Milano entra nel racconto globale de Il Diavolo veste Prada 2 con la forza di una capitale della moda chiamata a interpretare sé stessa. Alla Rinascente di Piazza Duomo, le décolleté rosse alte quattro metri hanno segnato l’ingresso scenografico della preview italiana del film, tra red carpet, folla, ospiti e un allestimento immersivo dedicato all’universo di Runway Magazine. Il sequel, atteso nelle sale italiane dal 29 aprile 2026, ha celebrato la città con una “premiere diffusa” tra il Colosseo, l’Orfeo, l’Arlecchino e il Teatro San Babila.
Milano, set naturale del lusso internazionale
Il film parte da New York, ma a Milano trova il suo cuore più glamour. Secondo quanto raccontato dal Corriere della Sera, Meryl Streep, Anne Hathaway, Emily Blunt e Stanley Tucci attraversano una città costruita come atlante del lusso: Palazzo Parigi, Brera, il Quadrilatero, Tiffany, il Salumaio di Montenapoleone, Palazzo Clerici, il Metropol di viale Piave e Santa Maria delle Grazie. La sfilata di Dolce & Gabbana diventa uno dei momenti centrali del racconto, mentre il passaggio nel Duomo e nell’Ottagono restituisce una Milano notturna, monumentale, quasi cinematografica per natura.
Runway diventa realtà
L’operazione editoriale più interessante riguarda Runway Magazine, la rivista fittizia resa celebre dal film, trasformata in un prodotto reale in edizione limitata. Prima dell’uscita del sequel, il magazine è arrivato in edicola in versione cartacea e digitale, con un progetto che salda cinema, moda, publishing e marketing esperienziale. Alla Rinascente Milano, il pop-up dedicato al film porta al piano -1 l’ufficio di Miranda Priestly e un percorso tematico ispirato all’immaginario della saga. L’allestimento resterà attivo fino al 4 maggio, rafforzando il legame tra retail, entertainment e luxury lifestyle nel centro simbolico della città.
Una città davanti alla macchina da presa
Il valore della notizia supera la semplice uscita cinematografica. Il Diavolo veste Prada 2 usa Milano come dispositivo narrativo: moda, arte, hotel di lusso, ristoranti iconici e luoghi monumentali entrano nella trama come elementi identitari. Dopo il red carpet della Rinascente, con ospiti tra cui Luca Zingaretti, Roberto Bolle, Clara, Dardust, Niko Romito, il sindaco Giuseppe Sala e l’assessore Tommaso Sacchi, resta il dato editoriale più forte: Milano non fa da sfondo, ma diventa personaggio.
Per il racconto luxury, il film è già una piattaforma ad alta tracciabilità mediatica: Prada, Dolce & Gabbana, Tiffany, Rinascente, Palazzo Parigi e Villa Balbiano costruiscono una geografia del desiderio che unisce cinema internazionale, moda italiana e patrimonio urbano.
