Milano questa mattina ha assunto il passo delle grandi capitali economiche globali. A Palazzo Mezzanotte, sede di Borsa Italiana, Investopia 2026 ha riportato nel cuore finanziario della città uno dei forum internazionali più rilevanti dedicati al dialogo tra investitori, istituzioni e imprese, consolidando il ruolo del capoluogo lombardo come piattaforma privilegiata nei rapporti tra Italia, Emirati Arabi Uniti, Europa e nuovi mercati di sviluppo. L’appuntamento, nato negli Emirati Arabi Uniti per connettere la comunità globale degli investitori alle nuove opportunità di crescita, si è svolto a Milano in collaborazione con il Ministero dell’Economia degli Emirati Arabi Uniti ed EFG Consulting.

Milano, capitale della diplomazia economica
L’edizione 2026 di Investopia si è aperta con gli interventi di Giovanni Bozzetti, presidente di EFG Consulting, e Jean Fares, CEO di Investopia, seguiti dai saluti istituzionali del presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana, di Matteo Zoppas, presidente di ICE, e di H.E. Sheikh Shakhboot Bin Nahyan Al Nahyan, ministro di Stato del Ministero degli Affari Esteri degli Emirati Arabi Uniti. Una cornice istituzionale di alto profilo, che ha subito chiarito la natura dell’incontro: un tavolo di relazione tra Paesi, capitali, industria e cultura d’impresa. Nel corso della mattinata, il confronto tra il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso e H.E. Abdulla bin Touq Al Marri, ministro dell’Economia e del Turismo degli Emirati Arabi Uniti, ha posto al centro l’allineamento tra industria, investimenti e nuova economia. A seguire, il programma ha coinvolto figure di primo piano delle istituzioni italiane, tra cui il presidente del Senato Ignazio La Russa, il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi e il ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti.

Bozzetti: il valore dei ponti tra imprese, Paesi e capitali
Giovanni Bozzetti ha dato alla giornata il suo tratto più politico e imprenditoriale insieme. In uno scenario segnato da tensioni geopolitiche, nuove barriere commerciali e ridefinizione delle catene globali del valore, il presidente di EFG Consulting ha indicato Investopia come una piattaforma concreta di diplomazia economica. Il messaggio è netto: per il Made in Italy, i mercati del Golfo rappresentano un asse strategico sempre più decisivo, capace di aprire sbocchi commerciali, attrarre capitali e costruire relazioni industriali di lungo periodo. Il dato richiamato nel corso dell’appuntamento conferma la solidità della relazione: le esportazioni italiane verso gli Emirati Arabi Uniti hanno raggiunto 9,48 miliardi di euro, con una crescita del 19,65% su base annua. Una cifra che racconta molto più di una performance commerciale: descrive l’interesse crescente per manifattura, lifestyle, tecnologia, design, moda, agroalimentare, hospitality e saper fare italiano.


Il lusso come economia dell’esperienza
Il passaggio più vicino alla sensibilità di Milano Luxury Life è arrivato con il confronto dedicato alla nuova economia del lusso. Il panel “Experience as an Asset: The New Economics of Luxury” ha riunito protagonisti di assoluto rilievo: Matteo Lunelli, presidente di Altagamma e presidente e CEO di Ferrari Trento; Carlo Capasa, presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana; Alfonso Dolce, presidente e CEO di Dolce & Gabbana; insieme ad altri interlocutori del mondo dell’impresa, dell’ospitalità e dei servizi.



Il tema è centrale per il futuro del Made in Italy: il lusso contemporaneo non si esaurisce più nel prodotto, ma si espande in ecosistemi fatti di cultura, relazione, ospitalità, appartenenza, ritualità e memoria. La qualità resta il fondamento, ma il valore si costruisce sempre più nella capacità di trasformare un brand in esperienza coerente, riconoscibile, internazionale. Lunelli ha portato il peso di Altagamma, osservatorio privilegiato sulle industrie italiane di eccellenza, mentre Capasa ha rappresentato la forza della moda italiana come linguaggio economico e culturale globale.
Milano, in questa prospettiva, diventa il punto di intersezione naturale tra capitale creativo e capitale finanziario. È la città in cui la moda dialoga con il design, il real estate con l’hotellerie, il food con il turismo, la cultura d’impresa con i mercati internazionali. Investopia ha reso evidente proprio questa traiettoria: il lusso italiano non è più soltanto esportazione di beni ad alto valore, ma costruzione di piattaforme esperienziali capaci di attrarre investimenti, turismo qualificato e partnership globali.
Italia, Emirati e Africa: la geografia futura degli investimenti
La giornata ha ampliato il perimetro oltre il rapporto bilaterale Italia-Emirati. Per la prima volta, Investopia ha dedicato un panel specifico all’asse Italia–EAU–Africa, con l’obiettivo di approfondire modelli di cooperazione, co-investimento e sviluppo a sostegno del continente africano. Il tema si inserisce in una cornice più ampia: la partnership strategica tra Italia ed Emirati Arabi Uniti, rafforzata nel 2025 anche dall’impegno emiratino a investire 40 miliardi di dollari in Italia in settori chiave.
Energia, infrastrutture, intelligenza artificiale, data center, turismo, real estate e industria avanzata sono emersi come i grandi territori della competizione economica dei prossimi anni. Investopia li ha letti attraverso una chiave precisa: la crescita futura passerà da alleanze stabili tra pubblico e privato, da capitali pazienti, da filiere industriali solide e dalla capacità dei Paesi di trasformare la cooperazione diplomatica in progetti misurabili.
Milano al centro del nuovo Made in Italy globale
Investopia 2026 conferma una tendenza ormai evidente: Milano, oltre che la capitale italiana della moda, del design e della finanza, rappresenta uno snodo internazionale dove il Made in Italy viene riletto come asset strategico. L’incontro tra istituzioni italiane, delegazione emiratina, grandi imprese, investitori e protagonisti del lusso ha restituito il profilo di una città capace di attrarre decisioni, capitali e relazioni ad alto valore.
Milano esce da Investopia con un messaggio netto: il futuro del lusso italiano si giocherà sempre più nella capacità di unire prodotto, esperienza, capitale e reputazione internazionale.

