DiBALDO Spirits al Milord di Christian Lodi: quando la mixology italiana incontra l’arte olfattiva

by Francesco Russo
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Milano ha accolto DiBALDO Spirits in uno dei suoi indirizzi più riconoscibili per chi ama la miscelazione contemporanea: il Milord di Christian Lodi, in Piazza Bernini. Una serata costruita attorno a una drink list dedicata e a un’idea precisa di bere bene: non il cocktail come semplice gesto conviviale, ma come composizione aromatica, racconto di botaniche, memoria olfattiva e materia trasformata in esperienza.

Milano Luxury Life ha partecipato alla presentazione di DiBALDO Spirits, ospitata mercoledì 10 giugno 2026 al Milord – Milano, il locale di Christian Lodi che negli ultimi anni ha saputo costruire una propria identità nel panorama della mixology cittadina. L’evento, annunciato con il claim “Un nuovo spirito prende forma”, ha portato a Milano l’universo sensoriale di un marchio italiano che interpreta gli spirits con un approccio raro: quello di un profumiere applicato al mondo della distillazione.

La serata al Milord ha avuto il merito di raccontare DiBALDO nel modo più naturale: attraverso l’assaggio, il servizio, la conversazione e una drink list pensata per far emergere il carattere dei prodotti. Un contesto ideale per un brand che non nasce per inseguire le mode della miscelazione, ma per portare nel bicchiere una cultura aromatica stratificata, quasi sartoriale.

DiBALDO, dalle colline riminesi alla scena internazionale degli spirits

DiBALDO nasce nel 2014 a Santarcangelo di Romagna da Baldo Baldinini, profumiere e ricercatore olfattivo riconosciuto a livello internazionale. Il progetto prende forma dall’incontro tra la cultura della profumeria e l’arte della distillazione, con l’obiettivo di sviluppare un linguaggio sensoriale inedito nel mondo degli spirits.

È questo il punto che rende DiBALDO interessante per Milano Luxury Life. Il brand non lavora soltanto sulla ricetta, ma sulla costruzione aromatica. Ogni prodotto viene pensato come una composizione, in cui gusto e olfatto dialogano secondo logiche affini a quelle della creazione di una fragranza. Il risultato è una collezione di distillati, vermouth, bitter e aperitivi con profili complessi, identitari, costruiti attraverso una ricerca continua sulle materie prime e sui processi di estrazione.

Nel panorama sempre più competitivo della mixology, DiBALDO si distingue perché sposta l’attenzione dal semplice prodotto alla profondità sensoriale. Non basta bere: bisogna riconoscere, percepire, attraversare un equilibrio di note, intensità, persistenze e ritorni aromatici.

Il Milord di Christian Lodi, una casa milanese per la nuova mixology

La scelta del Milord non è stata casuale. Il locale di Christian Lodi, in Piazza Bernini, è uno di quegli indirizzi milanesi che lavorano sulla relazione tra accoglienza, cocktail culture e identità del luogo. Non un bar impersonale, ma uno spazio dove la miscelazione diventa racconto di ospitalità, cura del dettaglio e presenza del padrone di casa.

Christian Lodi ha costruito attorno al Milord un’atmosfera riconoscibile: elegante senza rigidità, conviviale senza perdere precisione, contemporanea ma non rumorosa. Per una presentazione come quella di DiBALDO Spirits, il contesto ha funzionato molto bene. La drink list dedicata ha permesso agli ospiti di avvicinarsi al brand attraverso il modo più autentico: il bicchiere.

In una città che vede moltiplicarsi cocktail bar, aperture e format legati alla mixology, il Milord conserva un tratto personale. La sua forza sta proprio nella capacità di trasformare la serata in esperienza, e non soltanto in degustazione. Per DiBALDO, questa qualità era essenziale: un progetto così fortemente basato su profumo, tempo e botaniche aveva bisogno di un luogo capace di ascoltarne la complessità.

Botaniche, profumo e distillazione: il metodo DiBALDO

La filosofia DiBALDO nasce da un principio chiave: trasformare la degustazione in un’esperienza sensoriale completa. La produzione si fonda su un lavoro sistematico di selezione delle botaniche e di studio delle loro potenzialità aromatiche.

Piante, spezie, erbe, radici, fiori e agrumi diventano strumenti creativi. Ogni materia prima viene scelta in base alla qualità e alla resa aromatica, senza vincoli territoriali rigidi. Una stessa botanica può generare risultati completamente diversi a seconda della tecnica utilizzata: distillazione, macerazione, infusione, tinture, alcolati, estratti.

Questa impostazione rende il lavoro di DiBALDO più vicino alla profumeria che alla produzione standardizzata di spirits. La materia prima non viene trattata come ingrediente generico, ma come voce di una composizione. Il compito di Baldo Baldinini è ascoltarla, trasformarla, metterla in equilibrio con le altre componenti e costruire un profilo finale coerente.

La lavorazione avviene internamente, senza ricorso a semilavorati, con un controllo diretto su ogni passaggio. È una scelta produttiva impegnativa, ma fondamentale per conservare identità, precisione e continuità.

L’Olfattorio, il laboratorio dove nasce il gusto

Il cuore del progetto è L’Olfattorio, il centro di ricerca e sviluppo di DiBALDO, situato all’interno della Tenuta Saiano, sulle colline riminesi. È qui che prende forma il processo creativo di Baldo Baldinini.

L’Olfattorio non è soltanto un laboratorio tecnico. È un archivio sensoriale, un luogo di ricerca sulle materie prime, uno spazio in cui fiori, frutti, cortecce, radici e spezie vengono studiati, trasformati e catalogati. La memoria olfattiva diventa metodo, la sperimentazione diventa prodotto, il tempo diventa ingrediente.

In un mercato spesso dominato dalla velocità, DiBALDO sceglie processi lenti. Le componenti aromatiche devono integrarsi, trovare equilibrio, stabilità, profondità. Il tempo non è una variabile accessoria: è parte della struttura stessa del prodotto.

Una dimensione che è emersa bene anche durante la serata milanese. Nei cocktail serviti al Milord, la forza di DiBALDO non appariva come intensità aggressiva, ma come stratificazione. Ogni prodotto sembrava portare con sé una profondità non immediatamente esauribile.

I gin DiBALDO: dal ginepro alla composizione aromatica

Tra le principali espressioni della ricerca del brand ci sono i gin DiBALDO. La costruzione parte dal ginepro, ma si amplia attraverso agrumi, spezie ed erbe officinali, con un lavoro articolato sui diversi distillati che compongono ogni referenza.

La collezione comprende AG 107,86 Dry Gin, ispirato all’elemento argento e caratterizzato da purezza ed eleganza; Paracelso, dal profilo fresco e mediterraneo; Nostradamus, con note floreali, orientali e balsamiche; e AU 79 Gin Oro, arricchito da zafferano e dotato di maggiore profondità aromatica.

A queste referenze si affiancano due special edition di particolare interesse. IGLES Dry Gin, sviluppato in collaborazione con lo chef Igles Corelli, nasce come gin in equilibrio tra freschezza e complessità, pensato sia per la miscelazione sia per la degustazione in purezza. Dry Gin Camanini, invece, prende forma dallo scambio tra Baldo Baldinini e i fratelli Riccardo e Giancarlo Camanini, fondatori del ristorante Lido 84, una stella Michelin e primo italiano nella classifica The World’s 50 Best Restaurant.

Qui si capisce bene come DiBALDO lavori in dialogo con l’alta cucina, la mixology e la ricerca gastronomica. Il gin diventa terreno di incontro tra botanica, tecnica e cultura del gusto.

Vermouth, bitter e aperitivi: la tradizione italiana reinterpretata

Accanto ai gin, DiBALDO lavora su vermouth, bitter e aperitivi, reinterpretando alcune delle categorie più importanti della tradizione italiana.

Tra i vermouth si distinguono 721 Vermouth Rosso e Sando Vermouth Chinato – Special Edition, quest’ultimo caratterizzato da una componente amaricante più marcata. Realizzati a partire da vini selezionati e arricchiti con estratti botanici, presentano profili aromatici articolati, con note floreali, speziate ed erbacee.

La produzione di bitter e aperitivi si distingue per l’utilizzo di una base vinosa, che conferisce maggiore struttura e complessità. Un Bitter lavora sull’equilibrio tra componente amaricante e dolcezza aromatica, mentre BBB è un aperitivo dal profilo dinamico, costruito tra note agrumate e speziate.

È un aspetto molto interessante per la mixology contemporanea. L’aperitivo italiano è una delle grandi categorie identitarie del nostro Paese, ma rischia spesso di essere raccontato attraverso formule prevedibili. DiBALDO lo riporta invece su un terreno di ricerca, lavorando su botaniche, vino, estratti e profondità aromatica senza ricorrere a scorciatoie come coloranti artificiali, caramello o zucchero bruciato.

Baldo Baldinini, il profumiere che compone spirits

La figura centrale del progetto resta Baldo Baldinini. Originario della Romagna, ha costruito una metodologia fondata sulla percezione olfattiva e sulla possibilità di trasferire competenze della profumeria nel mondo degli spirits.

Baldinini è inserito nel Libro d’Oro dei Maestri d’Arte e Mestiere e collabora con professionisti della ristorazione e della mixology a livello internazionale. Le sue creazioni sono riconosciute come espressioni di ricerca sensoriale applicata al gusto.

È proprio questa doppia appartenenza — profumo e spirits, laboratorio e bicchiere, botanica e mixology — a rendere DiBALDO un caso interessante nel panorama italiano. Il marchio non si limita a produrre etichette. Costruisce un vocabolario aromatico.

Riconoscimenti internazionali e autorevolezza del brand

Nel corso degli anni, le creazioni DiBALDO hanno ottenuto riconoscimenti nei principali concorsi internazionali dedicati al mondo degli spirits. Un Bitter ha raggiunto punteggi superiori ai 90/100 alla London Spirits Competition, conquistando la medaglia d’oro, mentre BBB Aperitivo ha ottenuto riconoscimenti nella categoria bitter e aperitivi.

Nel 2024, referenze come Paracelso, Nostradamus e AG 107,86 Dry Gin sono state premiate ai Bartender Spirits Awards, evidenziando qualità e versatilità dei prodotti sia in degustazione sia in miscelazione.

Particolarmente significativo anche il percorso del 721 Vermouth Rosso, premiato con medaglia d’oro ai World Vermouth Awards e già riconosciuto in precedenti edizioni della London Spirits Competition e ai Global Spirits Awards. Nel segmento gin, etichette come AG 107,86 e AU 79 Gin Oro hanno ricevuto riconoscimenti in competizioni di rilievo globale, tra cui la San Francisco World Spirits Competition e i World Gin Awards.

Questi premi non vanno letti solo come medaglie. Confermano la solidità tecnica di un progetto che nasce da un approccio molto personale, ma riesce a dialogare con standard internazionali.

Milano, Milord e il futuro della mixology esperienziale

L’evento milanese al Milord di Christian Lodi ha mostrato come il racconto degli spirits stia cambiando. Non basta più presentare un’etichetta o una bottiglia. Serve costruire un’esperienza: una location coerente, una drink list dedicata, una narrazione sensoriale, un pubblico capace di cogliere il valore della ricerca.

Milano è il luogo giusto per questo tipo di operazioni. È una città che conosce il linguaggio del design, del gusto, della moda, dell’ospitalità e della comunicazione. Sa trasformare un lancio di prodotto in un momento relazionale. Sa fare della mixology un’esperienza culturale, non soltanto gastronomica.

DiBALDO Spirits: un nuovo linguaggio italiano del bere bene

Alla fine della serata, la forza di DiBALDO è apparsa chiara. Il brand lavora su un’idea di spirits che unisce rigore tecnico, sensibilità olfattiva e cultura italiana della miscelazione. Non cerca di semplificare il gusto. Lo stratifica.

In un mercato dove la mixology rischia spesso di diventare estetica di superficie, DiBALDO riporta al centro il lavoro sulla materia: botaniche, tempi, estrazioni, vino, distillazione, memoria sensoriale. È un progetto che chiede attenzione, ma restituisce complessità.

Bevi responsabilmente.

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