MarePineta, il secondo secolo comincia dalla Club House

by Francesco Russo
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Nel centenario dello storico resort di Milano Marittima, diciotto nuove suite portano l’ospitalità dentro lo Sporting Club. Milano Luxury Life ha partecipato a “OPEN – The First Serve”, la serata inaugurale con Flavia Pennetta, Fabio Fognini e Federico Ferri.

Alle otto di sera il giardino del MarePineta Sporting Club era diventato una grande stanza all’aperto. Le tavole illuminate correvano sotto i pini, mentre gli ospiti in abito bianco prendevano posto e la nuova Club House restava sullo sfondo, oltre la terrazza, con le vetrate accese e i balconi affacciati sui campi. Il tennis avrebbe conquistato la scena più tardi, attraverso la danza, il talk condotto da Federico Ferri e l’arrivo di Flavia Pennetta e Fabio Fognini. Per il momento parlavano il giardino, la musica e quella forma di eleganza estiva che Milano Marittima conosce da oltre un secolo.

Milano Luxury Life ha partecipato alla serata del 16 luglio, seguendo l’apertura della Club House e il programma costruito dal MarePineta per celebrare i propri cento anni. Il titolo scelto, “OPEN – The First Serve”, legava il primo servizio di una partita all’avvio di una nuova fase per il resort. Una formula pensata per l’evento, certo, ma precisa nel descrivere ciò che stava accadendo: la storia del MarePineta proseguiva attraverso un edificio appena terminato, diciotto suite e un progetto di ospitalità costruito intorno allo sport che accompagna l’albergo fin dalle sue origini.

MarePineta Club House

Milano Marittima, prima ancora del turismo

Milano compare nel nome di Milano Marittima per una ragione concreta. La località nacque dall’iniziativa di Giuseppe Palanti e di un gruppo di imprenditori milanesi, attratti dall’idea urbanistica della città giardino: ville immerse nel verde, strade pensate in rapporto con la pineta e una forma di villeggiatura capace di tenere insieme natura, architettura e vita sociale. Il progetto prese ufficialmente avvio il 14 agosto 1912. Tra il 1926 e il 1927 aprì l’Hotel Mare e Pineta, il primo grande albergo della nuova destinazione. Le cronache dell’epoca citavano già i campi da tennis, la terrazza sul mare e i comfort moderni tra gli elementi capaci di attirare la clientela milanese e lombarda. La relazione con il tennis, dunque, precede di decenni l’attuale successo internazionale di questo sport e appartiene alla storia stessa dell’albergo. Il nuovo edificio dello Sporting Club recupera quella memoria e la traduce in un modo contemporaneo di soggiornare. La famiglia Salaroli è entrata nella storia del MarePineta nel 1995. Negli ultimi cinque anni la gestione diretta ha accelerato il lavoro sull’identità del resort, rendendo più evidente il rapporto con l’arte, il design, l’arredo e la cultura dell’ospitalità. Davide Salaroli lo ha raccontato ricordando come il passaggio dalla proprietà alla conduzione quotidiana abbia comportato un coinvolgimento diverso, fatto di decisioni seguite da vicino e di una cura estesa ai singoli ambienti.

Tre architetture, tre tempi della stessa storia

Il MarePineta si comprende attraversandolo. La Casa Madre conserva le proporzioni e la memoria dell’albergo storico; il corpo contemporaneo, conosciuto come il Cubo, porta la firma progettuale di Piero Lissoni; oltre la strada, lo Sporting Club e la nuova Club House aprono il resort verso una forma di ospitalità legata allo sport.

A partire dal 2010, l’intervento di Lissoni ha riguardato architettura, interni e arredi, passando dalla spiaggia privata agli spazi comuni, dalla lobby al cocktail bar, dal ristorante alla nuova ala dell’hotel. Il linguaggio adottato ha sostituito l’idea di un lusso decorativo con ambienti più essenziali, costruiti attraverso le proporzioni, i materiali e la luce. La Club House continua quel dialogo senza copiarlo. Sorge sull’impronta dell’edificio precedente e si sviluppa attraverso un basamento in cemento e vetro, aperto sul giardino, sul quale poggia un volume più leggero destinato alle camere. Le superfici trasparenti del piano terreno portano la pineta all’interno; i balconi continui delle suite guardano gli otto campi da tennis, il parco e, più lontano, il mare.

Il passaggio tra resort e Sporting Club acquista così un significato nuovo. Fino a ieri l’ospite raggiungeva i campi per giocare; oggi può abitare direttamente questo spazio, fare colazione accanto alla terra rossa, rientrare in camera dopo una partita, cenare nella Club House e seguire il ritmo del circolo dalle terrazze.

Diciotto suite dentro lo Sporting Club

Le diciotto suite sono ispirate ai quattro tornei del Grande Slam: Australian Open, Roland Garros, Wimbledon e US Open. Il riferimento emerge attraverso tonalità, materiali e particolari, mantenendo una presenza discreta. Il progetto evita la ricostruzione tematica e lascia che siano la vista sui campi, la terra rossa e la quotidianità dello Sporting Club a stabilire il rapporto con il tennis.

Materiali naturali, superfici materiche, arredi su misura e terrazze ampie compongono camere nelle quali il comfort dipende soprattutto dalla qualità dello spazio. Le vetrate accompagnano il cambiamento della luce durante il giorno, mentre i pini filtrano lo sguardo verso il parco e attenuano la distanza tra interno ed esterno.

Il tennis prosegue lungo i corridoi. Fotografie d’archivio ricostruiscono la storia del MarePineta e di Milano Marittima; un’opera site-specific, ispirata a un campo in terra rossa, attraversa verticalmente i tre livelli dell’edificio. La memoria sportiva smette così di essere confinata in una bacheca e diventa parte del percorso che conduce alle camere.

L’intervento ha coinvolto anche gli spazi aperti, con la riqualificazione dei campi e oltre seicento metri quadrati di nuovi giardini. La vegetazione accompagna il piano terreno e arriva fino alla sala vetrata dedicata alla colazione. La sera lo stesso ambiente assume l’identità di The Club – Sushi House, ristorante nato dalla collaborazione con Sabakaita, affiancato da lounge e bar.

La Club House potrà vivere quindi in più momenti della giornata e con pubblici diversi: gli ospiti delle suite, i soci dello Sporting Club, chi arriva per una cena e chi frequenta Milano Marittima durante la stagione. Questa permeabilità costituisce uno degli aspetti più interessanti del progetto, perché amplia il resort evitando di chiuderlo all’interno del proprio perimetro.

MarePineta Club House

L’arte fuori dalle stanze dedicate all’arte

Nel parco del MarePineta le opere compaiono accanto alla piscina, tra gli alberi, nelle aree comuni e nei punti di passaggio. L’arte accompagna il soggiorno senza chiedere al visitatore di entrare in uno spazio separato.

La famiglia Salaroli ha coltivato negli ultimi anni un programma dedicato in particolare alla scultura contemporanea. Davide Salaroli ha ricordato come, all’inizio, fosse la proprietà a cercare artisti e gallerie, spiegando la possibilità di esporre in un albergo frequentato durante i mesi in cui molti spazi cittadini rallentano la propria attività. Con il tempo il rapporto si è invertito e il MarePineta ha iniziato a ricevere direttamente proposte e richieste di collaborazione. Le opere restano visibili anche a chi frequenta Milano Marittima senza soggiornare nel resort. Stefania Vichi occupa un posto particolare in questo percorso. Artista, designer e direttrice creativa, collabora con il MarePineta dal 2023 attraverso il progetto LexitALICA. Più di venti opere della serie LexitALICA hanno trovato posto negli ambienti dell’hotel: sculture globoidali attraversate da pieghe, aperture e percorsi, realizzate intrecciando tetrafilato e resina ecologica secondo un procedimento che l’artista definisce “Art Couture”.

Il labirinto è il nucleo di queste opere. Le superfici raccontano urti, deviazioni, ostacoli e possibili vie d’uscita; i colori richiamano le famiglie italiane che nei secoli hanno sostenuto la produzione artistica. Nel resort le sculture costruiscono un rapporto diretto con il pubblico, illuminate dal sole del giardino o incontrate durante il percorso verso la piscina, la camera e il ristorante.

La presenza dell’arte dialoga anche con la storia imprenditoriale della famiglia Salaroli nel mondo dell’arredamento e dell’home design. Stefano Ballasini, Director of Sales Marketing Development del MarePineta, usa l’espressione “home living” per descrivere l’intenzione di far percepire l’albergo come un luogo abitato, con ambienti capaci di accogliere opere, oggetti e arredi scelti secondo una sensibilità riconoscibile. Nel 2026 il percorso continua con “Trame di Luce” di Gianfranco Meggiato: diciassette sculture distribuite negli spazi del resort e visitabili fino al 5 novembre. La mostra accompagna l’anno del centenario e conferma la scelta di affidare alla scultura un ruolo stabile nella vita dell’hotel.

«La sintesi della nostra visione di futuro»

La nuova Club House arriva nel momento in cui il MarePineta celebra cento anni di attività. L’anniversario avrebbe potuto limitarsi a una ricostruzione della memoria, a un album di immagini storiche o a una serie di celebrazioni. La famiglia Salaroli ha scelto un investimento destinato a modificare concretamente l’offerta del resort.

«La Club House rappresenta molto più di una nuova struttura ricettiva: è la sintesi della nostra visione di futuro», ha dichiarato Davide Salaroli, amministratore unico del MarePineta Milano Marittima. «Nel Centenario del MarePineta abbiamo scelto di investire in un progetto che unisce ospitalità, sport, design e relazioni, valorizzando uno degli elementi che da sempre caratterizzano la nostra identità: il tennis. Con la Club House inauguriamo un nuovo capitolo della nostra storia, creando un luogo capace di accogliere ospiti da tutto il mondo e di generare esperienze autentiche, in perfetta continuità con l’eredità del MarePineta e con la vocazione internazionale di Milano Marittima».

Le sue parole chiariscono la funzione attribuita all’edificio. Le suite aggiungono capacità ricettiva, ma il progetto agisce soprattutto sul posizionamento: propone il MarePineta come destinazione nella quale soggiorno, sport, arte, cucina e relazioni condividono gli stessi spazi.

“OPEN – The First Serve”, la serata nel giardino

La sera dell’inaugurazione ha seguito questa stessa geografia. L’aperitivo si è mosso tra la terrazza della Club House e il giardino; la cena di gala è stata allestita all’aperto, sotto gli alberi, con le tavole disposte tra il resort e lo Sporting Club. Il campo centrale è rimasto il luogo dello spettacolo e dell’incontro con i protagonisti del tennis.

Il dress code total white ha dato uniformità alla scena senza trasformarla in una passerella. Jazz dal vivo, cocktail e il servizio ai tavoli hanno accompagnato l’inizio della serata, mentre la proposta gastronomica ha tenuto insieme Romagna e influenze internazionali: la piadina preparata dalle azdore, il Parmigiano Reggiano, i salumi, i prodotti di San Patrignano, le specialità di mare, ostriche, caviale, lobster roll e le proposte fusion legate alla Sushi House. Berlucchi, partner del resort, ha firmato il percorso nei calici.

La cena nel giardino ha conservato il carattere del luogo. Le tovaglie bianche, le luci basse e il profilo della nuova architettura emergevano tra i pini senza cancellare la dimensione estiva del resort. Da una parte la Casa Madre, dall’altra lo Sporting Club; nel mezzo, gli ospiti e il movimento continuo tra tavoli, terrazza e campi.

Più tardi la serata si è spostata sul centrale. Le performance di danza hanno ripreso il vocabolario del tennis attraverso corse, sospensioni, gesti di servizio e traiettorie, trasformando per alcuni minuti il campo in uno spazio scenico. Flavia Pennetta e Fabio Fognini hanno quindi raggiunto Federico Ferri per una conversazione dedicata alle loro carriere, alla disciplina sportiva e alla vita costruita intorno al tennis.

La presenza dei due campioni evitava il carattere ornamentale spesso riservato agli ospiti celebri negli eventi alberghieri. Il tennis costituiva la materia della serata e la ragione stessa del nuovo progetto: era scritto nella storia dell’hotel, visibile dalle suite, presente negli interni e destinato a scandire la quotidianità della Club House.

Il taglio della torta ha chiuso la parte ufficiale. Sul fondale compariva ancora il titolo “OPEN – The First Serve”. Il primo servizio era stato giocato.

Milano e Milano Marittima, lo stesso filo un secolo dopo

Il rapporto tra Milano e Milano Marittima riaffiora in molti passaggi della storia del MarePineta. La città giardino nacque da un’idea milanese; Piero Lissoni ha portato qui il linguaggio del design sviluppato nel capoluogo lombardo; la famiglia Salaroli ha costruito il proprio percorso imprenditoriale tra arredamento, progetto e cultura della casa.

La Club House aggiunge un ulteriore passaggio a questa relazione. Il tennis, lo sport che già accompagnava la clientela dei primi anni, torna a essere il centro di una proposta rivolta a un pubblico internazionale, abituato a scegliere gli alberghi rivolta a anche per le esperienze che possono offrire oltre la camera.

Alla fine della serata, quando la musica si è abbassata e gli ospiti hanno lasciato il campo centrale, la nuova Club House è rimasta accesa dietro gli alberi. Le tavole nel giardino raccontavano la festa appena conclusa; la terra rossa, i balconi e le diciotto suite indicavano ciò che sarebbe rimasto dal giorno successivo.

Il MarePineta entra nel secondo secolo con la stessa materia da cui era partito: mare, pineta e tennis. Questa volta, però, si potrà dormire affacciati sul campo.

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