Milano Fashion Week settembre 2026: Prada apre, Armani chiude, Vogue World conquista la Galleria

by Francesco Russo
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Agenda Milano Fashion Week 2024

Dal 22 al 28 settembre Milano presenta le collezioni Primavera/Estate 2027 con 54 sfilate fisiche e sei digitali. Il debutto di Loris Messina e Simone Rizzo da Moschino, il ritorno di Gucci in città, il Gala di Camera Moda per “Dalí e la Moda” e l’assenza di Versace disegnano una settimana attraversata da passaggi creativi destinati a pesare sul futuro delle maison

Il calendario che Milano consegna al prossimo settembre si legge già come una mappa della città e del momento attraversato dalla moda. Prada aprirà le sfilate martedì 22 in via Lorenzini; poche ore dopo la Galleria Vittorio Emanuele II accoglierà Vogue World. Mercoledì Palazzo Reale riunirà il sistema italiano per il Gala Dinner di Camera Nazionale della Moda Italiana e l’inaugurazione di “Dalí e la Moda”. Venerdì Moschino porterà in passerella il debutto di Loris Messina e Simone Rizzo, mentre domenica la maison Giorgio Armani chiuderà la parte fisica del programma.

Sono appuntamenti che vanno oltre la successione delle collezioni. Dentro questa Fashion Week convivono l’eredità lasciata dai fondatori, l’arrivo di nuove direzioni creative, la difficoltà economica di alcuni gruppi, la ricerca di un rapporto più convincente fra prodotto e cultura, il ritorno dell’artigianato nel discorso pubblico e il bisogno di riportare la moda dentro una città reale.

La prima bozza diffusa da Camera Nazionale della Moda Italiana il 23 luglio fissa la Milano Fashion Week Women’s Collection Spring/Summer 2027 dal 22 al 28 settembre 2026, con 54 sfilate fisiche e sei appuntamenti digitali. Numerose location devono ancora essere comunicate, uno spazio del mercoledì resta assegnato senza il nome della maison e il calendario potrà cambiare nelle prossime settimane. La sua architettura, tuttavia, è già abbastanza chiara.

La settimana comincia dalla mano

Milano aprirà con un gesto di forte esposizione internazionale. La prima sfilata sarà quella di Prada, alle 14 del 22 settembre, seguita da Dhruv Kapoor, Diesel, J.Salinas e Venerdì Pomeriggio. In serata la Galleria Vittorio Emanuele II diventerà la sede della quinta edizione di Vogue World, dopo New York, Londra, Parigi e Los Angeles.

Il titolo scelto per l’edizione milanese, “Where the Future Is Made by the Hand”, porta in primo piano il lavoro umano nell’epoca dell’intelligenza artificiale. La Galleria ospiterà una sequenza di atti dedicati al rapporto fra mano e macchina, dai broccati rinascimentali alla produzione tessile industriale, coinvolgendo maison italiane, artigiani e talenti internazionali. La direzione creativa è affidata a Juan Costa Paz, Amanda Harlech seguirà la moda, Judith Clark la curatela e Marco Balich la produzione esecutiva. Il progetto lascerà anche un investimento concreto alla città. Vogue ha annunciato almeno due milioni di euro per la riqualificazione della biblioteca di Quarto Oggiaro e per la nascita di un centro dedicato a moda, musica e talenti artistici. Il rapporto fra la scena internazionale della Galleria e un quartiere del nord-ovest milanese restituisce spessore a un evento che altrimenti rischierebbe di esaurirsi nella sua forza spettacolare. La scelta del tema arriva in una stagione nella quale il sistema italiano sta tornando a parlare del lavoro nascosto dietro le passerelle. Fabbriche, laboratori, modellisti, ricamatori, tecnici, allestitori e fornitori compongono quell’economia estesa raccontata dall’osservatorio “Il Bello della Moda”, presentato da Camera Moda lo scorso luglio e già approfondito da Milano Luxury Life. Il primo giorno della Fashion Week tradurrà quel ragionamento in un evento destinato a circolare in diretta nelle edizioni internazionali di Vogue.

Il secondo tempo delle nuove direzioni creative

La moda milanese ha attraversato negli ultimi due anni una delle più intense rotazioni creative della propria storia recente. Settembre offrirà meno annunci e più verifiche: molte maison presenteranno il secondo o il terzo capitolo di un percorso appena iniziato, quando l’effetto della nomina lascia posto alla consistenza del lavoro.

Mercoledì 23 settembre, alle 14, Fendi presenterà la seconda collezione ready-to-wear di Maria Grazia Chiuri dopo il ritorno nella maison romana, dove aveva iniziato la propria carriera alla fine degli anni Ottanta. La designer è stata nominata Chief Creative Officer nell’ottobre 2025 e ha debuttato lo scorso febbraio. Il nuovo appuntamento sarà il primo dedicato alla stagione estiva e offrirà indicazioni più precise sul rapporto fra il suo linguaggio, la cultura degli atelier Fendi e l’eredità costruita da una casa fondata e guidata per generazioni da donne. Il giorno successivo, alle 14, Marni tornerà in passerella con Meryll Rogge. La designer belga, arrivata nel luglio 2025 dopo Francesco Risso, ha aperto una fase meno dipendente dall’energia performativa che aveva caratterizzato le stagioni precedenti. La collezione Primavera/Estate 2027 dovrà mostrare quanto il nuovo corso sia capace di tenere insieme l’irregolarità storica di Marni e una proposta destinata anche al guardaroba. Venerdì 25 settembre, alle 14, Gucci rientrerà nel calendario milanese dopo aver presentato a Roma la stagione precedente. Sarà il secondo appuntamento ready-to-wear di Demna, chiamato a consolidare il lavoro avviato con Generation Gucci e a trasformare l’attenzione iniziale in un’identità riconoscibile per il marchio più grande del gruppo Kering.

La giornata proseguirà con Simon Cracker, Elisabetta Franchi, Luisa Spagnoli e The Attico, ma il passaggio più delicato arriverà alle 17 con Moschino.

Moschino, il debutto che alcune prime letture hanno mancato

Alcuni resoconti internazionali pubblicati dopo l’uscita del calendario hanno attribuito la collezione Moschino allo studio interno, parlando di una stagione milanese priva di debutti creativi. Aeffe stabilisce il contrario: la sfilata di settembre presenterà la prima collezione firmata da Loris Messina e Simone Rizzo, nominati direttori creativi il 21 giugno.

Fondatori di Sunnei, marchio lasciato nel settembre 2025, Messina e Rizzo hanno costruito gran parte della propria notorietà lavorando sui rituali della moda quanto sul prodotto: sfilate trasformate in aste, pubblico chiamato a votare i look, installazioni, retail e comunicazione trattati come parti dello stesso progetto.

L’incontro con Moschino possiede una logica precisa. Franco Moschino usava il pop, l’ironia e l’eccesso per mettere in discussione il consumo, il conformismo e le gerarchie del gusto. Messina e Rizzo arrivano da un’esperienza diversa per dimensioni e linguaggio, ma condividono la volontà di interrogare il funzionamento stesso del fashion system.

Il loro debutto cade nel passaggio più difficile della storia recente di Aeffe, impegnata in una composizione negoziata della crisi e in un processo di riorganizzazione industriale e finanziaria. La sfilata dovrà quindi produrre desiderio, attenzione mediatica e chiarezza commerciale nello stesso momento. Il cambio creativo porta con sé una responsabilità che riguarda l’intera tenuta del marchio.

Armani, la continuità dopo il fondatore

Il calendario riserva ad Armani due posizioni nette. Emporio Armani sfilerà giovedì 24 settembre alle 20 in via Bergognone; Giorgio Armani sarà in programma domenica 27 alle 11, nello stesso indirizzo.

Sarà la prima edizione estiva interamente sviluppata dopo la morte di Giorgio Armani, avvenuta il 4 settembre 2025. Silvana Armani ha assunto la responsabilità del womenswear e ha presentato il proprio primo prêt-à-porter lo scorso marzo; Leo Dell’Orco guida il menswear, mentre i due hanno già lavorato insieme alla collezione Emporio Armani Autunno/Inverno 2026-2027.

Il calendario assegna alla maison una chiusura domenicale meno tarda rispetto al passato, ma conserva la funzione conclusiva che Armani ha esercitato per decenni dentro la settimana milanese. Dopo il tributo del settembre 2025 e i primi capitoli firmati dagli eredi creativi, la stagione Primavera/Estate 2027 entrerà nel terreno più difficile: costruire continuità senza trasformare l’archivio in una formula immobile.

Palazzo Reale apre “Dalí e la Moda”

Mercoledì 23 settembre Camera Nazionale della Moda Italiana terrà a Palazzo Reale il Gala Dinner di apertura, organizzato con il sostegno del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Agenzia ICE e Comune di Milano. La serata coinciderà con l’inaugurazione di “Dalí e la Moda”, aperta al pubblico dal giorno successivo fino al 31 gennaio 2027. La mostra riunirà oltre duecento opere e documenti fra dipinti, disegni, fotografie, abiti, filmati, gioielli e oggetti provenienti, tra gli altri, dalla Fundació Gala-Salvador Dalí di Figueres, dal Dalí Museum di St. Petersburg in Florida e dal Museo Reina Sofía di Madrid. Il percorso comprende anche materiali degli archivi Schiaparelli, Chanel, Dior e Rabanne ed è curato da Montse Aguer, Laura Bartolomé Roviras e Judith Clark.

Il rapporto di Dalí con la moda attraversò abiti, gioielli, vetrine, fotografia, pubblicità e collaborazioni con le maison. Palazzo Reale lo utilizzerà per leggere temi ancora attuali: costruzione dell’identità, spettacolarizzazione dell’immagine, commercio e capacità dell’abito di entrare nel linguaggio dell’arte.

La scelta del Gala prende il posto dei CNMI Sustainable Fashion Awards, assenti nel 2026. Camera Moda ha annunciato che la cerimonia tornerà nel settembre 2027 al Teatro alla Scala con il nuovo nome di CNMI Creative and Sustainable Fashion Awards, attribuendo pari peso a creatività e sostenibilità.

Il passaggio merita attenzione. Dopo anni in cui la sostenibilità è stata trattata come un capitolo separato, il nuovo format prova a ricondurla dentro la qualità creativa, industriale e progettuale della moda. Gli Awards torneranno fra oltre un anno; nel settembre 2026 Palazzo Reale offrirà alla settimana un centro culturale alternativo alla consueta cerimonia alla Scala.

Versace resta fuori, Pieter Mulier arriverà nel 2027

La prima bozza non comprende Versace, assente dal calendario delle sfilate per la seconda stagione consecutiva. Pieter Mulier, nominato Chief Creative Officer nel febbraio 2026 dopo l’esperienza da Alaïa, presenterà il proprio debutto nel 2027. La scelta prolunga l’attesa intorno a una maison che ha attraversato l’uscita di Donatella Versace dalla direzione creativa, il breve passaggio di Dario Vitale e il cambio di proprietà.

Non compare nel primo calendario neppure Boss, presente nelle passate edizioni. Trattandosi della bozza riservata alle sfilate, l’assenza non esclude presentazioni o iniziative successive, ma modifica la densità commerciale di una settimana che lascia maggiore spazio a marchi indipendenti e nuovi ingressi internazionali.

Fra questi figurano Marques’Almeida e Miguel Vieira, entrambi di origine portoghese e al debutto nel calendario milanese. Miguel Vieira chiuderà la domenica alle 17. Il lunedì sarà invece interamente digitale, con Uni Form, Nadya Dzyak, Timisola Shasanya, Mastewal Alemu, Maxivive e Banke Kuku.

Da Prada a Bottega Veneta, la geografia delle sfilate

Il mercoledì riunirà Luisa Beccaria, Jil Sander, Daniela Gregis, Antonio Marras, Fendi, Vivetta, Missoni, MM6 Maison Margiela, Etro e Onitsuka Tiger, prima del Gala di Palazzo Reale.

Giovedì Max Mara aprirà alle 9.30, seguita da Genny, Phan Dang Hoang, Anteprima, Marni, Francesco Murano, Alberta Ferretti, Roberto Cavalli, Florania ed Emporio Armani.

Venerdì, prima di Gucci e Moschino, sfileranno Tod’s, Institution by Galib Gassanoff, Sportmax e Blumarine; Luisa Spagnoli e The Attico completeranno la giornata.

Il sabato concentrerà Ferragamo, Dolce&Gabbana e Bottega Veneta, insieme a Neithan Herbert, Ermanno Scervino, MSGM, Laura Biagiotti, ACT N°1, Marco Rambaldi e Victor-Hart. Bottega Veneta chiuderà alle 20, mentre la maison prosegue il lavoro avviato da Louise Trotter nel 2025.

Domenica, accanto a Giorgio Armani, tornerà Milano Moda Graduate, progetto di Camera Moda dedicato agli studenti delle scuole italiane. Hui aprirà alle 10; seguiranno Marques’Almeida, Casa Preti, Tell the Truth, Francesca Liberatore e Miguel Vieira.

Calendario provvisorio delle sfilate

Martedì 22 settembre

14.00 – Prada
Via Lorenzini 14

15.00 – Dhruv Kapoor
Via Arcivescovo Calabiana 6

16.00 – Diesel
Via Moncucco 35

17.00 – J.Salinas
Via Soncino 2

18.00 – Venerdì Pomeriggio
Location da confermare

Vogue World: Milano
Galleria Vittorio Emanuele II

Mercoledì 23 settembre

9.30 – Luisa Beccaria
Location da confermare

10.30 – Jil Sander
Location indicata nell’invito

11.30 – Daniela Gregis
Piazza Sant’Ambrogio 23A

12.30 – Antonio Marras
Via Cola di Rienzo, angolo via Moisè Loira

14.00 – Fendi
Via Solari 35

15.00 – Vivetta
Location da confermare

16.00 – Missoni
Via dei Cavalieri del Santo Sepolcro

17.00 – MM6 Maison Margiela
Location indicata nell’invito

18.00 – Slot assegnato
Marchio da comunicare

19.00 – Etro
Piazza Lina Bo Bardi 2

20.00 – Onitsuka Tiger
Via Cosenz 11

CNMI Gala Dinner
Palazzo Reale

Giovedì 24 settembre

9.30 – Max Mara
Via Piranesi 14

10.30 – Genny
Via Rubattino 56

11.30 – Phan Dang Hoang
Location da confermare

12.30 – Anteprima
Via San Luca 3

14.00 – Marni
Viale Umbria 42

15.00 – Francesco Murano
Location da confermare

16.00 – Alberta Ferretti
Location da confermare

18.00 – Roberto Cavalli
Piazza Vetra 7

19.00 – Florania
Piazza Tomasi di Lampedusa

20.00 – Emporio Armani
Via Bergognone 59

Venerdì 25 settembre

9.30 – Tod’s
Via Palestro 14

10.30 – Institution by Galib Gassanoff
Location da confermare

11.30 – Sportmax
Corso Magenta 24

12.30 – Blumarine
Via Olona 4

14.00 – Gucci
Location da confermare

15.00 – Simon Cracker
Piazza Tomasi di Lampedusa

16.00 – Elisabetta Franchi
Via Sammartini 63

17.00 – Moschino
Location da confermare

18.00 – Luisa Spagnoli
Via Turati 34

19.00 – The Attico
Via Sammartini 36

Sabato 26 settembre

9.30 – Neithan Herbert
Location da confermare

10.30 – Ermanno Scervino
Piazza Lina Bo Bardi 2

11.30 – Ferragamo
Viale Emilio Alemagna 6

12.30 – Dolce&Gabbana
Viale Piave 24

14.00 – MSGM
Location da confermare

15.00 – Laura Biagiotti
Via Rivoli 6

16.00 – ACT N°1
Location da confermare

17.00 – Marco Rambaldi
Via Meravigli 7

18.00 – Victor-Hart
Location da confermare

20.00 – Bottega Veneta
Location indicata nell’invito

Domenica 27 settembre

10.00 – Hui
Location da confermare

11.00 – Giorgio Armani
Via Bergognone 59

12.00 – Milano Moda Graduate
Location da confermare

13.00 – Marques’Almeida
Location da confermare

14.00 – Casa Preti
Location da confermare

15.00 – Tell the Truth
Piazza Ernesto De Angeli 1

16.00 – Francesca Liberatore
Location da confermare

17.00 – Miguel Vieira
Location da confermare

Lunedì 28 settembre — digitale

9.30 – Uni Form
10.00 – Nadya Dzyak
10.30 – Timisola Shasanya
11.00 – Mastewal Alemu
11.30 – Maxivive
12.00 – Banke Kuku

La settimana che Milano dovrà meritare

La Milano Fashion Week di settembre arriva dopo una lunga stagione di cambi ai vertici delle maison. L’attenzione si sposta ora dalle nomine ai risultati, dalla curiosità per un nuovo direttore creativo alla capacità di costruire collezioni, prodotti, immagini e fatturato.

Vogue World porterà la Galleria davanti a un pubblico mondiale; Prada aprirà la sequenza delle passerelle; Palazzo Reale unirà Dalí e il sistema moda; Moschino affronterà uno dei debutti più delicati dell’anno; Fendi, Marni e Gucci saranno chiamate a confermare il lavoro iniziato; Armani proseguirà il proprio corso dopo la scomparsa del fondatore.

Il calendario è ancora provvisorio. La sostanza della settimana è già scritta: a settembre Milano dovrà dimostrare che la propria forza non dipende soltanto dai nomi presenti in agenda, ma dalla capacità di far lavorare insieme industria, cultura, città e talento.

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