MILANO – Vestiaire Collective, l’app leader al mondo per la moda pre-loved con più di 5 milioni di articoli da oltre 80 Paesi, ha svelato i dati di ricerca di luglio 2022, che dimostrano l’effetto diretto dei trend visti in passerella e per le strade di Parigi e Milano durante le recenti fashion week.

Rispetto allo scorso anno, Vestiaire Collective ha rilevato un aumento del 54% nelle ricerche di “denim” svolte nelle ultime due settimane. Questo importante risultato si è raggiunto grazie all’introduzione, da parte di diversi brand tra cui Prada, di alcuni total look in denim.

Il boom si deve anche a Diesel

Il boom si deve anche a Diesel: nello stesso periodo, i modelli d’ispirazione vintage firmati Glenn Martens hanno registrato un incredibile +288%. Oltre il 60% di queste ricerche riguardavano la nuova it-bag di Diesel, 1dr o la categoria borse.

Oltre all’incredibile collaborazione per il Pride con il campione olimpico inglese Tom Daley, Ami Paris ha rubato la scena della fashion week uomo di Parigi con una sfilata all’esterno dalla famosa chiesa del Sacro Cuore di Montmartre, davanti al tramonto parigino.

Le ricerche sono aumentate del 50% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso per il brand.

Il lavoro di JW Anderson per Loewe continua ad entusiasmare i fashion lover: in questa stagione, piante ed erbe hanno impreziosito le sue creazioni in passerella.

Schizzano le ricerche su Vestiaire Collective

Questo approccio sorprendente e originale ha fatto schizzare le ricerche su Vestiaire Collective del 24% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Le intramontabili borse Puzzle e Basket rimangono tra le più desiderate.

Ispirato dal suo matrimonio imminente, Jacquemus ha ricevuto i suoi ospiti in una splendida miniera di sale in Provenza in occasione della sua sfilata, incentrata su pezzi total white e colori neutri, con un conseguente aumento delle ricerche del 23% rispetto allo spesso periodo dell’anno scorso.

Le categorie più cliccate sono state (come sempre) le borse e i cappelli, soprattutto il modello “Bambino”.

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Francesco Russo

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