Eataly alla Radice: la nuova filiera trasparente del Made in Italy

by Francesco Russo
Eataly alla Radice

Con il progetto Eataly alla Radice, il gruppo Eataly inaugura una nuova era di trasparenza e tracciabilità nella filiera agroalimentare italiana.
Presentato ufficialmente con la prima linea di pasta di semola di grano duro (spaghetti, linguine, rigatoni e paccheri) il progetto nasce con il coordinamento scientifico dell’Università degli Studi di Palermo e di Slow Food Italia, con la certificazione indipendente di RINA, multinazionale attiva in oltre 70 paesi.

Il cuore dell’iniziativa è un disciplinare tecnico di filiera che definisce requisiti misurabili e verificabili per garantire la qualità, la sostenibilità e l’identità dei prodotti, guidando i produttori in un percorso di miglioramento continuo.
Un modello che si fonda sui principi dell’agroecologia e che guarda al futuro della produzione alimentare come a un sistema integrato, resiliente e rispettoso del pianeta.

Andrea Cipolloni (CEO Eataly Group): “Un passo avanti per un modello di filiera trasparente”

Nel suo intervento, Andrea Cipolloni, CEO di Eataly Group, ha sottolineato il valore strategico del progetto:

“Siamo orgogliosi di presentare Eataly alla Radice con la prima filiera dedicata alla nostra pasta, simbolo della nostra cultura gastronomica. Questo progetto rappresenta un passo importante nel nostro impegno per costruire un modello di filiera tracciata e trasparente, a beneficio dei nostri clienti e dei produttori con i quali collaboriamo. L’auspicio è che questo percorso possa presto estendersi anche ad altre filiere della linea Eataly Icons, rafforzando il legame tra eccellenza italiana, responsabilità e innovazione.”

Chiara Murano (Head of Sustainability Eataly): “Alla radice dei nostri valori”

Durante la conferenza stampa, Chiara Murano, Head of Sustainability di Eataly, ha raccontato la genesi e la filosofia del progetto con parole che trasmettono visione e concretezza:

“Questo è un progetto nato molto tempo fa e ci stiamo lavorando con un team multidisciplinare da oltre un anno. Abbiamo incontrato produttori di grano che hanno scelto di aderire ai nostri valori, accompagnando mulino e pastificio in un percorso di miglioramento. Tutto ciò è stato cristallizzato in un disciplinare tecnico di filiera che raccoglie i requisiti imprescindibili del progetto, a cui tutta la filiera deve conformarsi.”

Chiara Murano, Head of Sustainability di Eataly

Murano ha poi illustrato le quattro aree di impatto su cui si fonda il disciplinare: Terra, Clima, Acqua e Identità.

“L’area Terra raccoglie i requisiti di gestione agronomica ispirati ai principi dell’agroecologia.
L’area Clima prevede l’impegno alla riduzione dei consumi energetici e delle emissioni, con un miglioramento del 5% ogni anno.
L’area Acqua punta a diminuire i consumi idrici nelle fasi di trasformazione, mentre l’area Identità valorizza il rapporto tra prodotto, filiera, territorio e tradizione.”

Infine, ha evidenziato il valore dei partner coinvolti:

“Abbiamo al nostro fianco Slow Food Italia, che ha sviluppato l’etichetta narrante per raccontare in modo trasparente i valori del progetto, e l’Università di Palermo, con il professor Sottile, che ci ha aiutato a declinare i principi dell’agroecologia. RINA, organismo di certificazione internazionale, ha validato i requisiti del disciplinare e condotto verifiche in campo presso tutti gli attori della filiera, dalle aziende agricole al pastificio. Questo ci permette di comunicare i valori del progetto con indipendenza e credibilità.”

Simona Gullace (RINA): “Tracciabilità e coerenza a beneficio del consumatore”

A spiegare il ruolo del gruppo RINA è Simona Gullace, Head of Food Product Management:

“RINA ha avuto il compito di validare i contenuti del disciplinare, assicurandosi che ogni pilastro tecnico fosse supportato da requisiti oggettivi e misurabili. La verifica ha poi valutato che tali requisiti fossero effettivamente applicati in ogni fase della filiera. Questo processo rafforza la fiducia delle parti interessate e mette in luce l’impegno costante di Eataly nell’offrire prodotti di eccellenza.”

Eataly alla Radice

Una filiera d’eccellenza che parte dal grano e arriva alla tavola

La prima applicazione di Eataly alla Radice coinvolge tre protagonisti d’eccellenza della produzione agroalimentare italiana:

  • Fondazione Siniscalco Ceci Emmaus e ATS Agri, aziende agricole foggiane impegnate in progetti sociali e ambientali;
  • Molino De Vita, realtà familiare dei Monti Dauni, iscritta al Registro delle Eccellenze Italiane;
  • Premiato Pastificio Afeltra di Gragnano, simbolo della tradizione artigianale italiana, dove la trafilatura al bronzo e la lenta essiccazione preservano il sapore autentico del grano.

Dal 15 ottobre 2025, i primi quattro formati di pasta Eataly alla Radice sono disponibili sugli scaffali, ognuno con QR Code interattivo che rimanda all’etichetta narrante di Slow Food Italia, per scoprire l’intera storia della filiera.

Un racconto di identità e trasparenza

In un’epoca in cui il consumatore chiede verità e sostenibilità, Eataly alla Radice si pone come manifesto dell’autenticità italiana: una pasta che non solo racconta da dove viene, ma anche come e perché nasce.
A partire dal 25 ottobre, in occasione della Giornata Mondiale della Pasta, lo Spaghetto Eataly entrerà anche nei menu dei ristoranti del brand, diventando il primo piatto identitario del progetto.

Related Posts

Leave a Comment