Giovanna Vitelli alla guida di Altagamma: il lusso italiano sceglie la cultura del mare

by Francesco Russo

Dal 1° giugno 2026 la presidente di Azimut|Benetti assume la guida della Fondazione per il triennio 2026–2028. Una nomina che porta al centro dell’alto di gamma italiano nautica, industria culturale, sostenibilità, ospitalità e nuova competitività internazionale.

Il lusso italiano cambia passo quando affida il proprio racconto a chi conosce il mare. Con l’inizio del mandato di Giovanna Vitelli alla presidenza di Fondazione Altagamma, dal 1° giugno 2026, l’alta industria culturale e creativa italiana entra in una fase che porta con sé un segnale preciso: il Made in Italy d’eccellenza guarda sempre più alla trasversalità, ai territori, alla sostenibilità, alle nuove generazioni e alla forza industriale dei suoi campioni globali.

Presidente di Azimut|Benetti, gruppo simbolo della nautica italiana nel mondo, Vitelli succede a Matteo Lunelli, presidente e CEO del Gruppo Lunelli, che ha guidato Altagamma per due mandati dal 2020. La sua designazione, proposta dal consiglio dei saggi composto da Santo Versace, Leonardo Ferragamo e Claudio Luti, ha il valore di una scelta profondamente coerente con il tempo presente.

Altagamma raccoglie una grammatica italiana fatta di moda, design, gioielleria, alimentare, ospitalità, motori, nautica, wellness e cultura dell’esperienza. In questo atlante, Giovanna Vitelli porta una sensibilità particolare: quella di un’imprenditrice cresciuta dentro una grande impresa familiare, abituata a ragionare in termini di prodotto, industria, mercati internazionali, tecnologia, territori e futuro del mare.

Una nomina che allarga il perimetro del lusso italiano

La presidenza Vitelli arriva in un momento in cui il lusso italiano ha bisogno di raccontarsi in modo più ampio. La moda resta centrale, il design resta fondativo, la gioielleria continua a esprimere valore, l’ospitalità è sempre più strategica, l’automotive alimenta immaginario e performance. La nautica, però, aggiunge una dimensione ulteriore: spazio, viaggio, architettura mobile, ingegneria, artigianato, relazione con l’acqua, responsabilità ambientale.

Lo yacht è uno degli oggetti più complessi del lusso contemporaneo. Racchiude design, tecnologia, materiali, comfort, sicurezza, personalizzazione, filiera, alta manifattura e servizio. È casa, mezzo di navigazione, luogo privato, esperienza, status, libertà. Portare una figura della nautica alla guida di Altagamma significa riconoscere che il mare è ormai uno dei territori più sofisticati dell’alto di gamma italiano.

La scelta assume ancora più forza se letta accanto al consolidamento del Salone Nautico di Venezia, all’interesse crescente per la nautica sostenibile e al ruolo internazionale dei cantieri italiani. Il mare non è più soltanto una cornice del lifestyle. È una delle piattaforme industriali e culturali attraverso cui l’Italia può parlare al mondo.

Giovanna Vitelli, dall’impresa familiare alla leadership globale

Il percorso di Giovanna Vitelli unisce formazione giuridica, cultura d’impresa e responsabilità familiare. Laureata in Giurisprudenza, ha lavorato nello studio Bonelli, Erede & Pappalardo fino al 2004, prima di entrare nel gruppo fondato nel 1969 dal padre Paolo Vitelli. Da lì ha contribuito alla crescita di Azimut|Benetti, assumendo la vicepresidenza nel 2016 e la presidenza nel 2023.

È una traiettoria che racconta una leadership costruita nel tempo, dentro un settore complesso e storicamente molto maschile, dove autorevolezza e competenza si misurano su cantieri, progettazione, mercati, armatori, tecnologia, prodotto e capacità di anticipare il gusto.

Azimut|Benetti è oggi un riferimento mondiale nella costruzione di megayacht. La conferma del primato per il ventiseiesimo anno consecutivo nel Global Order Book colloca il gruppo dentro una continuità industriale rara. Ma il dato più interessante riguarda la capacità di evolvere: nuovi modelli, investimenti in infrastrutture, sostenibilità, materiali, propulsioni ibride, rapporto con le nuove generazioni di owner.

La leadership di Vitelli ha il profilo di chi conosce l’eredità, ma lavora sul futuro. Una qualità essenziale per Altagamma.

Il mare come cultura industriale

In Italia il mare è spesso raccontato come bellezza, vacanza, paesaggio, desiderio. La nautica di alta gamma ne rivela un’altra dimensione: il mare come cultura industriale.

Dietro ogni yacht ci sono progettisti, ingegneri, architetti, designer, artigiani, tecnici, maestranze specializzate, fornitori, software, materiali compositi, lavorazioni del legno, acciaio, fibra di carbonio, elettronica, sistemi energetici, refit, marina, servizi, gestione dell’esperienza. È una filiera che somiglia alla moda per ossessione del dettaglio, al design per cultura dello spazio, all’automotive per tecnologia, all’hotellerie per attenzione al comfort.

Giovanna Vitelli porta in Altagamma questa consapevolezza: il lusso italiano è forte quando riesce a tenere insieme creatività e industria, bellezza e competenza, gesto artigianale e scala internazionale.

La nautica, in questo senso, rappresenta un laboratorio perfetto. Ogni progetto richiede personalizzazione estrema, qualità manifatturiera, innovazione tecnologica, sicurezza, relazione con l’ambiente e capacità di interpretare stili di vita sempre più sofisticati.

L’alta gamma come ecosistema

Altagamma nasce per rappresentare le imprese italiane dell’eccellenza. La sua forza sta nella trasversalità. Il Made in Italy di alta gamma non vive per compartimenti separati: una maison di moda dialoga con l’hotellerie, un brand di design con la ristorazione, un cantiere nautico con l’architettura, una casa automobilistica con l’orologeria, un gruppo del vino con il turismo esperienziale.

Il cliente globale dell’alto di gamma non ragiona più soltanto per categorie. Cerca mondi coerenti. Una borsa, un hotel, uno yacht, una spa, una cantina, una residenza, un’auto, un gioiello o un ristorante appartengono alla stessa costellazione quando esprimono qualità, identità, servizio e memoria.

La presidenza Vitelli può rafforzare proprio questa lettura. Il lusso italiano ha bisogno di presentarsi come sistema: un ecosistema di imprese capaci di costruire valore economico, culturale e simbolico. La forza dei singoli brand resta decisiva, ma il racconto complessivo del Paese diventa sempre più importante.

Sostenibilità e nuove generazioni

La sostenibilità sarà uno dei terreni più delicati del triennio 2026–2028. Per la nautica, come per moda, design, ospitalità e automotive, il tema non può restare nella comunicazione. Deve entrare nella materia: processi, energia, logistica, materiali, filiere, tracciabilità, ciclo di vita, formazione, manutenzione, uso responsabile delle risorse.

Azimut|Benetti ha già indicato una direzione attraverso investimenti, ricerca, modelli con minore impatto, soluzioni ibride, alleggerimento dei materiali e nuove modalità di vivere il mare. Questa esperienza può dialogare con le altre anime di Altagamma, perché tutte le industrie dell’alto di gamma si confrontano con la stessa questione: continuare a produrre desiderio aumentando responsabilità, trasparenza e qualità reale.

Le nuove generazioni osservano il lusso con uno sguardo diverso. Chiedono coerenza, impatto misurabile, cultura del lavoro, autenticità, innovazione. Il prodotto resta fondamentale, ma viene valutato dentro una cornice più ampia: chi lo produce, come lo produce, quale storia racconta, quale relazione costruisce con il territorio e con il futuro.

La presidenza Vitelli può portare su questo punto una sensibilità concreta, maturata in un settore dove l’innovazione sostenibile è già parte della competizione globale.

Ospitalità, montagna e stile italiano

La biografia imprenditoriale di Giovanna Vitelli aggiunge un’altra dimensione interessante: l’ospitalità. Il suo percorso include anche attività nell’hotellerie montana di alta gamma, con l’Hôtellerie de Mascognaz in Valle d’Aosta e il Grand Hotel des Alpes a Chamonix.

Questo dettaglio è tutt’altro che marginale. Racconta una figura capace di attraversare mare e montagna, yacht e hotellerie, impresa industriale e cura dell’esperienza. È proprio questa la nuova geografia del lusso italiano: luoghi, servizi, architetture, paesaggi, relazioni, tempo, benessere.

Il turismo alto di gamma e l’ospitalità sono leve sempre più centrali per il Paese. L’Italia possiede città d’arte, coste, borghi, montagne, laghi, cantine, design, moda, cucina, wellness, artigianato. Ma per trasformare questo patrimonio in valore stabile serve qualità gestionale, infrastruttura, formazione, internazionalizzazione, capacità di attrarre clientela globale e trattenere talenti.

Altagamma lavora esattamente su questo terreno: rendere il bello italiano competitivo, strutturato e contemporaneo.

Il passaggio da Matteo Lunelli

Il cambio al vertice avviene dopo la presidenza di Matteo Lunelli, che ha guidato la Fondazione dal 2020 in un periodo complesso per il lusso mondiale: pandemia, ripresa, trasformazione dei consumi, inflazione, nuove priorità del cliente internazionale, centralità della sostenibilità e del turismo.

L’arrivo di Giovanna Vitelli apre una nuova stagione senza cancellare la continuità. Il passaggio di consegne preparato con largo anticipo conferma la volontà della Fondazione di muoversi con metodo, garantendo stabilità e chiarezza alle imprese associate.

La scelta ha anche un valore simbolico. Dopo un imprenditore del vino e dell’ospitalità come Lunelli, arriva una leader della nautica. Due settori diversi, una stessa matrice: eccellenza italiana, cultura del territorio, rapporto con il tempo, attenzione all’esperienza, internazionalizzazione.

È il segno di un’Altagamma sempre più ampia, meno confinata in una sola idea di lusso, più vicina alla complessità reale dello stile di vita italiano.

La leadership femminile nell’alto di gamma

La nomina di Giovanna Vitelli porta anche al centro una leadership femminile autorevole in uno dei luoghi più rappresentativi dell’industria italiana di eccellenza. Il tema ha un peso particolare perché arriva dalla nautica, settore in cui la presenza femminile ai vertici ha tradizionalmente avuto percorsi più complessi.

Vitelli incarna un modello di guida che unisce cultura giuridica, esperienza industriale, radicamento familiare e apertura internazionale. Non una leadership costruita sulla sola rappresentanza, ma sulla gestione di un gruppo globale, sulla comprensione del prodotto e sulla capacità di interpretare mercati sempre più sofisticati.

Per il lusso italiano, questo conta. Le imprese dell’alto di gamma hanno bisogno di leadership capaci di tenere insieme numeri e sensibilità, mercati e territorio, innovazione e memoria, crescita e cultura.

Il mondo osserva l’Italia anche attraverso le persone che la rappresentano. In questo senso, la presidenza Vitelli racconta un Paese imprenditoriale, competente, internazionale, consapevole della propria eredità e pronto a ridefinirne il linguaggio.

Le priorità del triennio

Il triennio 2026–2028 si apre con sfide importanti. Competitività internazionale, dazi e geopolitica, mercati asiatici e mediorientali, turismo alto di gamma, sostenibilità, nuove competenze, transizione tecnologica, tutela dei mestieri, attrazione dei talenti, lotta alla contraffazione, valorizzazione delle filiere.

Altagamma dovrà continuare a rafforzare il dialogo con le istituzioni, sostenere la promozione del Made in Italy, favorire studi e ricerche, alimentare formazione e cultura manageriale, proteggere il valore delle imprese di eccellenza e promuovere l’Italia come piattaforma globale del bello, del buono e del ben fatto.

La presidenza Vitelli può portare al centro anche un tema essenziale: l’Italia come luogo di produzione, non soltanto come luogo di narrazione. Il lusso nasce quando il racconto ha una base industriale solida. Quando il desiderio poggia su competenze reali. Quando il prodotto mantiene profondità.

Il mare entra nel lessico dell’eccellenza italiana

La nomina di Giovanna Vitelli dice che la nautica non è più un settore laterale nel racconto del lusso italiano. È una delle sue massime espressioni. Costruire yacht significa progettare bellezza in movimento, portare il design sull’acqua, trasformare l’ingegneria in esperienza, dare forma a un’idea di libertà che il mondo associa sempre più allo stile italiano.

Il mare diventa così una chiave per leggere il futuro dell’alto di gamma. Un futuro fatto di spazi privati, viaggi su misura, rapporto con la natura, tecnologie più pulite, comfort evoluto, artigianato specializzato, nuove geografie del desiderio. Giovanna Vitelli arriva alla guida di Altagamma con questa cultura. E porta con sé una domanda decisiva: come può l’Italia continuare a essere il Paese più desiderato quando il mondo cambia così rapidamente?

La risposta passa da imprese capaci di restare fedeli alla propria identità e, insieme, di anticipare il tempo. Da brand che sappiano custodire la memoria e costruire esperienze nuove. Da manager che conoscano il prodotto e i mercati. Da filiere che sappiano innovare senza perdere la mano. Da luoghi che diventino ambasciatori del Paese.

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