Camera Moda Fashion Trust assegna tre grant da 70mila euro e conferma Milano come laboratorio del Made in Italy emergente, tra creatività, sostenibilità, mentoring e cultura d’impresa.
La moda italiana rinnova la propria forza quando sceglie di investire sui talenti prima che diventino sistema. È in quel momento, fragile e decisivo, che una collezione può trasformarsi in impresa, un linguaggio creativo può trovare struttura, un brand indipendente può iniziare a misurarsi con il mercato internazionale senza perdere la propria identità.
Con la sesta edizione dei CNMI Fashion Trust Grant 2026, Camera Moda Fashion Trust conferma il proprio ruolo di piattaforma strategica per la nuova generazione del Made in Italy. I tre beneficiari di quest’anno sono ACT N°1, INSTITUTION e MATERIA, selezionati tra undici finalisti e destinatari ciascuno di un grant del valore di 70.000 euro, accompagnato da un percorso di business mentoring e tutoring one-to-one.
Il progetto, realizzato con il supporto del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e di Agenzia ICE, con il patrocinio di Regione Lombardia e del Comune di Milano, mette al centro un’idea precisa: sostenere i giovani designer italiani non soltanto attraverso risorse economiche, ma con strumenti concreti di crescita, consulenza e accesso a un network qualificato.
ACT N°1, INSTITUTION e MATERIA: tre nomi per il futuro del Made in Italy
La scelta dei tre beneficiari racconta una moda italiana in movimento, attraversata da ricerca, identità culturale, responsabilità e desiderio di costruire modelli imprenditoriali più solidi.
ACT N°1, già riconosciuto per il suo linguaggio che intreccia stratificazione culturale, identità e ricerca sul corpo, rappresenta una delle voci più interessanti della nuova scena italiana. Il brand ha saputo costruire negli anni un lessico riconoscibile, capace di unire sensibilità contemporanea, racconto personale e attenzione alla costruzione del prodotto.

INSTITUTION porta invece un nome programmatico: l’idea di un brand che lavora sulla forma, sulla struttura e sulla possibilità di trasformare il vestire in una dichiarazione estetica e culturale. La sua selezione segnala l’interesse del sistema verso progetti capaci di unire identità forte e potenziale di sviluppo.
MATERIA richiama già nel nome il cuore di una delle conversazioni più importanti della moda contemporanea: il rapporto tra materiale, ricerca, sostenibilità e costruzione del prodotto. In un settore chiamato a ripensare filiere, impatto, tracciabilità e durata, un brand che mette la materia al centro appare perfettamente coerente con lo spirito del grant.
I tre vincitori accederanno da giugno 2026 a un percorso dedicato allo sviluppo del proprio marchio, con consulenze strategiche offerte da esperti del settore moda italiano e internazionale.
Dagli 80 candidati agli 11 finalisti
Il bando è stato lanciato da Camera Moda Fashion Trust lo scorso febbraio e ha raccolto circa 80 candidature. Da questa prima selezione, un comitato tecnico ha individuato 11 finalisti: ACT N°1, ANDREA BROCCA, DES PHEMMES, DOMENICO OREFICE, GROSSI, INSTITUTION, LUTCHMIAH, MATERIA, PECORANERA, UNKNOWN ARTISAN, UNTITLED ARTWORKS.
La rosa dei finalisti restituisce una mappa ampia e interessante della moda indipendente contemporanea: brand con approcci differenti, ma accomunati dalla necessità di trasformare energia creativa in struttura imprenditoriale. È qui che il Fashion Trust assume il suo valore più alto: interviene nel passaggio cruciale tra talento e consolidamento, tra intuizione e crescita, tra ricerca e mercato.
Giovedì 28 maggio, durante l’incontro con il comitato di valutazione, i finalisti hanno presentato le proprie collezioni e illustrato il potenziale utilizzo dei grant. I criteri di selezione hanno premiato creatività, progettualità strategica e attenzione alla sostenibilità: tre dimensioni ormai inseparabili per il futuro del Made in Italy.



Un comitato internazionale per leggere la moda che arriva
Il valore dei CNMI Fashion Trust Grant passa anche dalla qualità del comitato internazionale chiamato a valutare i progetti. La lista dei nomi conferma la rilevanza del programma e la sua capacità di riunire editoria, impresa, styling, investimenti, creatività, retail, sostenibilità e cultura moda.
Tra i membri figurano Jordan Anderson, Claudio Antonioli, Marco Bizzarri, Roberta Benaglia, Elisa Pervinca Bellini, Edward Buchanan, Carlo Capasa, Tiziana Cardini, Carolina Castiglioni, Michele Ciavarella, Carolina Cucinelli, Walter d’Aprile, Anna Dello Russo, Sabato De Sarno, Edoardo di Luzio, Emanuele Farneti, Nicoletta Ferrari, Umberta Gnutti Beretta, Beka Gvishiani, Stavros Karelis, Valentina Maggi, Antonio Marras, Suzy Menkes, Michelle Francine Ngonmo, Lorenzo Posocco, Stefano Roncato, Leo Rongone, Sara Sozzani Maino, Ramona Tabita, Warly Tomei e Robert Williams.
È un parterre che racconta bene la complessità della moda contemporanea. Oggi un designer emergente deve saper dialogare con editor, investitori, buyer, stylist, imprenditori, consulenti, media, istituzioni e community internazionali. La creatività resta essenziale, ma chiede metodo, visibilità, posizionamento, strategia digitale, tutela della proprietà intellettuale e capacità di costruire un modello sostenibile nel tempo.
Milano, la Lombardia e il ruolo delle istituzioni
La sesta edizione dei CNMI Fashion Trust Grant si è svolta con una forte cornice istituzionale. Regione Lombardia ha accolto il progetto presso la Sala Belvedere, luogo simbolico per sostenere e valorizzare i giovani designer del Made in Italy. Il sostegno del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e di Agenzia ICE rafforza invece la dimensione internazionale dell’iniziativa.
Milano, in questo scenario, conferma il proprio ruolo naturale. La città è capitale della moda non soltanto durante le sfilate, ma nella costruzione continua di reti, competenze, opportunità e strumenti di crescita. Qui il talento può incontrare showroom, editoria, business school, fondi, buyer, uffici stampa, manifattura, associazioni di categoria e istituzioni.
Il Fashion Trust agisce esattamente in questo spazio: non sostituisce il mercato, ma prepara i brand ad affrontarlo con maggiore consapevolezza. Non si limita a celebrare la creatività, ma la mette nelle condizioni di diventare impresa.
Style Capital e Rosewood Rome: quando il lusso sostiene il talento
La realizzazione della sesta edizione è stata resa possibile grazie al sostegno del Patron Style Capital SGR, società di private equity specializzata nel settore moda e lusso, e di Rosewood Rome, nuova apertura del gruppo Rosewood prevista nel 2027 nell’ex sede BNL di Via Vittorio Veneto.
Il ruolo di Style Capital è particolarmente significativo. La società, guidata da Roberta Benaglia, ha affiancato negli anni aziende come Golden Goose, Twin-Set, LuisaViaRoma e, più recentemente, realtà quali forte_forte, MSGM, Re/Done, Zimmermann, Soeur, UPower e Autry. La sua presenza all’interno del progetto porta un elemento essenziale: la consapevolezza che la moda emergente, per crescere, ha bisogno anche di disciplina finanziaria, governance e competenze manageriali.
Rosewood Rome aggiunge invece un accento legato all’ospitalità, alla cultura italiana e alla valorizzazione del territorio. La futura apertura romana del gruppo, nella storica sede BNL di Via Veneto, entra nel racconto come simbolo di un lusso che dialoga con arte, comunità e nuove espressioni creative.
Il Gala Dinner alla Fabbrica del Vapore
I grant sono stati assegnati durante il Gala Dinner dei CNMI Fashion Trust Grant 2026, ospitato giovedì 28 maggio presso la Fabbrica del Vapore. Durante la serata, i beneficiari hanno ricevuto i grant alla presenza del comitato, di giornalisti, dei brand associati a CNMI e di leader del settore.
La scelta della Fabbrica del Vapore è coerente con lo spirito del progetto. Spazio milanese legato alla creatività, alla sperimentazione e alla cultura urbana, diventa il luogo ideale per raccontare una moda che non vive soltanto nelle boutique o nei calendari ufficiali, ma anche nei laboratori, nei progetti indipendenti, negli incontri tra generazioni.
La serata ha visto anche il supporto di Franciacorta come wine supporter, di Vincenzo D’Ascanio per il flower arrangement e di Beautick, beauty agency internazionale che ha curato hairstyling e make-up dei modelli. Dettagli che rafforzano la dimensione corale dell’evento: la moda, quando sostiene davvero il talento, coinvolge un intero sistema.
Una community filantropica per i designer emergenti
Fondato alla fine del 2017 da Camera Nazionale della Moda Italiana e da un gruppo di filantropi, Camera Moda Fashion Trust è la prima fashion community filantropica interamente dedicata al sostegno della nuova generazione di designer basati in Italia.
Dal 2017, l’organizzazione ha supportato economicamente 35 brand emergenti, con un contributo complessivo di circa 1.450.000 euro, oltre alle attività di mentoring e tutoring offerte pro-bono. Le aree di supporto comprendono internazionalizzazione, strategia digitale e multicanale, merchandising e protezione della proprietà intellettuale.
Il dato economico è importante, ma racconta soltanto una parte del valore. La vera forza del Fashion Trust è la continuità. In un mercato in cui molti giovani brand nascono con grande esposizione mediatica e poi faticano a consolidarsi, il mentoring diventa spesso più decisivo del finanziamento. Avere accesso a competenze, confronti, relazioni e orientamento strategico può cambiare la traiettoria di un marchio.
La sostenibilità come criterio di crescita
Il Fashion Trust pone al centro anche sostenibilità, inclusione, formazione e artigianalità. Questo aspetto è cruciale. La nuova generazione di designer non può più costruire la propria identità prescindendo dall’impatto ambientale, dal rispetto delle filiere, dall’uso dei materiali, dalla durata del prodotto e dalla responsabilità sociale del brand.
La sostenibilità non è più un tema laterale, ma una condizione di accesso alla credibilità. I talenti emergenti lo comprendono spesso con maggiore naturalezza rispetto alle strutture più consolidate: nascono già dentro un mercato che chiede trasparenza, coerenza, ricerca e capacità di innovare.
ACT N°1, INSTITUTION e MATERIA entrano dunque in una fase nuova del proprio percorso. Il grant rappresenta un riconoscimento, ma soprattutto un impegno: trasformare creatività e ricerca in crescita sostenibile, costruendo brand capaci di esistere nel tempo.
Il futuro della moda italiana passa da qui
La sesta edizione dei CNMI Fashion Trust Grant dice qualcosa di essenziale sul futuro della moda italiana. Il Made in Italy ha bisogno dei grandi marchi, delle maison storiche, dei gruppi internazionali e della forza industriale dei distretti. Ma ha bisogno anche di nuove voci. Di brand capaci di interpretare identità, inclusione, materiali, cultura, artigianalità e linguaggi contemporanei.
Milano resta il luogo in cui queste energie possono incontrarsi. Qui la moda non è solo spettacolo, ma infrastruttura culturale ed economica. Qui il talento può diventare progetto. Qui il futuro può ricevere non soltanto applausi, ma strumenti.
Con ACT N°1, INSTITUTION e MATERIA, il CNMI Fashion Trust Grant 2026 consegna al sistema tre nomi da seguire con attenzione. Tre percorsi diversi, uniti da una stessa necessità: dimostrare che la nuova moda italiana può essere creativa, sostenibile, internazionale e imprenditorialmente solida.

