Da Milano a Porto Rotondo: De Santis porta il gelato d’autore in Costa Smeralda

by Francesco Russo

La storica insegna nata in corso Magenta nel 1964 apre in Piazza Casbah il suo quinto ristorante e inaugura De Santis Il Gelato, il nuovo progetto guidato da Angelo Moratti con le ricette di Massimiliano Scotti. Nel menu oltre trenta gusti, dalle Seadas al Mirto Rosso di Sardegna

La strada che conduce da corso Magenta a Porto Rotondo attraversa più di sessant’anni di storia milanese. Comincia nel 1964, quando Dina e Renzo De Santis trasformano un piccolo negozio di parrucche al numero 9 in un locale costruito attorno a un’idea allora poco consueta: servire un pasto rapido senza rinunciare alla qualità degli ingredienti e alla cura della preparazione. Prosegue oggi in Piazza Casbah, a pochi passi dal porticciolo della Costa Smeralda, dove la stessa insegna apre contemporaneamente un nuovo ristorante e il primo indirizzo interamente dedicato al gelato. Il passaggio dal panino al gelato non ha il carattere di una deviazione stagionale. Sotto la guida di Angelo Moratti, De Santis sta assumendo la struttura di un gruppo della ristorazione articolato su tre attività: i locali De Santis, il servizio corporate De Santis Ristora e il nuovo format De Santis Il Gelato. Porto Rotondo diventa così il luogo nel quale la crescita dell’insegna milanese acquista per la prima volta una forma pienamente leggibile, riunendo due aperture nello stesso tratto di piazza e preparando il successivo debutto nel Principato di Monaco, annunciato per settembre 2026.

Il panino milanese incontra la Costa Smeralda

De Santis arriva in Sardegna con un patrimonio preciso. Il locale originario di corso Magenta ha accompagnato generazioni di milanesi, mentre la rete comprende oggi le sedi di Brera, Rinascente Duomo, Roma Tritone e Porto Rotondo. Il nuovo ristorante di Piazza Casbah 1 serve colazioni, pranzi, aperitivi e cene, mantenendo il panino al centro di una proposta completata da insalate, piatti freddi, dessert e cocktail. Pochi numeri civici più avanti, al 10, De Santis Il Gelato introduce una categoria diversa, affidandone la costruzione gastronomica a Massimiliano Scotti. La scelta consente al gruppo di entrare in uno dei mercati più legati all’identità italiana senza replicare il modello della gelateria tradizionale: il laboratorio lavora sulle tecniche di cottura, sulle temperature, sulla tostatura degli ingredienti e sull’equilibrio degli zuccheri con un metodo derivato dall’esperienza di cucina. Scotti porta nel progetto un percorso iniziato molto prima dell’apertura sarda. Il suo palmarès comprende il riconoscimento di Miglior Gelatiere d’Italia e d’Europa, il primo posto assegnato dalla giuria tecnica all’All Stars del 2018, i Tre Coni del Gambero Rosso e il risultato ottenuto ai Gelato World Masters 2021 con il gusto Ris&Lat. Il sito di De Santis lo presenta come il responsabile creativo di una proposta fondata sulla stagionalità e sulla selezione delle materie prime.

Il gelato lavorato come un piatto

Dietro il banco di Porto Rotondo ruotano oltre trenta gusti. Accanto a Pistacchio salato, Nocciola Piemonte IGP, Crema antica, Caffè Espresso e Cioccolato fondente al 70%, compaiono ricette nelle quali il gelato assume la costruzione di un piatto: Fragole, basilico e Champagne, Lamponi e rosmarino sardo, Pecorino dolce e pere caramellate.

L’intervento dello chef comincia prima della mantecazione. Scotti lavora sulle temperature del latte, sulla tostatura della nocciola, sulle consistenze e sul trealosio, impiegato nelle ricette per le sue caratteristiche tecniche. Sono dettagli meno immediati del gusto finale, ma decisivi per la struttura, la persistenza aromatica e la percezione della dolcezza.

La definizione di “gelato stellato”, utilizzata dal progetto, va letta in questo senso: non allude a un riconoscimento Michelin, bensì al trasferimento nel laboratorio di procedimenti, sensibilità e tempi propri dell’alta cucina. Scotti parla di un gelato realizzato con un approccio da chef, nel quale ogni ingrediente viene trattato secondo le proprie caratteristiche anziché essere semplicemente incorporato in una base uniforme.

La distanza rispetto alla gelateria ordinaria si misura soprattutto nella costruzione delle ricette. Il vegetale può incontrare il frutto, un vino può diventare parte della componente aromatica, il formaggio entra nel dessert senza perdere il proprio carattere. Il banco conserva la riconoscibilità dei grandi classici, ma li affianca a combinazioni che richiedono curiosità e tempo, spostando il consumo del gelato dalla scelta istintiva verso un assaggio più vicino alla ristorazione.

La Sardegna entra negli ingredienti

Porto Rotondo non è stato scelto come semplice scenario. La Sardegna entra direttamente nelle ricette attraverso il mirto rosso, il Vermentino, lo zafferano, la ricotta, il miele di corbezzolo, il limone, il rosmarino e il pecorino. I gusti dedicati alle Seadas, alla Pesca Bianca al Vermentino e all’Arancia rossa con zafferano costruiscono un rapporto immediato con l’isola, senza riprodurne in modo letterale il repertorio dolciario.

La Seadas, per esempio, viene scomposta nei suoi elementi essenziali — ricotta, miele e agrume — e ricomposta dentro una consistenza diversa. Il Mirto Rosso di Sardegna porta nel gelato il profilo balsamico del liquore locale, mentre il miele di corbezzolo, con la sua nota amarognola, offre un contrappunto alla dolcezza.

Questa scelta consente a De Santis di non trasferire in Costa Smeralda un format impermeabile al luogo. Il progetto parte da una matrice milanese, ma cerca nelle produzioni e nelle abitudini sarde la materia per costruire una propria identità stagionale. Secondo Scotti, la biodiversità dei territori accompagnerà anche le successive aperture, permettendo al menu di cambiare insieme alla geografia del gruppo.

Angelo Moratti e la nuova scala di De Santis

L’ingresso nel gelato chiarisce la direzione impressa da Angelo Moratti. L’obiettivo non consiste nel moltiplicare indiscriminatamente i punti vendita, ma nel trasformare il capitale storico di De Santis in una piattaforma capace di lavorare su momenti di consumo differenti, mantenendo il rapporto con la materia prima e con il servizio.

«Elevare la qualità senza perdere accessibilità» è la formula con cui Moratti sintetizza il progetto. Il panino resta un prodotto informale, così come il gelato, ma entrambi possono sostenere ricerca, filiere selezionate e una costruzione gastronomica più ambiziosa senza diventare esperienze cerimoniali. La crescita procede lungo direttrici diverse. De Santis Ristora opera da oltre vent’anni nella ristorazione aziendale presso la sede Mediaset di Cologno Monzese; i ristoranti presidiano Milano, Roma e ora Porto Rotondo; il gelato apre una categoria destinata a svilupparsi autonomamente. L’arrivo a Monaco, previsto in rue du Gabian, aggiungerà alla rete il primo indirizzo internazionale del marchio.

È una trasformazione rilevante per un’insegna nata attorno a pochi metri quadrati e a una formula apparentemente semplice. Il panino, a Milano, aveva intercettato la velocità di una città che stava cambiando; sessantadue anni dopo, il gelato permette di avvicinare una clientela internazionale attraverso un prodotto immediatamente italiano, comprensibile senza traduzioni e abbastanza flessibile da assorbire ingredienti, memorie e abitudini locali.

Da corso Magenta a Piazza Casbah

Porto Rotondo offre a De Santis un pubblico diverso da quello milanese, ma altrettanto abituato a riconoscere i marchi attraverso la qualità dell’esperienza. Piazza Casbah concentra ristorazione, passeggio serale e vita del porto; il gelato, aperto ogni giorno dalle 17 a mezzanotte, entra naturalmente nel ritmo della località, dal ritorno dal mare al dopocena.

La doppia apertura consente inoltre al gruppo di mettere in relazione i propri due prodotti più riconoscibili: il panino accompagna l’intera giornata, il gelato ne prolunga il tempo e crea un’occasione di consumo autonoma. Non occorrono sale formali né rituali complessi; il valore viene affidato alla materia, alla precisione della lavorazione e alla capacità di restituire il territorio dentro una ricetta.

Milano Luxury Life aveva raccontato De Santis già nel 2023, quando il marchio guardava al Far East e il piano di sviluppo ruotava ancora prevalentemente attorno al panino. L’apertura di Porto Rotondo mostra quanto quel disegno si sia ampliato: oggi De Santis non esporta soltanto un prodotto nato a Milano, ma costruisce nuovi format attorno alla cultura italiana del mangiare informale. Il primo locale di corso Magenta resta il punto dal quale leggere questa evoluzione. Un indirizzo nato per offrire alla città un pranzo veloce e ben fatto diventa, sei decenni più tardi, l’origine di un gruppo che si muove tra ristorazione, servizi corporate e gelato d’autore. In Piazza Casbah, tra il mirto, il Vermentino e il miele di corbezzolo, Milano incontra la Sardegna senza perdere il proprio accento.

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