Azimut Benetti interviene sul caso Bayesian: la fiducia nella nautica italiana

by Francesco Russo

Le parole di Giovanna Vitelli arrivano mentre The Italian Sea Group affronta il risanamento e porta in tribunale proprietari ed equipaggio dello yacht affondato in Sicilia. Per i cantieri, solidità finanziaria e continuità industriale pesano ormai quanto il progetto.

Giovanna Vitelli ha scelto di intervenire in un momento delicato per la nautica italiana. La presidente di Azimut Benetti, il maggiore costruttore mondiale di yacht di lusso, ha rassicurato armatori e clienti dopo la causa da 456 milioni di euro avviata da The Italian Sea Group in relazione al naufragio del Bayesian.

Il procedimento giudiziario riguarda la società proprietaria dello yacht, l’eredità dell’imprenditore britannico Mike Lynch e alcuni membri dell’equipaggio. The Italian Sea Group, che controlla il marchio Perini Navi, sostiene che la gestione dell’imbarcazione abbia provocato il disastro e danneggiato gravemente la reputazione commerciale del brand.

Azimut Benetti non è coinvolta nella causa. L’intervento di Vitelli serve piuttosto a tracciare un confine tra la vicenda di un singolo operatore e un’industria che continua a detenere una posizione dominante nel mercato mondiale dei superyacht.

Le parole di Azimut Benetti

Il punto sollevato da Giovanna Vitelli riguarda il rapporto tra cantiere e armatore. Portare in tribunale un cliente mentre le indagini sulle cause del naufragio sono ancora in corso costituisce una scelta inconsueta per un settore costruito su relazioni lunghe, riservatezza e fiducia reciproca.

Il Bayesian, sailing yacht di 56 metri consegnato da Perini Navi nel 2008, affondò al largo di Porticello, in Sicilia, il 19 agosto 2024. Nel naufragio morirono sette persone, tra cui Mike Lynch e la figlia Hannah. Le indagini italiane e britanniche devono ancora chiarire il peso delle condizioni meteorologiche, della gestione a bordo e delle caratteristiche tecniche dell’imbarcazione.

La causa promossa da The Italian Sea Group attribuisce la responsabilità alla condotta dell’equipaggio. La parte convenuta contesta questa ricostruzione e richiama gli elementi tecnici emersi durante le verifiche sullo yacht. Il giudizio industriale anticipato rischia quindi di sovrapporsi a un accertamento ancora aperto.

The Italian Sea Group dentro il risanamento

Il contenzioso sul Bayesian arriva durante una fase complessa per The Italian Sea Group, società quotata a Milano e proprietaria dei marchi Admiral, Tecnomar, Perini Navi e Picchiotti.

Il 1° luglio 2026 il gruppo ha depositato presso il Tribunale di Firenze una domanda di accesso alla procedura prevista dall’articolo 44 del Codice della crisi, dopo che il precedente tentativo di ristrutturazione fuori dal tribunale non aveva prodotto gli accordi necessari. Il procedimento punta a preservare la continuità aziendale mentre viene definito il piano di risanamento.

Le misure protettive confermate dal Tribunale impediscono temporaneamente agli armatori di sciogliere i contratti per eventuali inadempimenti del cantiere e di escutere le garanzie rilasciate. La società ha inoltre indicato la possibilità di un aumento di capitale nell’ordine di 100 milioni di euro, subordinato agli accordi con fornitori, clienti e finanziatori.

Il 20 luglio Giovanni Costantino ha lasciato gli incarichi di presidente e amministratore delegato. Anche Gianmaria Costantino ha rinunciato alla carica di consigliere, determinando la cessazione dell’intero consiglio di amministrazione, rimasto operativo in prorogatio in attesa della nuova nomina. Nel comunicato ufficiale, la società ha collegato il cambio di governance alla necessità di rafforzare la fiducia degli stakeholder e accompagnare il risanamento.

Due situazioni industriali molto diverse

L’intervento di Azimut Benetti assume peso anche per la distanza tra le condizioni dei due gruppi.

Azimut Benetti ha chiuso il 2025 con ricavi in crescita del 15%, fino a circa 1,5 miliardi di euro, un portafoglio ordini da 2,6 miliardi e un patrimonio netto superiore a 500 milioni. Sono numeri che permettono alla società di presentarsi agli armatori con una struttura finanziaria capace di sostenere commesse lunghe e investimenti consistenti.

La costruzione di un grande yacht può richiedere diversi anni. Durante questo periodo il cliente versa anticipi, prende decisioni progettuali irreversibili e affida al cantiere un patrimonio che deve essere seguito anche dopo la consegna. La stabilità del costruttore incide dunque sul valore dell’acquisto, sulla manutenzione futura e sulla possibilità di rivendere l’imbarcazione.

Per questo gli armatori, i family office e i loro consulenti analizzano sempre più attentamente bilanci, garanzie, capacità produttiva, catena dei fornitori e continuità del management. Il disegno esterno e la qualità degli interni restano centrali, ma appartengono a una valutazione più ampia.

Una leadership che coinvolge tutta la filiera

L’Italia continua a raccogliere oltre la metà degli ordini mondiali di superyacht. Intorno ai grandi cantieri opera una rete di designer, aziende di arredamento, impiantisti, produttori di materiali, studi tecnici e laboratori artigiani che ha pochi equivalenti nel mondo.

La forza del comparto rende ancora più sensibile ogni vicenda capace di incidere sulla percezione internazionale. Un contenzioso, un ritardo nelle consegne o una difficoltà finanziaria coinvolgono il singolo gruppo, ma vengono osservati anche come segnali sul funzionamento dell’intero sistema.

Le parole di Giovanna Vitelli cercano di evitare questa sovrapposizione. Il caso The Italian Sea Group segue una propria traiettoria giudiziaria e societaria; la nautica italiana conserva numeri, competenze e operatori in condizioni molto differenti.

Il passaggio decisivo sarà la capacità del settore di rendere visibile questa solidità. Per gli armatori contemporanei, la fiducia nasce dalla qualità di ciò che viene consegnato e dalla certezza che il cantiere continuerà a rispondere negli anni successivi. È su questo terreno che si giocherà la prossima fase della leadership italiana sul mare.

Related Posts

Leave a Comment