Nel cuore della Lombardia più autentica, tra le sale affrescate e la solennità senza tempo del Castello Bolognini di Sant’Angelo Lodigiano, si è svolta la Convention Annuale 2026 di Longino & Cardenal, appuntamento centrale per comprendere presente e traiettorie future dell’alta ristorazione italiana. Un evento che non si è limitato alla presentazione del nuovo Catalogo 2026, ma che ha assunto la forma di un racconto corale, capace di intrecciare cultura gastronomica, mercato, responsabilità del selezionatore e ruolo sempre più evoluto del distributore di eccellenze.
La giornata del 30 gennaio ha riunito la forza vendita, i principali stakeholder, una selezione qualificata di chef, imprenditori e professionisti del settore food & wine, dando vita a un confronto autentico su ciò che oggi significa portare valore concreto nelle cucine di alto livello. Longino & Cardenal, fondata nel 1988, ha costruito negli anni una posizione unica nel panorama internazionale grazie a un lavoro costante di scouting, relazione diretta con i produttori e profonda conoscenza delle esigenze operative della ristorazione professionale. La convention 2026 ha reso evidente come questo metodo, affinato in oltre trent’anni di attività, continui a rappresentare un elemento distintivo difficilmente replicabile.

La tavola rotonda: il ruolo del selezionatore nell’alta ristorazione contemporanea
L’apertura dei lavori ha visto protagonista la tavola rotonda che ha posto al centro il tema della ricerca e della selezione come strumenti strategici, non teorici ma applicati quotidianamente. A confrontarsi sono stati Riccardo Uleri, Presidente e Amministratore Delegato di Longino & Cardenal SpA, Luca Gargano, Presidente e fondatore di Velier SpA, Claudio Liu, imprenditore e fondatore del gruppo IYO, Davide Oldani, chef e imprenditore della ristorazione nonché presidente dell’associazione Le Soste, e Alberto Paolo Schieppati, Direttore editoriale food & wine del progetto PLACES. A guidare il dialogo Antonio Boco, giornalista enogastronomico, che ha saputo stimolare un dibattito lucido e privo di semplificazioni.

Nel corso del confronto è emersa con chiarezza una lettura realistica dello stato dell’alta ristorazione. Riccardo Uleri ha offerto una riflessione netta e controcorrente rispetto a molte narrazioni correnti, sottolineando come il fine dining non attraversi una crisi strutturale, ma soffra piuttosto di una sovrabbondanza di offerta in alcuni territori. Il ristorante gastronomico, ha spiegato, non è un’esperienza quotidiana, nemmeno per il pubblico con maggiore capacità di spesa, ma un momento che richiede tempo, attenzione e disponibilità emotiva. In questo contesto, il ruolo di chi seleziona le materie prime assume un peso ancora maggiore, perché deve essere in grado di supportare modelli di ristorazione sostenibili, coerenti e realmente capaci di durare nel tempo.
Il Catalogo Longino & Cardenal 2026 come strumento operativo della cucina professionale
Da qui si innesta il racconto del Catalogo 2026, che rappresenta una sintesi concreta di questo approccio. Oltre 1.800 referenze compongono oggi l’offerta Longino & Cardenal, frutto di un lavoro che non si esaurisce nella ricerca dell’eccellenza assoluta, ma che valuta applicabilità, continuità produttiva, affidabilità delle filiere e valore gastronomico reale. Le nuove introduzioni per il 2026 rispondono in modo puntuale alle esigenze della cucina contemporanea, mantenendo un equilibrio tra innovazione, tradizione e funzionalità.
Gronn, Bonilla a la Vista, La Alondra Seafood e Gourmand & Guiard: le nuove eccellenze selezionate
Tra le novità presentate spiccano gli oli professionali Gronn, creati dallo chef stellato Benoit Dewitte insieme a Jeremy Meirte. Nati nel 2024, questi oli sono pensati da chef per chef, pronti all’uso, naturali al cento per cento e privi di conservanti. Realizzati con ingredienti locali e secondo un approccio che riduce gli sprechi, offrono una risposta concreta alla richiesta di prodotti sani, stabili e immediatamente utilizzabili in cucina senza rinunciare alla complessità aromatica.
Accanto a Gronn, il catalogo accoglie Bonilla a la Vista, storico produttore spagnolo di patate fritte artigianali. Un prodotto apparentemente semplice, ma che racchiude una cultura produttiva rigorosa, basata sull’utilizzo esclusivo di patate selezionate, sale marino e olio d’oliva. Un esempio emblematico di come anche un elemento quotidiano possa diventare identitario quando qualità e coerenza non vengono compromesse.
Grande attenzione è stata riservata anche a La Alondra Seafood, selezione di frutti di mare provenienti da pesca sostenibile secondo il metodo Noble Harvesting. Il ricorso al congelamento criogenico avanzato consente di preservare nel tempo consistenza, sapore e valore nutrizionale, offrendo agli chef una materia prima affidabile, sicura e di altissimo livello, in linea con le aspettative di una clientela sempre più informata e consapevole.
Completa il quadro Gourmand & Guiard, realtà specializzata nella produzione di salse, fumetti, brodi e basi fresche per la ristorazione professionale. Grazie alla tecnologia HPP ad alta pressione, questi prodotti garantiscono una shelf life estesa senza l’utilizzo di conservanti, rispondendo a un’esigenza concreta delle cucine moderne: ottimizzare i tempi di lavoro senza rinunciare alla qualità e alla pulizia del gusto.
Dalla presentazione alla tavola: l’esperienza dell’evento e la cena di gala
La convention è proseguita nel tardo pomeriggio con momenti di degustazione e confronto informale, culminando in una cena di gala che ha celebrato le materie prime come vere protagoniste. Un’occasione di relazione, ma anche di verifica concreta di quanto raccontato durante la giornata, attraverso piatti e interpretazioni che hanno dato sostanza alle parole.






Il Castello Bolognini come cornice simbolica della filosofia Longino & Cardenal
La scelta del Castello Bolognini come sede dell’evento non è stata casuale. La sua storia secolare e la sua architettura imponente hanno fatto da contrappunto ideale a un’azienda che ha costruito il proprio percorso sulla solidità, sulla pazienza e su una crescita mai gridata, ma costante. In questo contesto, la convention 2026 ha rafforzato il posizionamento di Longino & Cardenal come partner strategico della ristorazione di eccellenza, capace di accompagnare gli chef non solo fornendo prodotti, ma offrendo metodo, competenza e una lettura approfondita del mercato.
Il Catalogo 2026 si inserisce così come strumento operativo e culturale, espressione di un lavoro che mette al centro la responsabilità della scelta e il rispetto per chi, ogni giorno, trasforma la materia prima in esperienza gastronomica. Un messaggio chiaro, coerente e credibile, che conferma Longino & Cardenal come punto di riferimento imprescindibile per chi interpreta l’alta cucina non come esercizio di stile, ma come pratica consapevole e sostenibile.

