Moda circolare: la nuova frontiera della competitività globale secondo il Monitor for Circular Fashion 2025/2026 di SDA Bocconi

by Francesco Russo
moda circolare competitività

Milano si conferma ancora una volta laboratorio internazionale del futuro della moda. Non più soltanto capitale dello stile, ma epicentro di una trasformazione sistemica che ridefinisce i modelli industriali del settore. È quanto emerge con forza dal Monitor for Circular Fashion Report 2025/2026 – Transform to perform: leverage circularity for fashion’s future, presentato da SDA Bocconi School of Management e destinato a diventare una bussola strategica per l’intero ecosistema del lusso e del fashion system.

Il messaggio è chiaro: la circolarità non rappresenta più un’opzione etica o reputazionale, ma una vera licenza per operare nel mercato globale contemporaneo.

La circolarità come leva industriale e non più come narrazione

Il report, giunto alla sua sesta edizione, fotografa una transizione ormai irreversibile. Le 27 aziende coinvolte, che rappresentano complessivamente circa 100.000 collaboratori e 28 miliardi di euro di fatturato, stanno trasformando la sostenibilità da esercizio di storytelling a infrastruttura operativa del business.

Il cambiamento non è teorico, ma misurabile. Le imprese stanno integrando ecodesign, tracciabilità e Digital Product Passport lungo l’intero ciclo di vita del prodotto, sviluppando progetti concreti supportati da KPI verificabili.

Come sottolinea Francesca Romana Rinaldi, Direttrice del Monitor for Circular Fashion di SDA Bocconi:

“Il futuro della moda passa dalla capacità di collaborare lungo tutta la filiera: progettare prodotti più durevoli, estendere la vita dei prodotti valorizzando rifiuti-risorsa pre e post-consumo, rendere le filiere tracciabili e innovare le catene del valore attraverso modelli di business del riuso e del riciclo. In questo contesto, tecnologia e competenze diventano leve strategiche di competitività.”

Una dichiarazione che sintetizza il passaggio epocale in corso: la sostenibilità diventa architettura industriale.

L’Europa accelera: normativa come motore di innovazione

Il nuovo quadro regolatorio europeo sta agendo da catalizzatore di trasformazione. Dall’Ecodesign for Sustainable Products Regulation alla Responsabilità Estesa del Produttore, fino all’introduzione del Digital Product Passport, il sistema normativo sta ridefinendo le regole del gioco competitivo.

L’elemento più interessante non è l’obbligo in sé, ma l’effetto abilitante. La compliance si trasforma in vantaggio competitivo, aprendo la strada a modelli di business basati su durabilità, life extension e soluzioni di fine vita del prodotto.

Il Digital Product Passport emerge come infrastruttura chiave non solo per la trasparenza, ma per la creazione di nuovi modelli di valore fondati sulla gestione evoluta dei dati di filiera.

Tecnologia e competenze: il vero capitale della moda circolare

Il report evidenzia con chiarezza come la transizione non sia soltanto ambientale, ma profondamente tecnologica e culturale.

Dal workshop condotto con la EU Textiles Ecosystem Platform della Commissione Europea emerge una crescente domanda di nuove professionalità ibride, capaci di integrare: intelligenza artificiale, strumenti 3D, robotica, digital twin e analisi dei dati. L’intelligenza artificiale, in particolare, sta assumendo un ruolo sempre più centrale nella gestione di filiere complesse, supportando non solo l’e-commerce e la produzione, ma anche la tracciabilità e la compliance normativa nei mercati globali.

Permangono tuttavia criticità legate ai costi di implementazione e alla carenza di competenze specialistiche, che rendono indispensabili programmi di upskilling e reskilling per sostenere la competitività futura.

Dalla ricerca alla roadmap industriale

Il Monitor non si limita a osservare il cambiamento, ma contribuisce attivamente a guidarlo. Attraverso il Circular Fashion Manifesto e il Joint Position Paper rivolto ai policy maker europei, le aziende partecipanti stanno partecipando alla costruzione di una roadmap concreta per l’evoluzione del settore.

Parallelamente, l’iniziativa C-Factor rafforza il ponte tra startup e industria, favorendo la scalabilità delle soluzioni più innovative e accelerando l’integrazione della circolarità nei modelli di business.

Milano al centro della trasformazione globale

La presentazione del report il 26 febbraio 2026 a Milano non è casuale. La città si conferma crocevia strategico dove accademia, industria e innovazione convergono per ridefinire il futuro della moda.

Nel nuovo scenario globale, la circolarità si afferma come linguaggio competitivo del lusso contemporaneo. Non più semplice responsabilità, ma intelligenza industriale.

Per il fashion system italiano (e per Milano in particolare) la sfida non è più se trasformarsi, ma come farlo più velocemente degli altri.

Related Posts

Leave a Comment