Il Lago di Como ha consacrato ancora una volta l’automobile come arte, memoria e desiderio. Il Concorso d’Eleganza Villa d’Este 2026, in scena dal 15 al 17 maggio tra Villa d’Este e Villa Erba, si è chiuso con il trionfo della BMW 328 “Bügelfalte” del 1937, proclamata Best of Show dalla giuria internazionale e vincitrice del prestigioso Trofeo BMW Group.
Un verdetto di grande forza simbolica. La vettura, appartenente all’italiano Stefano Martinoli, non è soltanto un capolavoro di eleganza prebellica, ma una rarità assoluta: un esemplare unico, prodotto nello stabilimento di Monaco, il cui soprannome “Bügelfalte” richiama la caratteristica nervatura metallica che corre sopra i parafanghi anteriori. Una firma estetica immediatamente riconoscibile, capace di trasformare il dettaglio tecnico in tratto distintivo.

La vittoria della BMW 328 “Bügelfalte”
La cerimonia conclusiva ha assegnato alla BMW 328 “Bügelfalte” il riconoscimento più ambito dell’intero concorso. Il premio è stato consegnato da Helmut Käs, Head of BMW Group Classic e presidente del Concorso d’Eleganza Villa d’Este, da Wilhelm Schmid, ceo di A. Lange & Söhne, e da Lorenzo Ramaciotti, presidente della giuria.
Al vincitore è stato attribuito anche un esemplare unico del 1815 Chronograph di A. Lange & Söhne in oro bianco 18 carati, con quadrante in oro rosa massiccio e fondello inciso a mano con lo stemma del Concorso. Un segnatempo creato appositamente per il Best of Show, coerente con quella parentela sottile che unisce l’alta orologeria e il collezionismo automobilistico: precisione, meccanica, proporzione, memoria.
Il successo della BMW 328 assume un valore ancora più intenso nell’anno in cui il modello celebra il proprio novantesimo anniversario. Prodotta tra il 1936 e il 1940, la 328 è considerata una delle grandi icone sportive degli anni Trenta, una vettura che contribuì a definire l’identità dinamica del marchio BMW e che ancora oggi conserva un’aura rarissima nel panorama delle auto storiche.

La Coppa d’Oro Villa d’Este alla Mercedes-Benz 300 SL Roadster
Accanto al giudizio della giuria, il Concorso ha confermato il fascino del voto popolare. La Coppa d’Oro Villa d’Este, assegnata tramite referendum del pubblico, è andata alla Mercedes-Benz 300 SL Roadster del 1963 di Eric Blumencranz, dagli Stati Uniti.
Una scelta che premia una delle automobili più magnetiche del Novecento, ultima evoluzione scoperta della leggenda 300 SL. La Roadster del 1963, tra gli ultimi esemplari usciti dalla fabbrica, incarna una forma di eleganza sportiva ancora oggi immediata: proporzioni perfette, forza meccanica, seduzione senza eccesso. Il pubblico di Villa d’Este ha riconosciuto in quella silhouette una delle icone più amate della storia automobilistica europea.

Un’edizione sotto il segno di “Future needs Heritage”
Il tema dell’edizione 2026, “Future needs Heritage”, ha attraversato l’intero weekend come una dichiarazione culturale. Villa d’Este ha riunito 54 vetture provenienti da 13 Paesi, distribuite in otto classi di concorso, offrendo una lettura ampia di oltre un secolo di storia automobilistica: dalle carrozzerie opulente degli anni Venti e Trenta alle Ferrari da competizione, dalle spider più desiderabili alle GT degli anni Sessanta, fino alla stagione delle supercar moderne.
La forza del Concorso resta proprio questa: non esporre semplicemente automobili rare, ma restituire a ogni vettura il suo tempo, il suo carattere, la sua genealogia. Sul prato di Villa d’Este, davanti al lago, il collezionismo diventa linguaggio culturale. Le auto non appaiono come oggetti isolati, ma come frammenti vivi di storia industriale, estetica e sociale.
Le classi e i riconoscimenti principali
Tra i riconoscimenti di classe, la Delage D8 del 1931-1933 di Hans Jörg Hübner ha vinto nella categoria dedicata all’opulenza automobilistica tra il 1923 e il 1934. La stessa BMW 328 “Bügelfalte” ha primeggiato anche nella classe Future Couture: Dressed For Speed, confermando la centralità della vettura nell’edizione 2026.
La categoria Viva Villa d’Este: Extravagant 1950s Style ha premiato la Ferrari 212 Coupé Speciale del 1952 di Dennis Garrity, mentre la classe dedicata alle scoperte più desiderabili, “The Top Goes Down. The Price Goes Up”: Selling Sunshine, ha visto vincere la BMW 507 del 1958 di John Stafford III.
Tra le Ferrari leggendarie, la classe They Earned Their Names: Enzo’s Endurance Legends è stata conquistata dalla Ferrari 250 GT del 1957 della Collezione Abetone, alla quale è andato anche l’Honorary Award del Trofeo BMW Group. Il premio per il restauro più sensibile, il Trofeo BMW Group Classic, è stato invece assegnato alla Ferrari 250 GTO del 1962 della Keybridge Collection di Hong Kong.
Il Design Award for Concept Cars & Prototypes, scelto dal pubblico, ha premiato la Kimera Automobili K-39 del 2026, testimonianza del dialogo tra passato e futuro che ha attraversato l’intero concorso. Il Trofeo del Presidente della Giuria, assegnato da Lorenzo Ramaciotti, è andato alla Ferrari Testarossa del 1986 di Ronald Stern, mentre il Trofeo Auto & Design per il design più emozionante ha premiato una Ferrari F40 del 1989.
Le anteprime BMW: Alpina e Motorrad
Il Concorso d’Eleganza Villa d’Este 2026 ha accolto anche due anteprime mondiali firmate BMW Group. La prima è stata la Vision BMW ALPINA, espressione del nuovo corso del marchio BMW ALPINA, con una coupé 2+2 lunga 5,2 metri, motore V8 e una combinazione di prestazioni, comfort e raffinatezza pensata per ridefinire l’idea di granturismo contemporaneo.

La seconda anteprima è arrivata da BMW Motorrad, con la Vision K18, concept dal forte impatto emotivo e tecnico, costruito attorno a un motore sei cilindri in linea da 1.800 cc. Una presenza che ha rafforzato il tema dell’edizione: il futuro dell’automobile e della motocicletta di alta gamma non nasce dal distacco dalla tradizione, ma dalla capacità di reinterpretarla con energia nuova.

Villa Erba, il pubblico e gli anniversari BMW
Il Public Day a Villa Erba ha confermato l’apertura del Concorso a una platea ampia di appassionati. La parata delle vetture storiche ha trasformato il parco in una grande scena automobilistica, mentre il format “Amici & Automobili – Wheels & Weisswürscht” si è confermato uno degli appuntamenti più amati dal pubblico internazionale.
BMW Group Classic ha inoltre celebrato i 40 anni della BMW M3, con una selezione di modelli e presenze di rilievo del motorsport come Johnny Cecotto, Roberto Ravaglia, Emanuele Pirro e il brand ambassador Principe Leopoldo di Baviera. A Villa Erba sono stati ricordati anche i 50 anni della BMW Serie 6 e della BMW Art Car Collection, con l’esposizione di due opere iconiche: la BMW 635 CSi firmata da Robert Rauschenberg nel 1986 e la BMW M6 GTLM firmata da John Baldessari nel 2016.
Aste internazionali e collezionismo
Intorno al Concorso si è mosso anche il grande mercato del collezionismo. Broad Arrow Auctions, official auction partner di BMW AG per il Concorso d’Eleganza Villa d’Este, ha registrato un aumento del 71% dei bidder rispetto al 2025, con partecipanti provenienti da 31 Paesi. In due giorni sono state proposte 70 automobili da collezione, tra cui una Pagani Zonda Unica del 2018, una Ferrari Daytona SP3 del 2023 e una Ferrari F40 del 1990.
È il segno di un fenomeno ormai consolidato: Villa d’Este non è soltanto un concorso di eleganza, ma uno dei luoghi in cui si misura la temperatura internazionale del collezionismo d’élite. Qui l’automobile storica conserva il proprio valore culturale e, insieme, conferma la sua forza come asset passionale, oggetto di investimento, simbolo di appartenenza.
Il fascino intatto di Villa d’Este
Nel racconto dell’edizione 2026 c’è anche la continuità di un luogo. Villa d’Este, hotel cinque stelle affacciato sul Lago di Como e trasformato in albergo di lusso nel 1873, resta una delle cornici più potenti dell’hospitality internazionale. Il Concorso, nato nel 1929, appartiene ormai alla sua identità profonda: non un evento semplicemente ospitato, ma un’eredità custodita e rinnovata.
Le parole di Davide Bertilaccio, ceo di Villa d’Este Hotels, restituiscono il senso di questa continuità: il Concorso non è soltanto uno degli appuntamenti più celebri del mondo classic car, ma un luogo in cui bellezza, tradizione, artigianalità e passione convergono da quasi un secolo. Una definizione che sintetizza il motivo per cui Villa d’Este continua a distinguersi nel calendario globale: non rincorre la spettacolarità, la governa con misura.
Una chiusura da grande classico
Il Concorso d’Eleganza Villa d’Este 2026 si chiude dunque con un verdetto raffinato e coerente: la vittoria di una BMW 328 unica, italiana per proprietà e tedesca per genesi, capace di incarnare la sintesi tra eleganza, storia sportiva e perfezione formale. Accanto a lei, la Mercedes-Benz 300 SL Roadster scelta dal pubblico conferma il potere emotivo delle grandi icone.
Sul Lago di Como, l’automobile torna a essere qualcosa di più di una macchina. È memoria in movimento, arte applicata, disciplina tecnica, gesto estetico. Villa d’Este lo ricorda ogni anno con una naturalezza che nessun altro palcoscenico riesce davvero a replicare: davanti al lago, tra giardini, carrozzerie irripetibili e collezionisti arrivati da tutto il mondo, il tempo non si ferma. Si lascia ammirare.

