Alla XXIX edizione del premio nato da Gio Ponti e La Rinascente, il progetto torna a essere linguaggio civile, industriale e culturale. Dalla Fiat Topolino a Genny Zero, da Flos a MDF Italia, da Luxottica a Barilla, da Paola Lenti ad Alberto Meda, il design italiano racconta la sua responsabilità più alta.
Milano ha celebrato il design nella sua forma più esigente: quella che unisce industria, cultura, responsabilità sociale, innovazione tecnologica e durata. La XXIX edizione del Premio Compasso d’Oro ADI, andata in scena il 22 maggio 2026 all’ADI Design Museum, ha consegnato una mappa potente del progetto italiano contemporaneo: non una semplice selezione di oggetti, ma un atlante di idee, imprese, servizi, materiali, sistemi e nuove forme dell’abitare.
Il premio, istituito nel 1954 su iniziativa di Gio Ponti e de La Rinascente, resta il riconoscimento più autorevole del design italiano. La sua forza non risiede soltanto nella storia, ma nella capacità di leggere il tempo presente attraverso il progetto. La cerimonia del 2026 ha concluso il percorso biennale dell’Osservatorio Permanente del Design ADI, restituendo un panorama in cui prodotto, servizio, processo e relazione tendono a sovrapporsi in un unico campo culturale.
Milano, il luogo naturale del progetto
La cornice dell’ADI Design Museum ha dato alla serata un valore simbolico preciso. Milano, città in cui il design è al tempo stesso industria, linguaggio, economia, cultura materiale e reputazione internazionale, ha accolto un’edizione attraversata da una domanda centrale: quale ruolo può avere il progetto in un tempo complesso, segnato da instabilità geopolitiche, trasformazioni produttive, emergenze ambientali e nuove urgenze sociali?
La risposta è arrivata dalla giuria internazionale e dai progetti premiati: il design italiano conserva la propria forza quando smette di limitarsi alla forma e diventa responsabilità concreta. Il Compasso d’Oro 2026 racconta infatti un sistema in cui la qualità non coincide più soltanto con la bellezza dell’oggetto, ma con la sua capacità di incidere sul modo in cui viviamo, ci muoviamo, produciamo, comunichiamo, curiamo, apprendiamo e condividiamo.
Alla cerimonia sono intervenuti Umberto Cabini, presidente della Fondazione ADI, la giornalista Eleonora Chioda, moderatrice dell’evento, Alessia Cappello, assessora allo Sviluppo economico e Politiche del lavoro del Comune di Milano, Francesca Caruso, assessore alla Cultura di Regione Lombardia, e Giovanni Brugnoli, presidente della Fondazione “Imprese e Competenze per il Made in Italy”. Sono arrivati inoltre i contributi dell’On. Federico Mollicone, presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati, di Tommaso Sacchi, assessore alla Cultura del Comune di Milano, e di Luciano Galimberti, presidente ADI.
La giuria internazionale e la misura della qualità
A decidere i riconoscimenti è stata una giuria internazionale composta da Giovanna Carnevali, Executive Director e Head of Design per Expo 2030 Riyadh; Lorenza Baroncelli, direttrice del Dipartimento di Architettura e Design contemporaneo del MAXXI; Giovanni Brugnoli, presidente della Fondazione Imprese e Competenze per il Made in Italy; Luciano Galimberti, presidente ADI; e Jasper Morrison, designer di fama internazionale e fondatore di Office for Design.
Il quadro emerso è imponente: 20 Premi Compasso d’Oro, 38 Menzioni d’Onore, 9 Premi alla Carriera, 3 prodotti storici premiati alla carriera, 3 targhe memorabili, 3 Compassi d’Oro Young e 10 attestati dedicati alla nuova generazione del progetto. Una selezione che conferma il design italiano come sistema diffuso, capace di muoversi dal prodotto industriale alla grafica editoriale, dalla mobilità urbana all’accessibilità, dalla sanità alla nautica, dalla pasta al robot ferroviario, dalla memoria storica al design dei servizi. La relazione della giuria ha indicato una traiettoria precisa: il design come “esperanto” culturale, capace di generare relazioni tra popoli e sensibilità diverse. Il progetto italiano viene letto come uno spazio in cui memoria e innovazione dialogano, mentre tecnologia, responsabilità ambientale e responsabilità sociale assumono un ruolo strutturale.
I 20 Compassi d’Oro: la mappa del design che cambia il presente
I 20 Premi Compasso d’Oro 2026 raccontano la straordinaria ampiezza del progetto italiano. Il riconoscimento a + Vicino da lontano di ANAKO, con il coinvolgimento di Università IUAV di Venezia – Sede di Vicenza, DUOC UC Chile, Universidad Nacional de Córdoba in Argentina e Pontificia Universidad Javeriana in Colombia, apre il campo al design per l’emergenza e per i profughi. Lampade, giubbotti per il trattamento e il trasporto dell’acqua e dispositivi salvagente diventano strumenti concreti di responsabilità sociale. Il premio a Airo Vision+ di Axess Industry, disegnato da Giuliano Magripò, rilegge la tradizione italiana del caffè attraverso una macchina capace di innovare tipologia e tecnologia. Array, divano di MDF Italia firmato da Snøhetta, porta invece il tema della sostenibilità dentro una grammatica di leggerezza, modularità e riduzione di materia. ATM MANIFESTO. Storie, viaggi e design, progetto di ATM – Azienda Trasporti Milanesi curato da Matteo Pirola e Silvia Zeni, consegna alla città una ricerca storica e critica sul legame tra trasporto pubblico, archivio e identità collettiva. Il mondo dell’illuminazione trova due momenti forti con Bilboquet di Flos, firmata da Philippe Malouin, e con SuperWire, sempre Flos, firmata da Formafantasma, premiata tra le Menzioni d’Onore. La prima lavora sulla sorpresa e sull’equilibrio della luce; la seconda conferma la capacità di Flos di restare centrale nel dialogo tra tecnologia, forma e memoria del design.
La grafica editoriale entra tra i premiati con «Casabella» di Mondadori Media, progetto di copertine firmato da Paolo Tassinari, Tommaso Furlan, Francesco Nicoletti e Giulia De Benedetto dello Studio TassinariVetta. La poltrona D’Antan di De Padova, disegnata da Raffaella Mangiarotti, afferma una leggerezza domestica costruita sul rapporto tra memoria e contemporaneità. Felix® R di Loccioni, firmato da Lorenzo De Bartolomeis, porta l’intelligenza artificiale nel monitoraggio delle infrastrutture ferroviarie, con un robot pensato per aumentare sicurezza e qualità delle operazioni manutentive.
Dalla Fiat Topolino a Genny Zero: mobilità, inclusione, nuova libertà
Tra i premi più rilevanti dell’edizione spicca la Fiat Topolino di STELLANTIS EUROPE – FIAT Brand, disegnata da Francois Leboine, FIAT Head of Design. Il progetto viene premiato come veicolo urbano innovativo, orientato alla sostenibilità, capace di riprendere codici cromatici e allestitivi legati alla memoria italiana. È una delle immagini più immediate del Compasso d’Oro 2026: la micro-mobilità come territorio di leggerezza, accessibilità e riconoscibilità culturale. Ancora più potente, per valore sociale, è il premio a Genny Zero di Genny Factory e GMI, disegnata da Enrico Pagano. La giuria riconosce in questo progetto una capacità avanzata di integrazione tecnologica unita a una straordinaria sensibilità emozionale, definendolo una soluzione di micro-mobilità inclusiva. Genny Zero rappresenta uno dei casi più importanti dell’edizione: un dispositivo di mobilità assistita che supera la dimensione puramente medicale e introduce un rapporto nuovo tra autonomia, tecnologia, design e qualità della vita. Il progetto integra soluzioni pensate per sicurezza, equilibrio, comfort e semplicità di utilizzo, ha portato al deposito di sei brevetti internazionali, cinque dedicati al funzionamento tecnologico e uno al design, e valorizza una filiera legata al Made in Italy, con il 90% dei materiali realizzato in Italia. Il tema della mobilità attraversa anche Steelnovo di Colnago, disegnata da Davide Fumagalli, dove la tradizione del telaio in acciaio viene aggiornata con tecnologie che la rendono adatta anche alle competizioni. Con X-FUN di Xtramarine, firmato da Arduini e Frigerio Industrial Design, il Compasso d’Oro guarda alla nautica attraverso un catamarano gonfiabile che unisce stabilità, leggerezza, trasportabilità e facilità d’uso.
Materia, tecnologia, convivialità
Il Compasso d’Oro 2026 premia anche la ricerca sui materiali e sulle ritualità contemporanee. Litokol Microcemento® di Litokol Lab, disegnato da Gian Luca Sghedoni e Litokol Design Studio, lavora su un materiale composito per pavimenti e pareti, ad alta resistenza e durabilità, capace di aprire nuove possibilità espressive per architettura e design. Model Zero di Enrico Ciresa in Val di Fiemme, firmato da Alberto Grassi e Gian Luca Patini di We Associates, unisce innovazione tecnica e tradizione liutaia in una cassa acustica dalla forte carica evocativa. Con Nuance di Luxottica, firmato da Matteo Battiston, Michele Tenca, Sarah Richiuso, Omer Kotzer, Lior Rokah, Tamar Marmur e Tamar Dovrat, l’occhiale diventa dispositivo acustico integrato. È un progetto emblematico: una tecnologia sensibile, innestata in un archetipo quotidiano, capace di affrontare il tema della fragilità attraverso riduzione di peso, spessori e componenti. La convivialità italiana trova una delle immagini più sorprendenti in Spaghetto 3D di Artisia by Barilla, disegnato da Antonio Gagliardi. Qui uno degli archetipi assoluti della cucina italiana viene reinterpretato attraverso la stampa 3D, generando nuove ritualità della tavola. Il design si muove così dalla fabbrica alla cucina, dal prodotto al gesto, dal cibo alla cultura.
Salone del Mobile, IED, Goppion: il sistema Milano
Il premio al Salone del Mobile.Milano Annual Report 2024 (Eco)Sistema Design Milano riconosce il ruolo del Salone del Mobile.Milano – Federlegno Arredo Eventi come istituzione capace di assumere responsabilità verso l’intero sistema del design. Il progetto, con Susanna Legrenzi per Salone del Mobile.Milano e Stefano Maffei, Francesco Zurlo, Massimo Bianchini, Carla Sedini e Francesco Leoni del Dipartimento di Design del Politecnico di Milano, restituisce dati, ascolto e analisi sulle ricadute economiche e culturali di un fenomeno che ha Milano come centro internazionale. The Glitch Camp di IED – Istituto Europeo di Design porta invece al centro il tema dell’accoglienza temporanea nelle grandi città durante eventi straordinari, trasformando il campeggio urbano in una pratica di inclusione e socialità per il pubblico giovane. Wing, vetrina modulare per musei realizzata da Goppion per la Norman Foster Foundation e firmata da Norman Foster, conferma la centralità del design museale italiano nella conservazione e valorizzazione delle opere, riducendo la barriera psicologica tra fruitore e oggetto esposto. Chiude la mappa dei premiati Trespolo di Orografie di Giorgia Bartolini, firmato da Giulio Iacchetti: uno sgabello-tavolino multifunzionale che interpreta l’abitare come territorio relazionale e accogliente.
Le Menzioni d’Onore: la qualità diffusa del progetto italiano
Le 38 Menzioni d’Onore raccontano una costellazione ampia, dove convivono automotive, arredamento, sanità, cultura, comunicazione pubblica, robotica, musei, nautica e illuminazione. Tra i nomi più forti emergono Alfa Romeo 33 Stradale di Alfa Romeo Automobiles – Stellantis Europe, disegnata da Alejandro Mesonero con il Centro Stile Alfa Romeo, e Ferrari 12Cilindri di Ferrari Design – Ferrari, firmata da Flavio Manzoni. Due icone dell’automotive italiano che portano al Compasso d’Oro la potenza estetica e tecnica della sportività nazionale. Nel design d’arredo e prodotto spiccano Brooklyn di Artceram, firmato Meneghello Paolelli; Catifa Carta di Arper, disegnata da Lievore Altherr Molina; Continuum D.163.7 di Molteni&C by Bonacina1889, progetto storico di Gio Ponti; Controluce di Scrigno, firmato Egidio Panzera Architect; In-Side di Magis, disegnata da Heatherwick Studio; Nastro di Alias, firmato Daniel Rybakken; Nico di Minotti, firmato Hannes Peer Architecture; Origata di Porro, firmato Nao Tamura; Wa di Decoratori Bassanesi, firmato Federica Biasi.
La tecnologia e i servizi entrano con Atomatika® di Agricobots con Hymach partner tecnico; Atto interattivo di WST – Studio Associato Servizi Professionali Integrati, firmato Giorgio Ferrari e Niccolò Parini di quo·d; Chorus Evo di DIESSE Diagnostica Senese, con Francesca Tosi, Alessia Brischetto e Mattia Pistolesi del laboratorio LED dell’Università di Firenze; IdroGEO di ISPRA, con Alessio Dragoni, Francesco Di Muro, Tommaso Biondo, Alessandro Trigila e Carla Iadanza; Inbody di BeyondShape, firmato da Lorenzo De Bartolomeis, Gabriele Diamanti e Filippo Poli di ddpstudio; Spectrum C23 di Cortivision, firmato da Marika Aakesson, Francesco Subioli e Paweł Augustynowicz; TF43.7 E di Merlo, con design di Pier Luigi Porta e engineering di Felice Contessini e Roberto Ravera. La cultura editoriale, museale e urbana appare con Cosa c’entra de Il Post, firmato Chiara Alessi; Italo Rota, Solo diventare Natura ci salverà / From the Earth to the Earth di 24 Ore Cultura Editore, firmato Cristiano Bottino e Domenico Liberti di studio FM milano; Le Stanze della Fotografia all’Isola di San Giorgio Maggiore di Marsilio Arte e Fondazione Giorgio Cini, progettate da Apml Architetti Pedron / La Tegola; Museo Egizio: progettato per tutti, disegnato su ciascuno, della Fondazione Museo delle Antichità Egizie di Torino; Palazzo Citterio – Grande Brera della Pinacoteca di Brera, firmato Mario Cucinella Architects; Nuova luce ai portici e al centro storico di Bologna del Comune di Bologna, con Lorenza Golinelli e Alberto Ricci Petitoni di I-DEA. La filiera, la sostenibilità e la materia si esprimono con Design Futures Art-Driven Method della Commissione Europea, sviluppato da Marita Canina, Tatiana Efremenko, Eva Monestier e Carmen Bruno dell’IDEActivity Center del Politecnico di Milano; Emersivi di Orografie di Giorgia Bartolini, con art direction di Vincenzo Castellana; IncasTree di PEFC Italia, firmato Giorgio Caporaso; K40 di Kemag, firmato Pietro Camardella; Lana di Antrax IT, firmato AMDL CIRCLE, studio di Michele De Lucchi; Lucietta di Repower, firmato Nauta Yachts; Milano 0.18 della Direzione Welfare e Salute del Comune di Milano, con Valeria Bucchetti, Umberto Tolino e Pamela Visconti; Modello di sito web informativo per le aziende sanitarie locali del Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, firmato Tangible; Murale monumentale sui silos del porto di Bari dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, firmato Guido van Helten; Pedemonte Altavia di Pedemonte Bike; Stripped Wood di Gruppo Saviola; The City of Lights di Federlegno Arredo Eventi, Maurizio Corraini, Beppe Finessi, Lombardini22, Formafantasma e Leftloft.
Arper, Antrax IT, Palazzo Citterio: tre menzioni che raccontano il futuro
Tra le Menzioni d’Onore, Catifa Carta di Arper merita un rilievo speciale. Arper è la prima azienda del settore arredo ad applicare PaperShell, materiale innovativo e circolare derivato dagli scarti della lavorazione del legno trasformati in fogli di carta kraft. La scocca della seduta, composta da 29 fogli di carta kraft accoppiati con una resina naturale, mantiene la versatilità della storica Catifa, disegnata da Lievore Altherr Molina nel 2001, aggiornandola in una direzione di responsabilità ambientale. Lana di Antrax IT, disegnata da AMDL CIRCLE, studio di Michele De Lucchi, interpreta il radiatore come superficie tecnica e decorativa. Il modulo in alluminio riciclabile, con texture plissettata e superficie morbida, genera configurazioni orizzontali o verticali e trasforma il calore in elemento architettonico. Per Antrax IT è la terza Menzione d’Onore al Compasso d’Oro, dopo Tubone nel 2008 e Serie T nel 2014, in un anno che coincide con i trent’anni dell’azienda. Palazzo Citterio – Grande Brera, firmato MCA – Mario Cucinella Architects, porta il design dentro il museo e dentro la città. L’allestimento della hall, della corte con il Tempietto e del piano nobile dedicato alle collezioni permanenti restituisce a Milano uno spazio culturale atteso da decenni, in dialogo con la Pinacoteca di Brera e la Biblioteca Nazionale Braidense. Il progetto entra nella Collezione Storica Compasso d’Oro ADI dopo il Compasso d’Oro ricevuto nel 2024 da MCA per il Museo d’Arte della Fondazione Luigi Rovati.
I Premi alla Carriera: una genealogia del Made in Italy
Il Compasso d’Oro alla Carriera 2026 costruisce una genealogia alta del progetto italiano. Tra i premiati figurano Giovanni Arvedi, imprenditore che ha ridisegnato la siderurgia italiana e il rapporto tra acciaio, innovazione e responsabilità territoriale; Oscar G. Colli, figura chiave dell’editoria professionale e della divulgazione del design; Aldo Colonetti, filosofo, docente, curatore e catalizzatore culturale; Lorenzo Delladio, presidente e CEO di La Sportiva, protagonista dell’imprenditoria outdoor internazionale; Pietro e Antonio Galimberti, interpreti dell’eleganza senza tempo di Flexform; Paola Lenti, designer e imprenditrice che ha dato nuova centralità al colore, ai filati tecnici e alla cultura dell’outdoor; Alberto Meda, ingegnere e designer, maestro della leggerezza strutturale; Patrizia Moroso, anima creativa di Moroso e talent scout capace di intrecciare linguaggi e culture; Antonio Romano, fondatore di Inarea e protagonista dello strategic design e dell’identità visiva. Il riconoscimento a Paola Lenti assume una forza particolare. ADI la premia come designer e imprenditrice raffinata, capace di innovare l’arredo indoor e outdoor attraverso filati tecnici performanti, armonie cromatiche identitarie e valorizzazione del gesto artigianale reso high-tech. Fondata a Meda nel 1994, l’azienda Paola Lenti è oggi un riferimento internazionale per tessuti e materiali tecnici eco-compatibili, presenti nei più importanti showroom del mondo. Accanto alle personalità, il Compasso d’Oro alla Carriera ha premiato anche tre icone storiche del prodotto: Sedia ’64 di Cappellini, disegnata da AG Fronzoni nel 1964; Tavolo Eros di Agape, firmato da Angelo Mangiarotti nel 1971; Tavolo con ruote di FontanaArte, progettato da Gae Aulenti nel 1979. Tre oggetti che dimostrano come il design, quando raggiunge la propria forma più nitida, continui a parlare anche molto tempo dopo la sua nascita.
Le targhe memorabili: Milano ricorda De Albertis, Dordoni, Trabucco
Le Targhe Memorabili sono state dedicate a tre figure che hanno lasciato un segno profondo nella cultura progettuale italiana: Claudio De Albertis, imprenditore e ingegnere, protagonista della cultura milanese e del dialogo tra design, architettura, impresa e trasformazione urbana durante la sua presidenza alla Triennale di Milano; Rodolfo Dordoni, architetto e designer, interprete di un’eleganza misurata e collaboratore di alcune tra le più importanti aziende italiane dell’arredo; Francesco Trabucco, architetto, designer e docente, la cui ricerca ha unito funzione, innovazione tecnica e valore d’uso, influenzando generazioni di progettisti.
Compasso d’Oro Young: la nuova generazione del progetto
Il futuro del design passa anche dal Compasso d’Oro Young, che ha premiato Sentimetro di Alessandro Brutti dell’Accademia di Belle Arti Statale di Verona, con relatrice Antonella Andriani; StainEraser di Beatrice Duina, Filip Malata e Francesca Corona del Politecnico di Milano, con relatore Emmanuele Villani; Uno di Erik Bruno Kollmorgen e Vincenzo Magni di ISIA Firenze, con relatore Biagio Cisotti e co-relatore Marco Tognetti.
Gli attestati hanno poi riconosciuto progetti come A occhi chiusi di Daniele Abbati dello IED Roma; Biomimicry Wunderkammer di Giuliana Flavia Cangelosi dell’Università di Camerino; Dolfins di Giulia Corti, Anna Galli, Thomas David Short, Filippo Tofacchi e Xinlu Yang del Politecnico di Milano; Firo di Sara Caponi di ISIA Firenze; FLO – Flexible Low-profile Orthosis di Giorgio Sbaraini del Politecnico di Milano; Hango di Matilde Molinari e Simone Micozzi della Scuola del Design del Politecnico di Milano; PaStation di Roberta Galletta dell’Accademia di Belle Arti di Foggia; Sesamo, SIMMi e ZEA, ancora con una forte presenza del Politecnico di Milano.
L’eredità viva del Compasso d’Oro
Il Compasso d’Oro ADI 2026 conferma una verità che Milano conosce bene: il design italiano continua a essere una delle forme più alte della nostra cultura produttiva. La sua eccellenza nasce dall’incontro tra industria e artigianato, ricerca e memoria, tecnologia e responsabilità, estetica e vita quotidiana.
Questa edizione parla di oggetti e servizi, ma soprattutto di società. Racconta un design che entra nei musei, nelle infrastrutture, nelle città, nella mobilità, nella salute, nella cucina, nella comunicazione, nella casa, nel lavoro e nell’ambiente. Un design che misura la qualità del presente e propone forme più intelligenti di futuro.
Fino al 4 giugno 2026, la mostra dei progetti candidati al XXIX Premio Compasso d’Oro ADI è ospitata all’ADI Design Museum di Milano, sede della Collezione Storica del Compasso d’Oro, che raccoglie circa 2.500 oggetti e documenti premiati o selezionati in oltre settant’anni di storia.

