza privata, non soltanto sull’impatto estetico.
Sundeck, Jacuzzi e doppia anima sportiva
A completare il progetto ci sono le aree dedicate al relax sul ponte superiore e a prua. Il sundeck è concepito come una grande terrazza panoramica, con bar, divani, pouf e seconda plancia di comando con tre sedute, che consente di pilotare lo yacht dall’esterno.
A prua, raggiungibile attraverso i camminamenti laterali, si trova una zona lounge con Jacuzzi e un’ampia area prendisole. È il punto in cui la sportività Pershing incontra la dimensione più contemplativa del mare: velocità e quiete, adrenalina e sospensione, ingegneria e piacere.
La firma progettuale: De Simoni, Ferretti Group e Piero Ferrari
Pershing 140 nasce dalla collaborazione fra l’architetto Fulvio De Simoni, il Comitato Strategico di Prodotto di Ferretti Group, presieduto dall’Ing. Piero Ferrari, e il Dipartimento Engineering del Gruppo.
La costruzione avviene presso la Superyacht Yard di Ancona, cantiere d’avanguardia di Ferretti Group specializzato nella realizzazione di super e mega yacht in acciaio e alluminio oltre i 40 metri. È qui che il saper fare italiano assume una dimensione pienamente industriale: non atelier isolato, ma sistema integrato di progettazione, ingegneria, design, materiali e performance.
Quattro MTU da 2.600 hp e idrogetto: la velocità come identità
La scheda tecnica conferma il carattere radicale del modello. La quinta unità di Pershing 140 è equipaggiata con quattro motori MTU 16V 2000 M96L da 2.600 hp ciascuno, abbinati alla propulsione a idrogetto. La configurazione garantisce una velocità massima di 35 nodi e una velocità di crociera di 30 nodi, secondo quanto comunicato dal cantiere.
Il modello Pershing 140, nella scheda ufficiale del brand, misura 43,30 metri di lunghezza fuori tutto, con un baglio massimo di 8,55 metri, costruzione in alluminio, capacità fino a 18 persone a bordo, serbatoio carburante da 30.000 litri e trasmissione water jet.
Sono numeri che chiariscono la posizione del progetto: un superyacht sopra i 40 metri pensato per un armatore che non accetta di scegliere tra prestazioni e comfort, tra aggressività marina e vivibilità.
Pershing, l’anima sportiva di Ferretti Group
Fondato nel 1985 ed entrato in Ferretti Group nel 1998, Pershing ha costruito la propria reputazione su motoryacht di lusso open, coupé e sport-fly, riconoscibili per linee tese, materiali ultraleggeri, soluzioni ingegneristiche avanzate e una vocazione dichiaratamente sportiva.
Oggi la flotta comprende modelli dai 54 ai 140 piedi, tra Generazione X e gamma Sport Utility Yacht GTX. Il Pershing 140 resta l’ammiraglia: primo superyacht del brand interamente in alluminio, costruito presso la Ferretti Group Superyacht Yard di Ancona.
Ferretti Group, guidato dall’Amministratore Delegato Alberto Galassi, riunisce alcuni dei marchi più rilevanti della nautica di lusso italiana: Ferretti Yachts, Riva, Pershing, Itama, CRN, Custom Line e Wally. Un portafoglio che restituisce la profondità del Made in Italy nautico, dalla classicità iconica alla sperimentazione più performante.
Il superyacht come manifesto industriale
Il quinto Pershing 140 arriva dunque come un oggetto perfettamente inserito nel proprio tempo. Non è soltanto un nuovo varo, né una variazione cromatica riuscita. È il segnale di una cantieristica italiana che sa presidiare il segmento più competitivo del lusso globale: quello in cui il cliente chiede potenza, personalizzazione, riconoscibilità, comfort e una qualità costruttiva senza concessioni.
Nel mercato alto di gamma, il valore non nasce più da un solo elemento. Nasce dall’equilibrio tra architettura navale, brand, esperienza a bordo, prestazione tecnica e capacità di rispondere in modo preciso al desiderio dell’armatore.
Pershing 140 interpreta questa equazione con una grammatica netta: alluminio, idrogetto, linee sportive, interni su misura, spazi conviviali, performance da 35 nodi. Il resto lo fa il mare, quando uno yacht smette di essere soltanto costruito e comincia a raccontare il carattere di chi lo ha scelto.

