Il golf in Lombardia non è più soltanto una disciplina sportiva legata a una nicchia di appassionati, ma una leva concreta di attrattività territoriale, turismo di qualità e sviluppo economico. A certificarlo sono i dati emersi dallo studio L’indotto del golf in Lombardia, presentato in occasione del lancio del progetto “Open Horizons: Lombardia, Capitale del Golf”, promosso da Assolombarda in collaborazione con Federgolf Lombardia e Confindustria Lombardia.
Secondo l’analisi realizzata da EY-Assolombarda, il comparto golfistico lombardo genera un valore economico complessivo compreso tra 165 e 185 milioni di euro, sommando ricavi diretti, turismo, attrezzature e impatto dei grandi eventi. Un risultato che conferma la Lombardia come il primo polo golfistico d’Italia e accende i riflettori su una filiera capace di dialogare in modo naturale con il mondo dell’hospitality, del lifestyle e dell’esperienza premium.
Lombardia capitale del golf in Italia
I numeri parlano con chiarezza. La Lombardia ospita 65 circoli affiliati alla Federazione Italiana Golf, pari al 18% del totale nazionale, e conta oltre 27.000 tesserati, ossia il 29% di tutti i golfisti italiani. Un primato che colloca la regione davanti a Piemonte, Veneto e Lazio, rafforzandone il ruolo strategico all’interno del panorama sportivo e turistico nazionale.
Ma il dato più interessante riguarda la capacità del golf di incidere sul territorio ben oltre il perimetro dei campi. Lo studio ha infatti ricostruito quattro direttrici di impatto economico: i ricavi diretti dei circoli, stimati tra 59 e 62 milioni di euro; il turismo golfistico, che vale tra 103 e 118 milioni; la vendita di attrezzatura e abbigliamento, con un contributo compreso tra 3 e 5 milioni; e infine il peso dei grandi eventi, con l’Open d’Italia capace di generare tra 8 e 9 milioni di euro nelle edizioni ospitate in Lombardia.
Il turismo golfistico in Lombardia vale oltre 100 milioni di euro
È soprattutto il segmento del turismo golfistico in Lombardia a rappresentare la voce più rilevante e, insieme, quella con il maggiore margine di crescita. Il visitatore straniero che sceglie la regione per una vacanza legata al golf spende mediamente tra 300 e 500 euro al giorno, una cifra superiore del 120% rispetto a quella di un turista tradizionale. Non solo: soggiorna in media tra 4 e 7 giorni e tende a visitare più circoli nel corso dello stesso viaggio.
Si tratta di un profilo particolarmente interessante per il sistema lombardo dell’ospitalità d’alta gamma, perché combina permanenza più lunga, maggiore capacità di spesa e attenzione alla qualità dell’esperienza complessiva. In questo scenario, il golf si intreccia perfettamente con il racconto del lusso contemporaneo: paesaggio, benessere, ospitalità, ristorazione, mobilità e scoperta del territorio diventano parti di un’unica esperienza.
Nel 2023 i green fee pagati da turisti internazionali nei circoli lombardi sono stati circa 160.000, confermando una crescita costante della domanda estera. A distinguersi sono soprattutto i club situati nelle aree lacustri, in particolare nelle province di Como, Brescia, Lecco e Varese, dove la presenza di campi affacciati sui laghi o integrati con resort e hotel contribuisce a generare ricavi medi più elevati.
Golf, hotellerie e grandi eventi: un ecosistema premium
Per una testata come Milano Luxury Life, il dato più significativo non è solo economico, ma culturale. Il golf si conferma infatti uno dei linguaggi più efficaci per raccontare una Lombardia elegante, internazionale e capace di attrarre viaggiatori ad alto potere d’acquisto provenienti da mercati chiave come Germania, Austria, Svizzera e Paesi scandinavi.
In questo contesto, il progetto Open Horizons e il futuro Golf Tour Assolombarda 2026 si inseriscono come strumenti utili a connettere i circoli con la filiera dell’impresa, dell’ospitalità e del turismo, portando l’immagine della Lombardia golfistica sui mercati internazionali. Un’operazione che valorizza non solo lo sport, ma anche il territorio come destinazione esperienziale di alto livello.
Anche il capitolo dedicato ai grandi eventi conferma la forza attrattiva del settore. Quando l’Open d’Italia si svolge in Lombardia, l’affluenza media di spettatori risulta superiore del 123% rispetto alle edizioni ospitate altrove in Italia negli ultimi dieci anni. Le circa 30.000 presenze nei quattro giorni di gara generano un impatto diretto su ospitalità, ristorazione e servizi locali stimato tra 8 e 9 milioni di euro. A questo si aggiunge il valore, difficilmente misurabile ma enorme, della visibilità mediatica internazionale: basti pensare che la Ryder Cup 2023 disputata a Roma ha raggiunto oltre 620 milioni di telespettatori in 190 Paesi.
Il futuro del golf in Lombardia passa da accessibilità e promozione
Dallo studio emerge anche una direzione precisa per il futuro: costruire un ecosistema sempre più integrato tra sport, turismo e cultura, migliorare i collegamenti verso le destinazioni golfistiche periferiche, sviluppare campagne di promozione internazionale coordinate e superare definitivamente la percezione elitaria di questo sport.
Il punto centrale è proprio questo: il golf può diventare un asset ancora più forte se saprà aprirsi a famiglie, giovani e imprese, ampliando la propria base e rafforzando il suo ruolo come motore di sviluppo. In Lombardia esistono già le condizioni ideali per compiere questo salto: club storici, paesaggi d’eccellenza, infrastrutture ricettive di qualità e una reputazione internazionale consolidata.
Un’opportunità strategica per il luxury tourism
Alla luce di questi dati, il golf in Lombardia si rivela un driver di crescita per il luxury tourism, un alleato dell’hotellerie e un formidabile strumento di posizionamento territoriale. In una fase in cui le destinazioni competono sempre di più sulla qualità dell’esperienza e sulla capacità di intercettare pubblici internazionali ad alta spesa, la Lombardia può giocare una partita da protagonista.
Il golf, oggi, diventa così un simbolo di uno stile di vita raffinato ma concreto, capace di unire sport, impresa, ospitalità e bellezza del territorio. Ed è proprio in questa sintesi che si riconosce il potenziale di una regione pronta a consolidarsi non solo come prima area golfistica d’Italia, ma come riferimento autorevole anche nello scenario europeo.

