Ingenium, il Made in Italy davanti alla sua nuova grammatica industriale

by Francesco Russo

Il Made in Italy torna a misurarsi con la sua materia più delicata: la capacità di restare se stesso mentre cambia il mondo intorno. Perché la partita che si apre oggi non riguarda soltanto l’estetica, la qualità del prodotto o il prestigio delle filiere, ma la struttura profonda dell’industria italiana, il suo accesso alle tecnologie, la sua capacità di dialogare con intelligenza artificiale, 3D, realtà aumentata, blockchain, smart data e nuovi modelli di produzione.

È dentro questo scenario che si colloca Ingenium – Made in Italy Innovation Platform, la piattaforma di open innovation promossa da Limitless Innovation e patrocinata dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, presentata a Milano come progetto destinato a mettere in relazione il capitale manifatturiero italiano con i grandi driver tecnologici internazionali.

La prossima tappa sarà il 20 e 21 ottobre 2026, negli spazi di Superstudio 13, in via Forcella a Milano: due giornate pensate per riunire oltre 400 partecipanti selezionati, tra imprenditori, investitori, top manager, istituzioni, università, centri di ricerca e aziende tecnologiche, con un programma che prevede una cena di gala istituzionale, un symposium, panel tematici, momenti di networking e un’area expo dedicata ai tech exhibitor.

La nuova alleanza tra manifattura e tecnologia

A margine della conferenza, Stefano Galassi, CEO di Limitless Innovation e co-founder di Ingenium, ha raccontato a Milano Luxury Life il senso industriale dell’iniziativa con parole che chiariscono la portata del progetto: «Il nostro lavoro è coniugare la filiera della moda e del lusso con i driver tecnologici internazionali».

Galassi arriva da oltre vent’anni di lavoro nel punto d’intersezione tra moda, lusso e tecnologia. La sua società opera come piattaforma di open innovation, collegando grandi brand italiani e internazionali con aziende specializzate in fashion tech, intelligenza artificiale, soluzioni 3D, realtà virtuale e tecnologie applicate ai processi industriali. Un sistema che guarda al mercato italiano, ma nasce già con una struttura internazionale, tra Europa, Asia e Medio Oriente.

Ingenium rappresenta l’evoluzione più istituzionale di questo percorso: una piattaforma dedicata al sistema produttivo italiano, non limitata alla moda in senso stretto, ma aperta a tutte le filiere che compongono la grammatica economica del Made in Italy. Tessile, pelle, calzature, occhialeria, gioielleria, cosmesi, design, lifestyle e manifattura avanzata diventano così il terreno su cui sperimentare nuove forme di competitività.

Il lusso come industria, prima ancora che come immaginario

Il punto decisivo è proprio questo. In un tempo in cui il lusso viene spesso raccontato attraverso superfici, desiderabilità e storytelling, Ingenium riporta la conversazione dentro la fabbrica, nella competenza, nei processi, nella relazione tra sapere artigianale e tecnologia applicata. La bellezza italiana, per continuare a incidere sui mercati globali, deve poter accedere a strumenti capaci di rafforzare produttività, sostenibilità, tracciabilità, personalizzazione, formazione e gestione dei dati.

La piattaforma si articola attorno a cinque assi strategici: crescita, competitività, formazione, sistema e trasformazione. Parole che, in questo caso, non funzionano come formule astratte, ma come capitoli di una stessa agenda industriale: attrarre investimenti, generare competenze qualificate, sostenere le PMI, creare economie di scala, favorire l’incontro tra imprese mature e startup, avvicinare università e filiere produttive, accompagnare la transizione digitale e sostenibile.

La giornata del 21 ottobre sarà il momento operativo più significativo, con la presenza di circa 50 tech exhibitor, oltre 30 speaker e una platea composta da C-level guest provenienti dai mondi della tecnologia, del lifestyle e della manifattura. L’obiettivo dichiarato è trasformare l’innovazione in adozione reale, evitando che la tecnologia resti esercizio di linguaggio o fenomeno da convegno.

Stefano Galassi, il tessitore di ecosistemi

Il profilo di Galassi spiega molto della natura del progetto. Dopo la specializzazione alla Bocconi, ha lavorato in una primaria società di consulenza strategica e tecnologica su progetti legati alla moda e alla tecnologia, contribuendo alla progettazione di centri di innovazione e dello Store of the Future, con esperienze internazionali accanto a brand come Gucci, Bulgari e Uniqlo. Ha poi seguito progetti speciali per Luxottica e collaborato con università e istituzioni accademiche tra cui Bocconi, Politecnico di Milano, Cambridge, FIT New York e Istituto Marangoni.

Stefano Galassi

È stato inoltre co-fondatore e direttore del primo programma italiano di accelerazione fashion tech per startup internazionali, con un roadshow da New York a Shanghai e partner come Prada e Confindustria Tessile. Un percorso che oggi confluisce in Ingenium, dove la dimensione internazionale viene messa al servizio di una priorità nazionale: rafforzare l’ecosistema italiano dell’innovazione applicata.

Milano, in questo quadro, torna a essere il luogo naturale della connessione. Capitale della moda, del design, della finanza e dell’editoria di settore, la città possiede una densità unica di competenze, brand, showroom, università, studi creativi e manifattura evoluta. Superstudio 13, con il suo immaginario legato alla fotografia, alla moda e alla produzione culturale, diventa così una sede coerente per un appuntamento che ambisce a parlare tanto ai board dei grandi marchi quanto alle imprese che ogni giorno danno sostanza al Made in Italy.

Il futuro concreto del Made in Italy

La sfida di Ingenium sarà misurarsi con una domanda essenziale: come può l’Italia difendere il proprio primato qualitativo senza rimanere marginale nei nuovi sistemi tecnologici che stanno ridisegnando l’industria globale?

La risposta passa da un cambio di passo culturale. L’innovazione, per il Made in Italy, non può essere un ornamento lessicale né una rincorsa tardiva. Deve diventare metodo, infrastruttura, alleanza, competenza diffusa. Deve entrare nelle filiere senza cancellarne l’identità, accelerare i processi senza impoverire il gesto, ampliare i mercati senza rendere anonima la qualità.

Ingenium si inserisce esattamente in questa soglia: dove il saper fare italiano incontra la tecnologia non per inseguire il futuro, ma per continuare a determinarne la forma. Ed è qui che il lusso, finalmente, torna alla sua radice più alta: cultura industriale capace di produrre valore, tempo e bellezza.

Che cos’è Ingenium – Made in Italy Innovation Platform?

Ingenium è una piattaforma di open innovation dedicata al Made in Italy, nata per collegare imprese, startup, università, istituzioni e tecnologie avanzate a supporto della trasformazione digitale e sostenibile delle filiere italiane.

Quando si svolgerà Ingenium a Milano?

La nuova edizione di Ingenium si svolgerà il 20 e 21 ottobre 2026 presso Superstudio 13, in via Forcella a Milano.

Quali settori coinvolge Ingenium?

La piattaforma coinvolge moda, lusso, tessile, calzature, occhialeria, gioielleria, cosmesi, design, lifestyle e manifattura, mettendoli in relazione con intelligenza artificiale, 3D, realtà aumentata, blockchain, smart data e tecnologie Industry 4.0.

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