È il momento dell’anno in cui la varietà della montagna invita al moto dolce, tra meditazioni nel bosco, passeggiate nei vigneti e prelibatezze della tradizione nelle malghe e una new entry dell’accoglienza ai massimi livelli. La primavera si manifesta in anticipo nel territorio di Chiusa ed esordisce con tutta la sua bellezza. L’inverno cede ufficialmente il posto alla bella stagione.

Chiusa, la piccola città della bassa Valle Isarco, fa parte del circuito dei “Borghi più belli d’Italia” ed è una vera chicca fatta di piaceri e di sapori della tradizione, in grado di sorprendere e far tornare in equilibrio corpo e spirito.

Già un secolo fa, Chiusa fu teatro di una vivace vita artistica. Vi regna un’inalterata atmosfera medievale, che affascina da sempre artisti e poeti. Facilmente raggiungibile, oggi è un centro che conquista sia dal punto di vista storico che paesaggistico con ritmi lenti e panorami dolci fatti di vigneti e boschi di castagni. E invita alla riscoperta della primavera come momento di rinascita e riconnessione. Il centro storico non è accessibile alle macchine e i sensi verranno subito catturati da mille bellezze, dal silenzio e dai profumi che solo la primavera sa emanare.

Passeggiando verso sera basterà volgere lo sguardo in alto, di tanto in tanto, per lasciarsi  emozionare dalla suggestiva atmosfera che si riversa sulla città dal convento di Sabiona, anch’esso raggiungibile solo a piedi.

La primavera offre svariati motivi per programmare un weekend a Chiusa: tra tutti, una sosta golosa in una malga baciati dal tiepido sole di primavera, un brindisi al festival del vino bianco, una piacevole passeggiata tra le pittoresche vie di uno dei “Borghi più belli d’Italia”. Sono tante le attività che si possono praticare con la bella stagione nel territorio di Chiusa, che insieme ai suoi dintorni, costituiti dai paesi di Barbiano, Velturno e Villandro, si rivela un luogo autentico, dal fascino senza tempo, che rappresenta il “vero” cuore dell’Alto Adige – Südtirol.

La primavera in Valle Isarco prende per la gola.

Marzo si anima all’insegna delle settimane della buona cucina della Valle Isarco, durante le quali per 14 giorni i ristoranti tradizionali e gli esercizi alberghieri servono in tavola la deliziosa cultura gastronomica di questa terra con prodotti regionali e stagionali. In particolare, desideriamo segnalare una specialità altoatesina di cui si parla poco: le Strauben e i Krapfen dolci. Perfetti in qualsiasi stagione.

Adelheid Kerschbaumer Raifer (nella foto) è particolarmente famosa per i suoi Strauben e Krapfen dolci ed è la proprietaria del maso Moar zu Viersch a Verdignes, Chiusa.

Le Strauben sono frittelle dolci tipiche dell’Alto Adige. Hanno una forma di chiocciola e sono composte da un impasto di farina, uova, latte, zucchero, burro e un aromatico bicchierino di birra che sgrassa l’impasto e le rende super soffici. Le Strauben vengono di solito preparate nelle feste, in autunno e nel periodo del Carnevale. Vi sveliamo la ricetta di Adelheid Kerschbaumer Raifer.

Ricetta per 4 Strauben

2 uova, 20 g di burro fuso,

sale, zucchero, zucchero vanigliato,

150 ml di latte,

1 bicchierino di birra

200 g di farina, circa ½ l di olio per friggere

zucchero a velo, marmellata di mirtilli o purea di mele

Preparazione

Separare i tuorli dagli albumi. Sbattere gli albumi in una ciotola a neve ferma. In un’altra ciotola, sbattere i tuorli d’uovo, il burro fuso, un po’ di zucchero, lo zucchero vanigliato, il sale, il latte e la birra fino ad ottenere una schiuma. Mescolare la farina setacciata e gli albumi sbattuti fino a quando la pastella è bella liscia. Versare la pastella piuttosto densa nell’olio caldo disegnando un cerchio usando un imbuto e cuocere fino a che sia dorata su entrambi i lati. Togliere dall’olio e servire su un piatto con un po’ di zucchero a velo e marmellata di mirtilli o purea di mele.

Altro must in primavera sono le passeggiate nelle vigne, il “Sentiero del vino di Chiusa”. Un piacevole percorso di 4 km a nord di Chiusa attraverso i pendii soleggiati con i suoi scoscesi vitigni nella frazione di Coste (Leitach), che racconta la storia della viticoltura in Valle Isarco, facendo conoscere i vitigni e il terreno speciale di questa valle. Sono diverse le tavole informative che illustrano il lavoro nelle vigne, la flora e la fauna che vivono tra questi vigneti e nei dintorni. Il panorama strepitoso sul Convento di Sabiona e sul Gruppo delle Odle nelle Dolomiti – Patrimonio dell’umanità dell’UNESCO – sono la ricompensa più bella per questa camminata di due ore: una gioia per grandi e piccoli escursionisti.

Meditare nella natura di Chiusa

Che la natura abbia un effetto rigenerante sulla salute fisica e psicologica dell’essere umano è fuori discussione. Ma questo concetto a Chiusa diventa un vero e proprio mantra: camminare nei boschi, abbracciare la natura nel pieno della sua rinascita, respirare profondamente in un prato o all’ombra di una pianta secolare. E meditare. O, meglio, trasformare la passeggiata nei boschi in una sorta di meditazione. I boschi di Chiusa rappresentano un luogo magico, in grado di amplificare il potere della meditazione, caricandola di energia positiva che ha ricadute sorprendenti sul corpo e sulla mente. Permette al corpo di rilassarsi, aumenta l’ottimismo e le emozioni positive, innalza le difese immunitarie. Tutto merito delle frequenze generate dagli alberi, che riescono a entrare in sintonia e in risonanza con alcuni organi e alcuni sistemi del nostro organismo, con benefici effetti terapeutici. Meditare, respirare e scaricare lo stress grazie a una passeggiata nella rigogliosa natura di Chiusa è una pratica rilassante e benefica. Si può passare dal fondovalle alla mezza montagna, dagli alpeggi in quota alle cime dolomitiche della Valle Isarco, non per niente soprannominata la valle dei percorsi. Per esempio, ci si può recare all’Alpe di Villandro, uno degli alpeggi più estesi dell’Alto Adige: tra i tanti sentieri perfetti per le proprie passeggiate di meditazione, tra i 1.700 e il 2.500 metri, c’è anche quello dedicato al pino mugo e alle sue peculiarità mentre un altro porta alla Chiesetta al Morto (a 2.186 m di altitudine), meta di una via crucis con antiche raffigurazioni delle stazioni, ad ovest della quale si trova anche il suggestivo Lago Schwarzsee, caratterizzato da acque cristalline.

DOVE SOGGIORNARE_- Eccellenze e novità 2022

La regione dei piaceri Chiusa, Barbiano, Velturno e Villandro anche nel 2022 si dimostra all’altezza del suo nome. Oltre a un meraviglioso paradiso escursionistico, un patrimonio storico-culturale e un panorama montano unico, la destinazione vanta molte strutture ricettive devote all’eccellenza, dalla pensione al 4 stelle superior.

Pensione Erlacher a Barbiano: è l’unica pensione a 2 stelle in Europa ad aver vinto l’Holidaycheck Award 2022. (sulla base di oltre 360.000 valutazioni).

Locanda Bad Dreikirchen a Barbiano ha ricevuto quest’anno il titolo di “locanda storica”. Da 200 anni in gestione famigliare, risale al Medioevo.

A quel tempo, le camere degli ospiti erano già in uso, così come la vecchia sala da pranzo e la biblioteca. Anche il famoso psicanalista Sigmund Freud trascorse una volta il suo ritiro estivo a 1120 metri.

ANTEPRIMA DEGNA DI PARTICOLARE NOTA

“Hotel & Ristorante Gourmet Castel Zum Steinbock”. Il castello del 12.mo secolo profuma di storia e gode di una posizione invidiabile nel centro di Villandro, a 880 m di altitudine, in posizione soleggiata e panoramica, a pochi minuti dalla leggendaria malga. Il fascino storico delle mura secolari, dei soffitti e delle porte in legno è perfettamente integrato da comfort moderni, calda ospitalità e straordinarie delizie culinarie. Le attuali 21 sistemazioni verranno ridimensionate in 12 suite essenziali e al contempo spettacolari, dotate di angolo benessere privato, sauna, honesty Bar e sono destinate a una clientela esigente, in cerca di silenzio, esclusività, privacy e una cucina gourmet degna di nota da assaporare nei due ristoranti del castello. Riapre il 14 aprile, completamente ristrutturato con una proposta unica nel suo genere destinata ai Bonvivant.

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Francesco Russo

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