Gattullo, il gusto di Milano da 65 anni: la storia di un luogo che ha attraversato generazioni

by Francesco Russo
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Dall’Ambrogino d’Oro al passaggio di testimone a Vincenzo Dascanio, viaggio nella pasticceria di Porta Lodovica che da oltre sei decenni accompagna la vita della città

Milano cambia continuamente volto: cambiano i quartieri, cambiano le insegne, cambiano le abitudini e persino il modo di vivere la città. Eppure esistono luoghi che sembrano attraversare il tempo con una naturalezza sorprendente, senza mai diventare musei di sé stessi. Gattullo è uno di questi.

Affacciata su Piazzale di Porta Lodovica dal 1° maggio 1961, la storica pasticceria milanese è una delle rare attività capaci di raccontare l’evoluzione della città attraverso le proprie sale, i propri clienti e una cultura dell’accoglienza che da sessantacinque anni continua a rappresentarne il tratto distintivo.

In occasione dell’importante anniversario, Milano Luxury Life ha già raccontato i festeggiamenti per i primi 65 anni di attività nel nostro approfondimento dedicato alla storica insegna di Porta Lodovica. Oggi vogliamo andare oltre la cronaca e raccontare perché Gattullo continui a occupare un posto speciale nell’immaginario milanese.

Per leggere l’articolo dedicato all’anniversario: https://www.milanoluxurylife.it/gattullo-65-anni-pasticceria-milano-porta-lodovica/

Gattullo Milano

La storia di un sogno partito dalla Puglia

La storia di Gattullo coincide con quella del suo fondatore, Giuseppe Gattullo. Nel dopoguerra lascia la Puglia per trasferirsi a Milano con un obiettivo preciso: diventare pasticcere. Prima di aprire la propria attività si forma in alcune delle realtà più prestigiose della città, tra cui Motta Alemagna, Besana, Sant’Ambroeus e San Babila, costruendo una competenza che diventerà il fondamento del suo futuro successo. Quando inaugura il locale nel 1961, Gattullo è una pasticceria di quattro vetrine. Nessuno può immaginare che diventerà uno degli indirizzi più iconici della città. Eppure accade proprio questo.

La qualità dei prodotti, l’attenzione ai dettagli e soprattutto la straordinaria capacità di creare relazioni autentiche trasformano rapidamente il locale in un punto di riferimento per residenti, studenti, professionisti, artisti e sportivi. Un luogo dove ci si incontra, si conversa e si torna, giorno dopo giorno. Nel 1980 la città riconosce il valore di questo percorso conferendo a Giuseppe Gattullo l’Ambrogino d’Oro, una delle massime onorificenze milanesi.

Gli anni d’oro di Domenico Gattullo

Se il fondatore ha costruito le fondamenta, Domenico Gattullo ha trasformato l’attività in una vera istituzione cittadina. Dopo esperienze formative a Parigi presso Chez Maxim’s e a Venezia da Cipriani, porta a Milano una sensibilità internazionale che contribuisce ad ampliare l’offerta e ad aprire nuovi momenti di consumo. Sono gli anni in cui nascono alcune delle specialità che ancora oggi caratterizzano il locale.

È l’epoca dei celebri panini Gattullo, della Focaccia di Papà Gattullo, del Gattullino, del Foresta Nera e del Bocconiano. Sono gli anni del “Domenichino”, il cocktail a base Campari ideato da Domenico e diventato una firma riconoscibile dell’aperitivo milanese.
Durante la cosiddetta golden age dei paninari, Gattullo diventa uno degli indirizzi più frequentati della città. Tra i clienti abituali compaiono giornalisti, attori, professionisti e personaggi dello spettacolo. Tra le citazioni più celebri resta quella di Beppe Viola, che davanti a uno dei panini della casa amava ripetere: “Al confine del palato… il gozzo gode”.

La colazione che fa parte della città

Ogni milanese ha il proprio rito e per molti, quel rito inizia ancora oggi da Gattullo. La colazione è probabilmente il momento che meglio racconta l’anima del locale. Tra le proposte più richieste spicca la celebre sfoglia al mirtillo, diventata negli anni uno dei prodotti simbolo della pasticceria. Accanto alle specialità tradizionali trovano spazio opzioni vegane e proposte dedicate a esigenze alimentari diverse, segno di una realtà che ha saputo evolversi senza tradire le proprie radici.

Anche la pasticceria da banco continua a rappresentare uno degli elementi distintivi dell’insegna. Torte iconiche come Primavera, Carmelina e Fabiola convivono con biscotti, praline, lievitati stagionali e grandi classici della tradizione milanese.

Un design che racconta un’altra Milano

Entrare da Gattullo significa anche fare un viaggio nella Milano degli anni Settanta. Il locale conserva infatti un’identità architettonica unica, progettata da Arredamenti Scarpa con un concept ispirato al mondo nautico. La rosa dei venti all’ingresso e il caratteristico bancone curvo richiamano il ponte di una nave e contribuiscono a creare un’atmosfera immediatamente riconoscibile.

Nel corso del tempo gli spazi sono stati aggiornati e reinterpretati, ma senza alterarne il carattere originario. Un equilibrio raro tra memoria e contemporaneità che contribuisce a rendere Gattullo uno dei luoghi più autentici della città.

Gattullo Milano

Il nuovo capitolo firmato Vincenzo Dascanio

L’inizio del 2026 ha aperto una nuova fase della storia di Gattullo. La storica insegna è entrata infatti nell’universo creativo di Vincenzo Dascanio, imprenditore, designer e floral artist tra i più apprezzati del panorama italiano. La scelta più interessante, tuttavia, non è stata quella di trasformare radicalmente il locale. Al contrario, Dascanio ha scelto di preservarne l’identità, rispettandone il patrimonio culturale, la memoria e il rapporto con il territorio. Un approccio che conferma come il vero lusso contemporaneo non coincida necessariamente con il cambiamento, ma con la capacità di custodire ciò che possiede valore.

Molto più di una pasticceria

Ridurre Gattullo a una semplice insegna gastronomica sarebbe un errore. Per sessantacinque anni ha accompagnato colazioni, incontri di lavoro, aperitivi, compleanni, lauree, ricorrenze familiari e momenti quotidiani di migliaia di milanesi. È uno di quei luoghi che resistono alle mode perché non hanno mai inseguito le mode.

Mentre Milano continua a reinventarsi, Gattullo resta una presenza rassicurante nel tessuto urbano della città. Un luogo dove il tempo sembra rallentare, dove la qualità continua a essere una scelta quotidiana e dove ogni tavolino custodisce, in fondo, un frammento di storia milanese. Sessantacinque anni dopo quel primo giorno del 1961, il segreto è probabilmente ancora tutto qui.

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