Quasi 400 mila presenze attese, domenica sold out, Andrea Kimi Antonelli leader del Mondiale e Ferrari competitiva. Milano Luxury Life ha partecipato alla presentazione del GP d’Italia nella sede di Automobile Club Milano: dietro la gara emerge una macchina economica che coinvolge alberghi, ristorazione, shopping, infrastrutture e nuove forme di ospitalità premium.
Nella sede storica dell’Automobile Club Milano, in Corso Venezia, questa mattina il passato e il presente della Formula 1 erano fisicamente nella stessa stanza. Da una parte la Ferrari F399 del 1999, dall’altra una monoposto in scala 1:1 costruita interamente in cartapesta dai ragazzi dell’Associazione Facciavista ETS. Poco distante, l’omaggio a Ludovico Scarfiotti, ultimo pilota italiano capace di vincere il Gran Premio d’Italia a Monza al volante di una Ferrari, sessant’anni fa.
Milano Luxury Life ha partecipato alla conferenza stampa che ha aperto la settimana del Formula 1 Pirelli Gran Premio d’Italia 2026, in programma in pista dal 4 al 6 settembre, mentre dal 3 settembre Monza entra già nel clima del FuoriGP. Nella sala sedevano istituzioni, vertici dell’automobilismo e industria: Attilio Fontana, Paolo Pilotto, Martina Riva, Marco Tronchetti Provera, Geronimo La Russa, Pietro Meda e Giuseppe Redaelli; Matteo Salvini è intervenuto in collegamento, Stefano Domenicali attraverso un videomessaggio.
L’atmosfera sportiva ha una peculiarità difficile da ignorare. Andrea Kimi Antonelli arriva a Monza da leader del Mondiale, Ferrari è competitiva e la domenica è già sold out. Ma ascoltando gli interventi è emerso con altrettanta chiarezza che il Gran Premio d’Italia, oggi, va letto su una scala molto più ampia di quella del circuito.
È una delle più grandi concentrazioni di turismo internazionale, spesa, ospitalità, corporate entertainment e lavoro temporaneo che la Lombardia riesca a generare in un solo fine settimana.
Un Gran Premio da 207,8 milioni di euro
Il numero che misura meglio questa dimensione è 207,8 milioni di euro. È l’indotto stimato dal Centro Studi di Confcommercio Milano Lodi Monza Brianza per l’edizione 2026, in crescita del 7,9% rispetto allo scorso anno. Sono attesi oltre 365 mila visitatori, mentre gli organizzatori guardano alla possibilità di avvicinarsi alle 400 mila presenze complessive nelle giornate del weekend.
La geografia della spesa racconta quanto il Gran Premio abbia ormai superato i confini dell’Autodromo. Circa 106,4 milioni di euro dovrebbero rimanere nella provincia di Monza e Brianza, mentre 63,2 milioni ricadranno su Milano e sulla Città Metropolitana.
Il primo capitolo è l’ospitalità alberghiera ed extra-alberghiera, con 68,6 milioni di euro, pari al 33% dell’intero indotto. Subito dopo arriva lo shopping, con 62,2 milioni; seguono la ristorazione con 33,2 milioni, la biglietteria con 31,2 milioni e trasporti e parcheggi con 12,5 milioni. È una composizione che colloca il GP all’interno della stessa economia dei grandi appuntamenti internazionali che Milano ha imparato a utilizzare come acceleratori di attrattività: moda, design, arte, sport.

Durante la conferenza Martina Riva, assessora allo Sport, Turismo e Politiche Giovanili del Comune di Milano, ha insistito proprio su questo passaggio. Nei giorni del Gran Premio, ha spiegato, la Formula 1 entra nella città attraverso gli alberghi, i ristoranti, il commercio, i trasporti e gli eventi. Dietro i numeri dell’indotto lavorano migliaia di persone e il turismo sportivo diventa così parte della strategia di posizionamento internazionale di Milano. Le stime economiche diffuse oggi confermano questa lettura.
Milano e Monza diventano il secondo circuito del Gran Premio
Quell’indotto prende forma anche molto lontano dai cordoli. Nei giorni che precedono la gara, la Formula 1 ridisegna infatti una parte consistente della geografia di Milano e Monza: Charles Leclerc e Lewis Hamilton a Palazzo Reale, le monoposto di FuoriConcorso nel Quadrilatero, l’omaggio a Michael Schumacher all’Arco della Pace, Barilla in Piazza San Babila, la Red Bull Experience alle Terme De Montel, le iniziative di Park Hyatt e Rinascente, fino alle quattordici aree del Monza FuoriGP.
È una dimensione ormai strutturale del Gran Premio. Il circuito rimane il centro sportivo dell’evento, mentre intorno si sviluppa una piattaforma fatta di retail, hospitality, ristorazione, brand experience, concerti, installazioni e appuntamenti riservati che estende il valore della Formula 1 per diversi giorni e coinvolge pubblici molto differenti.
Milano Luxury Life ha raccolto nella guida completa agli eventi della Formula 1 a Milano e Monza 2026 tutti gli appuntamenti del FuoriGP, dai grandi eventi aperti al pubblico ai party e alle experience più esclusive.
Il paddock cambia: l’hospitality diventa parte del prodotto Formula 1
Anche all’interno dell’Autodromo il cambiamento è evidente. Il pubblico continua naturalmente a essere il centro del Gran Premio, ma attorno alla gara si è costruita un’architettura dell’ospitalità sempre più articolata.
Giuseppe Redaelli, presidente dell’Autodromo Nazionale Monza, ha illustrato l’ampliamento della capacità ricettiva del circuito: 45 tribune complessive e circa 4.200 posti aggiuntivi, nuove strutture per il pubblico, un sistema di maxischermi ulteriormente potenziato e un impianto audio permanente composto da circa 200 altoparlanti. Sono state ampliate anche le zone d’ombra, i punti per l’acqua e l’offerta food, mentre due nuove aree si aggiungono alla proposta hospitality del circuito.
Tra queste c’è la Dolce Vita Lounge, collocata all’uscita della Parabolica, con terrazza privata sulla pista, ristorazione e servizi costruiti attorno a una fruizione premium del weekend. L’Autodromo la presenta espressamente come parte della propria “Official Hospitality Monza 2026”.
È un’evoluzione che Milano Luxury Life sta seguendo da tempo. Pochi giorni fa abbiamo raccontato l’arrivo a Monza di The Out Lap, il format che porta Massimo Bottura nel cuore del weekend di Formula 1 con un’esperienza gastronomica riservata a soli dodici ospiti per servizio.
La traiettoria è ormai riconoscibile. Il biglietto continua a comprare l’accesso alla competizione, mentre una parte crescente dell’economia del Gran Premio nasce da ciò che accade intorno alla pista: ristorazione, lounge, incontri con i protagonisti, esperienze riservate, brand activation, corporate hospitality e contenuti. La Formula 1 è diventata anche una piattaforma internazionale dell’experience economy.

Venticinquemila persone dietro tre giorni di gara
C’è poi un dato pronunciato da Redaelli durante la conferenza che aiuta a comprendere la dimensione organizzativa dell’evento: circa 25 mila persone risultano coinvolte nelle due settimane che precedono e seguono il Gran Premio, considerando installazioni, allestimenti, servizi e successivo smontaggio.
È l’economia meno fotografata della Formula 1. Tecnici, addetti alla sicurezza, personale hospitality, ristorazione, steward, trasporti, manutenzione, fornitori, operatori audiovisivi e imprese lavorano molto prima che una monoposto entri sul rettilineo. A questi si sommano alberghi e ristoranti tra Milano, Monza e il resto della Lombardia, insieme all’intera filiera dei servizi destinati alle decine di migliaia di visitatori internazionali.
Paolo Pilotto ha ricordato che sono attese persone provenienti da oltre sessanta, probabilmente una settantina di nazioni. Per alcuni giorni una porzione relativamente piccola di Lombardia ospita così un pubblico che rappresenta circa un terzo dei Paesi del mondo.
Monza prepara già il 2031
La partita decisiva, tuttavia, riguarda ciò che accadrà dopo domenica. La presenza della Formula 1 a Monza è garantita dall’attuale accordo fino al 2031, mentre la concessione dell’Autodromo ad ACI è stata prolungata fino al 2044. Due orizzonti temporali differenti che spiegano perché gli interventi sull’impianto siano diventati centrali.
Il sindaco Pilotto ha annunciato l’approvazione di cinque importanti progetti di riqualificazione e ammodernamento destinati a essere realizzati da ACI. La fase più consistente dei nuovi lavori partirà immediatamente dopo il Gran Premio. La logica è chiara: arrivare alla scadenza del contratto con Formula 1 con un circuito capace di competere, sul piano infrastrutturale e dell’esperienza del pubblico, con i nuovi impianti entrati negli ultimi anni nel calendario mondiale.
Attilio Fontana ha parlato della “ragionevole convinzione” che possano esserci le condizioni per proseguire oltre il 2031. La forza di Monza resta difficilmente replicabile: un autodromo inaugurato nel 1922, immerso in un parco di oltre 700 ettari, entrato nel primo Mondiale di Formula 1 del 1950 e assente dal calendario iridato una sola volta.
Il peso della storia, però, non costituisce più da solo una garanzia. La competizione tra Gran Premi si gioca oggi anche sulla qualità delle infrastrutture, sull’hospitality, sull’organizzazione, sulla sostenibilità e sulla capacità di trasformare un fine settimana sportivo in un’esperienza internazionale.
Pirelli, da Bordino al laboratorio tecnologico della Formula 1
In questa continuità tra storia e industria si inserisce il rapporto con Pirelli. Marco Tronchetti Provera lo ha ricostruito partendo dal 1922, quando il primo Gran Premio disputato sul nuovo circuito fu vinto da Pietro Bordino su Fiat 804 equipaggiata con pneumatici Pirelli.
Il legame geografico resta particolare. Bicocca e Monza appartengono allo stesso territorio industriale e per decenni i tecnici Pirelli hanno avuto il circuito a pochi chilometri dai propri centri di sviluppo. Oggi gli pneumatici utilizzati dalle monoposto vengono progettati e testati indoor nel centro di ricerca milanese, mentre la Formula 1 continua a funzionare come un laboratorio estremo dal quale tecnologie e materiali possono trasferirsi anche al prodotto stradale.
Nel 2025 Pirelli ha celebrato proprio a Monza il traguardo dei 500 Gran Premi disputati, mentre dal 2022 è title sponsor della gara italiana. A questa relazione industriale l’azienda ha aggiunto negli ultimi anni una componente culturale: insieme a Pirelli HangarBicocca affida ad artisti italiani la progettazione dei trofei destinati al podio.
Dall’inclusione al recupero del Parco
Il Gran Premio 2026 conserva anche una componente sociale meno appariscente ma ormai strutturale. Nel paddock tornano PizzAut e L’Impronta, mentre la monoposto di cartapesta realizzata dai ragazzi di Facciavista ETS, esposta questa mattina in Corso Venezia, porta il tema dell’inclusione fuori dal circuito.
Prosegue inoltre il recupero delle eccedenze alimentari attraverso il progetto Food Donation, insieme agli interventi legati alla gestione dell’acqua, alla prevenzione e alla cura del patrimonio arboreo del Parco di Monza dopo la violenta tempesta del 2023. L’Autodromo vive infatti una condizione quasi unica nel calendario mondiale: una delle infrastrutture motoristiche più celebri al mondo esiste all’interno di un grande patrimonio storico e naturale.
È proprio questa convivenza, più che la ricerca di formule retoriche sulla sostenibilità, a rappresentare una delle sfide più complesse per il futuro del circuito.

Antonelli, Ferrari e un weekend che l’Italia aspettava
Resta naturalmente la pista. E poche edizioni recenti del Gran Premio d’Italia sono arrivate con una combinazione sportiva altrettanto favorevole.
Andrea Kimi Antonelli, vent’anni, arriva a Monza al comando della classifica mondiale. La Ferrari è in condizione di competere davanti al proprio pubblico e la domenica ha già esaurito i posti disponibili. Per ACI è anche una storia che torna alle origini: Antonelli ha iniziato il proprio percorso agonistico all’interno del sistema federale italiano prima dell’ingresso nell’orbita Mercedes.
Il 2025 aveva già portato Monza a un record: 369.041 presenze e la gara più veloce nella storia della Formula 1, vinta da Max Verstappen alla media di 250,706 km/h.
Milano Luxury Life aveva raccontato quell’edizione come la conferma del ruolo internazionale assunto nuovamente dal circuito. Gran Premio d’Italia 2025: Monza si conferma capitale mondiale della Formula 1
Dodici mesi dopo l’asticella si è spostata ancora. Quando domenica le monoposto arriveranno sulla griglia, l’immagine più immediata sarà naturalmente quella del rettilineo, delle Ferrari e delle tribune. Intorno a quella fotografia, però, si muoverà molto altro: quasi 208 milioni di euro di attività economica, decine di migliaia di lavoratori e operatori coinvolti, una rete di hospitality sempre più sofisticata, visitatori provenienti da tutto il mondo e un’infrastruttura centenaria che sta già preparando la propria prossima stagione.
Lo raccontano anche le esperienze costruite attorno al weekend: dalla grande agenda di eventi, party e appuntamenti tra Milano e Monza fino a The Out Lap, il ristorante Formula 1 per soli dodici ospiti che porta Massimo Bottura a Monza.
È questa, oggi, la vera dimensione di Monza: tre giorni di Formula 1 capaci di mettere in movimento un intero territorio e di trasformare il Gran Premio in una delle grandi settimane internazionali della Lombardia.
